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Moto COM’È Piatto ricco mi ci ficco. Una volta le moto di moda erano le enduro, poi sono arrivate le custom, poi le naked, adesso, ereditate dall’America prima e dalla Francia poi, è il momento delle supermotard. Di quegli ibridi ottenuti mischiando una moto da enduro con gomme e freni da supersportiva ce ne sono in giro sempre di più, persino in città dove le SM sono l’ultima tendenza per chi vuole distinguersi. E le proposte aumentano di giorno in giorno, lo hanno capito subito gli specialisti del fuoristrada che partendo dalle loro moto da enduro o da cross hanno cominciato a sfornare modelli supermotard di tutte le cilindrate.
CHI BEN COMINCIA… Facile fare una supermotard, se si ha già in "casa" una bella moto da fuoristrada si è già a metà dell’opera. Ecco perché non è stato difficile per KL (importatore italiano delle Kawasaki da cross ed enduro "hard") creare la "sua" supermotard 250. Non è un mezzo da competizione e basta come le sorelle del cross, la KX Motard è una moto pronto-gara, ma anche omologata per l’uso stradale, che entra in concorrenza con le più conosciute 4T. Non solo per le prestazioni, ma anche per il prezzo: 7483 Euro, 14.490.000 lire, frecce portatarga, specchietto e omologazione per due posti inclusi. PARTE DAL CROSS La base di partenza è, manco a dirlo, la quarto di litro KX che in questa configurazione da asfalto ha guadagnato qualche chiletto di accessori, una diversa ciclistica e un rapporto finale più lungo per adeguarla al diverso utilizzo che comporta la disciplina del supermotard. Tutto qua, differenze poche, o tante dipende dai punti di vista. Poche, perché della KX restano in pratica cuore ed ossatura: il motore è identico alla versione cross, idem per il telaio, quella struttura perimetrale che nel fuoristrada ha fatto scuola, vuole distinguere la 250 Kawa anche nel supermotard. NERA DI RABBIA La forcella è a steli rovesciati da ben 46 mm, ultraregolabile, stessa cosa per il monoammortizzatore mosso dal forcellone in alluminio per mezzo del classico leveraggio uni-trak. Non c’è che dire così nera la Supermotard fa una bella scena anche perché scenografici sono certi particolari tecnici che piacciono tanto al popolo dei motard. Che dire ad esempio del discone a margherita da 320 mm frenato da una pinza a doppio pistoncino (la stessa del cross), o dei cerchi in alluminio larghi una spanna pronti ad ospitare due bei pneumatici sportivi a spalla larga? Il risultato estetico è davvero ben riuscito. PIUMA CATTIVA Dati alla mano, saltano subito all’occhio quelle che sono le quote nude e crude di questa tipologia di moto. La KX è estrema in tutto: leggerisima, non arriva nemmeno ai 100 kg (precisamente 97), ha la sella al primo piano come la sorella da cross e dall’alto dei suoi 910 mm domina la strada, il serbatoio è rosicato al punto che ogni stop tra un turno di prova e il successivo è una buona occasione per fare un rabbocco e riportare il pieno di carburante a quota 8 litri e mezzo. Con numeri del genere e un peperino a due tempi da una cinquantina di cavalli in mezzo al telaio non ci vuole molto a spiegare cosa si prova in sella a questo cavallo imbizzarrito, brividi e adrenalina e voglia di violentare l’asfalto.
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