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Moto Notizie correlate COM’È Ormai si può parlare di nudismo generalizzato. Tutti fanno le moto nude, di ogni genere: sportive, turistiche, rétro. Beh, questa nuova e attesissima Kawasaki ZR-7 è difficile da collocare in una precisa nicchia. È una moto furba che prende il meglio da ogni tipologia. Basta guardarla. In molti l’hanno definita l’erede della non troppo fortunata Zephyr. A noi non sembra. Questa ZR-7 ha ben poco di nostalgico: le forme affilate, il codino che ricorda le hyper sport della serie Ninja… CATTIVELLA L’aspetto, non c’è che dire, è proprio cattivello. Una rivale per la Honda Hornet? Sembrerebbe. Ma poi si va a vedere il motore (questo è derivato davvero dalla Zephyr) un pacioso quattro cilindri raffreddato ad aria, con la classica distribuzione bialbero a 2 valvole per cilindro. Ottimo per il turismo, un settemmezzo pieno e divertente, ma non certo dotato della cavalleria necessaria a far rizzare i capelli agli smanettoni. CICLISTICA OK Però, a ben vedere, la ciclistica è sana. No, in Kawasaki non si è risparmiato su telaio, freni e sospensioni e, pur senza proporre nulla di particolarmente innovativo, il cocktail è azzeccato. Insomma, a differenza di tante colleghe nude, un po’ anni settanta anche nella guida, la ZR-7 può concedere molto a chi ama le strade tortuose. Le finiture ci sono, belle, precise, non manca nulla nemmeno in fatto di dotazione. Vabbè, qualcosa si è riciclato dalla produzione attuale, come gli specchi retrovisori o le maniglie per il passeggero, ma lo fanno tutti. PREZZO SHOCK Sui libri dell’università si parlava di economie di scala. Un concetto che su questa moto pare funzionare. Altrimenti come spiegarsi l’incredibile prezzo di 12 milioni di lire? Con questi soldi di solito non si porta a casa una moto vera, consistente, in grado di soddisfare anche i motociclisti esperti. Meglio così, chi si è preso lo scooterone la prossima volta ci penserà due volte.
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