Autore:
Paolo Sardi

BEEP! BEEP! Sorpresa: se qualcuno avesse l'idea di farsi una Bentley Continental Flying Spur per mettersi sempre al centro dell'attenzione, potrebbe restare in parte deluso. Me ne sono accorto di persona. Portandola a spasso per diversi giorni a Milano e dintorni, sinceramente, mi sarei aspettato di avere addosso ben più occhi, specialmente ai semafori. Tanto che, in certi casi, l'unico rimedio per chi si sente snobbato ed è in piena crisi di egocentrismo restano un paio di colpetti di clacson...

IN INCOGNITO A naso, l'impressione è che nell'immaginario collettivo la Bentley sia ancora quella di una volta, la cugina brillante delle vecchie Rolls Royce, con il suo disegno neoclassico e le sue forme giunoniche. La nuova identità emersa da che la Casa è entrata nell'orbita del Gruppo Volkswagen non è stata ancora metabolizzata dai più. Forme filanti, spigoli pazientemente smussati e un'eleganza mai urlata fanno il resto e regalano fugaci momenti di sano anonimato che a molti dei facoltosi acquirenti potrebbero comunque solo far piacere.

CURA CERTOSINA Signorilità è anche questo: un po' di sobrietà fuori ed emozioni mozzafiato nell'abitacolo, realizzato con una cura maniacale e con materiali di primissima qualità. Quanto basta a far stampare il naso sui finestrini ai più curiosi voyeur, che azzardano una sbirciatina indiscreta. Tutto l'interno è un tripudio di radica e di pelle, che riveste anche i particolari più impensabili, comprese le alette parasole. A far da contorno c'è alluminio in abbondanza, come quello usato per le bocchette dell'aria o per il cambio. Dall'orologio griffato Breitling al libretto di uso e manutenzione con copertina in cuoio ricamato, tutto è fatto all'insegna dell'opulenza.

ALLA CIECA I 531 cm di lunghezza della carrozzeria si notano più stando al volante che non dal marciapiede, così come i 197,5 di larghezza. Muovere la Continental Flying Spur richiede un bell'impegno, tanto psicologico (urtando la carrozzeria si potrebbe parlare di lesa maestà?) quanto fisico. La visibilità è quella che è (ovvero scarsina) e, se non ci si imbatte in un parcheggio da double decker e non ci si fida dei sensori di parcheggio, in manovra ci si trova ad allungare il collo come una giraffa.

A PERDIFIATO Anche se le sospensioni attive sembrano planare sul pavé e il passo da parata viene tenuto con un portamento regale, la Continental Flying Spur ama di più gli spazi aperti. Già sulle statali trotta allegra, pronta a lanciarsi a perdifiato al galoppo non appena gli orizzonti si allargano. Trovare un nastro d'asfalto sufficiente per farle esprimere tutte le sue potenzialità è però quasi impossibile, a meno che non si faccia una capatina alla pista di Nardò. Sotto il cofano chilometrico borbotta sornione un W12 da sei litri sovralimentato da due turbine capace di fare incetta di superlativi relativi e assoluti.

SENZA FINE Più che la potenza massima, pari a 560 cv, colpiscono e lasciano il segno i 650 Nm di coppia disponibili già a 1.600 giri. Simili valori si traducono in risposte fulminee a ogni affondo sul gas e per archiviare la pratica 0-100 è sufficiente premere sul pedale destro per soli 5,2 secondi. E' però continuando a seviziare l'acceleratore che la Continental legittima l'appellativo Flying e la presenza delle ali ai lati della B nello stemma. La spinta del motore sembra inesauribile e ci si trova in un batter d'occhio ben sopra i 200 km/h. Se non si guardano gli strumenti è difficile capire cosa stia realmente accadendo, con il silenzio che regna sovrano e il comfort elevatissimo.

IN CARNE Entrando ancora in tackle sull'acceleratore, la Bentley schizza in avanti con forza, come se partisse da ferma, pronta a fiondarsi in un rush incontenibile ben oltre i 300 km/h. Davvero niente male per una berlina che ferma l'ago della bilancia poco sotto le due tonnellate e mezza. Il peso si fa però sentire in altri frangenti, come nelle frenate d'emergenza sul bagnato, quando verrebbe voglia di dare l'ordine "Indietro tutta!" per fermarsi al più presto. Anche quando si affrontano le curve con irruenza la Continental Flying Spur si dimostra una perfetta auto diplomatica e, come tale, prende le cose un po' alla larga, traiettorie comprese. Complice il passo lungo, il posteriore sembra un po' lento a seguire la strada indicata dalle ruote anteriori. Nel complesso, comunque, la trazione integrale e i cerchi da 19" con pneumatici 275 regalano un sorriso anche ai piloti più smaliziati, abili nell'adottare una guida quanto mai pulita. Noblesse oblige...

METTETEVI COMODI Per chi ama impugnare sempre i comandi in prima persona e non vive venerando come semi-dei i suoi passeggeri, il consiglio è però quello di spostare magari l'attenzione sulla Continental GT, la coupé inserita nel listino Bentley allo stesso prezzo della Flying Spur. Inutile negarlo: una berlina come questa si gode meglio mollemente adagiati sul divano posteriore, dopo aver ceduto i comandi all'autista. Nel caso, al salatissimo conto di 180.000 euro, si consiglia assolutamente di aggiungere i 6.828 euro necessari per la consolle posteriore e i sedili regolabili elettricamente con funzione di massaggio. Tanto, a certi livelli, non dovrebbero essere loro a fare la differenza...


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