Autore:
Paolo Sardi

COM'E' Kalos Daewoo in Chevrolet. Cambia stato civile la compatta coreana ora che un matrimonio d'interessi l'ha portata ad accasarsi sotto le insegne del marchio americano. Al di là delle definizioni e del simbolino sulla calandra la Kalos resta però quella di sempre, anche se la gamma è più ampia e articolata, grazie all'ingresso in listino di un'inedita carrozzeria a tre porte. A distinguerla ci sono ritocchi agli spoiler, ai paraurti e ai parafanghi, oltre a una plancia bicolore. Giusto quel che serve per capitalizzare al meglio il ritorno d'immagine derivante dal cambio di cittadinanza, e per strizzare l'occhio a una clientela più vasta e, soprattutto, giovane.

INVECCHIA BENE D'altronde, nonostante il lancio della versione a cinque porte risalga ormai a più di due anni fa, la Kalos conserva una linea fresca e attuale, capace di sedurre anche al di là delle considerazioni di natura economica. Buona parte del merito va alla lungimiranza di Giugiaro che per la Daewoo studiò una forma che invecchia molto bene, senza mostrare alcuna ruga o senza che la sua veste appaia fuori moda. Il disegno gioca su un sapiente equilibrio tra i volumi e su una furba alternanza di linee curve e di spigoli. Questi ultimi sono presenti soprattutto a livello dei fari, che in alcuni punti hanno un taglio netto, quasi da pietra preziosa.

BEN PIAZZATA A dispetto delle sue origini orientali, la corporatura della Kalos è più in sintonia con il suo nuovo passaporto americano. Lunga 388 cm, larga 167 e alta 150, questa Chevrolet è infatti un po' cresciutella rispetto alla media della utilitarie in circolazione dalle nostre parti, con un fisico da ragazzotta del mid-west. Una simile scelta porta con sé più vantaggi che svantaggi, visto che quella manciata di centimetri che la separa dalle rivali di maggior successo si fa sentire più sul fronte dell'abitabilità che non in fase di parcheggio.

ENTRATA LIBERA L'abitacolo è infatti spazioso e accogliente sia per chi viaggia in business class nei sedili anteriori, sia per chi è relegato in economica, sistemato sul divano. Accedere alla zona posteriore è tra l'altro abbastanza agevole. Le porte sono ampie e aprono una breccia tra schienale e montante abbastanza ampia per far salire agevolmente anche chi non ha l'agilità di un gatto o ha deciso di rinviare a tempo indeterminato l'inizio della dieta.

FA ECONOMIA All'interno della Kalos, l'aspetto che convince meno resta così l'aria un po' spartana di alcuni componenti, come quelle plastiche che avremmo preferito un po' meno lucide. Lo stile della plancia è simpatico, con il cerchio che ricorre come forma negli strumenti, nelle bocchette e in numerosi altri dettagli. E la precisione degli assemblaggi scongiura il rischio che si verifichi un concerto di scricchiolii ogni volta che si affronta il pavè.

SOLO A BENZINA L'entrata in listino della Kalos a tre porte non incide sull'offerta dei motori. Di diesel per adesso non si parla ancora  e la scelta resta limitata a due soli propulsori, entrambi a benzina. Alla base della gamma si pone un 1.200 a otto valvole che dispone di 72 CV a 5.400 giri e ha un picco di coppia di 104 Nm a un regime di 4.400 giri. Quanto basta per far passare questa Chevrolet da 0 a 100 km/h in un tempo di 13,7 secondi e per consentirle una punta di 157 km/h. Il tutto con consumi accettabili: 12,2, 18,2 e 15,2 km per litro rispettivamente nei cicli urbano, extraurbano e combinato.

PIU' PEPE Per chi desidera un po' più di vivacità c'è invece un 1.400 a 16 valvole accreditato di 94 CV a 6.200 giri e di 130 Nm a 3.400 giri. Così equipaggiata, la Kalos lima 2,6 secondi nella prova di accelerazione e stacca un dignitosissimo risultato di 11,1 secondi, riuscendo poi ad allungare fino a toccare una velocità massima di 176 km/h. La maggior prestanza si paga, come ovvio, con più frequenti visite al benzinaio. In questo caso i consumi salgono a 11,6 km/l in città, a 16,4 nei percorsi fuori porta e a 14,3 nei tratti misti.

MEGLIO RICCA La Kalos 1.200 viene proposta con due livelli di allestimento, SE e SX Sport, mentre la 1.400 viene realizzata solo con l'allestimento SX Sport. La versione base ha un equipaggiamento risicato, che tra gli accessori di spicco comprende giusto l'Abs, la coppia di airbag e l'impianto stereo, mentre mancano all'appello gli specchietti elettrici. E' probabile che sia preferibile allora orientarsi sulla sorella ricca, che mette sul piatto, tra le altre cose, anche gli airbag laterali e i cerchi. Per dare un giudizio definitivo bisognerebbe conoscere esattamente i prezzi ma questi verranno comunicati solo in un secondo momento, a ridosso del lancio fissato per il mese di marzo. Per adesso si sa solo che partiranno da poco meno di 10.000 euro per arrivare attorno a quota 11.500: davvero competitivi, anche considerando il climatizzatore sempre a richiesta.

COME VA Il posto di guida della Kalos non offre grandi possibilità di regolazione. Il volante si regola infatti solo in altezza. Giocando con il sedile si riesce comunque a trovare la sistemazione più adatta a prescindere dalla propria stazza, in posizione tra l'altro leggermente rialzata, che permette una buona visuale anche senza l'ausilio del periscopio. I comandi sono disposti in modo razionale, secondo lo schema classico e dopo un breve apprendistato si potrebbero azionare anche stando bendati.

COCCOLINA Sin dai primi metri la Kalos mostra che il fatto di essere di taglia forte dà i suoi frutti anche in materia di comfort. La silenziosità è buona a tutte le andature e la Chevrolet trasmette una piacevole impressione di consistenza e solidità. Buche e avvallamenti sono digeriti senza traumi da un assetto con taratura soft, di quelli che fanno la felicità delle vertebre ma che per contro fanno anche piegare all'ingiù gli angoli della bocca quando si affronta il misto con la lancia in resta.

ANDAMENTO LENTO In questi casi bisogna mettere in preventivo un certo coricamento laterale, che non pregiudica in alcun modo la sicurezza ma complica un po' la vita a chi cerca di percorrere rapidamente le curve più impegnative. Meglio rinunciare a numeri da rock acrobatico, anche perché lo sterzo non è un modello di progressività, e lasciare che sia la Kalos a guidare le danze al suo ritmo preferito, allegro ma non troppo.

IN PANCIOLLE Il 1.200 completa questo quadro in modo perfetto, mostrando a sua volta un'indole decisamente tranquilla. Se spremuto a fondo, tira fuori le unghie ma sono sufficienti pochi chilometri per capire che le sue calzature preferite sono le scarpe da passeggio e non le scarpette chiodate. Una cosa, questa, che appare evidente soprattutto nelle riprese, molto flemmatiche a meno che non si scali una marcia, se non a due.

INUTILE INSISTERE Le cose cambiano, e neanche poco, se sotto il cofano c'è il 1.400 a 16 valvole. La sua maggiore brillantezza viene comunque fuori più che altro ai regimi più elevati, quando cioè si ha modo di tirare la marcia. In ripresa, invece, se si vuole uno spunto brillante, occorre anche qui buttare giù un rapporto, vincendo le resistenze che a volte oppone il cambio. Ancora una volta, dunque, meglio andare con calma e godersi in santa pace l'ottimo comfort della Kalos.


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