Autore:
Emanuele Colombo

LA NUOVA FRONTIERA Google, Samsung e Sony sono già della partita, tanto per citarne alcuni, ma sono in molti i colossi del hi-tech che stanno realizzando occhiali elettronici per la realtà virtuale (VR). A fine marzo sono iniziate le consegne di Oculus Rift, uno dei dispositivi che potrebbero dare a breve le maggiori soddisfazioni e per il quale sono in arrivo anche giochi di corse.

RACING GAMES Tra i titoli già disponibili al lancio, infatti, c'è Project Cars e molti altri come iRacing, Live for Speed, Dirt Rally e Assetto Corsa sono in avanzato stadio di sviluppo. Che cosa cambia potersi guardare attorno, se nella guida reale la testa si gira poco? Quando la macchina sbanda, dicono i bene informati, poter girare la testa per guardare la strada... attraverso il finestrino è d'aiuto. Ma è soprattutto nelle staccate che la realtà virtuale fa la differenza, perché con un singolo display per occhio, regolato per ricreare l'effetto profondità che si ha nel mondo reale, si percepisce la distanza e non è più necessario cercare riferimenti fittizi per i punti di frenata.

UN SALTO NEL BUIO Oculus Rift è già disponibile negli store online americani di Amazon, Microsoft Store e Best Buy: già abbinato ai pc in grado di supportarlo. Eppure, nonostante la tecnologia sembri promettere bene, c'è chi frena: per esempio quelli di rFactor, il simulatore che in versione Pro è usato anche da Ferrari e McLaren. Il problema è che ancora manca uno standard per le API, ossia i tool di sviluppo che i programmatori usano per collegare il visore di realtà virtuale con il software del gioco o del simulatore: con tante API in giro e poca chiarezza su quali permetteranno di distribuire i nuovi videogame al pubblico più vasto è una vera scommessa, per i programmatori, decidere su quale investire tempo e lavoro.

LO SGAMBETTO DI OCULUS A questo si aggiunge lo scivolone di Oculus, che quando tutto sembrava pronto per il lancio commerciale ha cambiato la sua stessa API creando non pochi grattacapi a tutti gli sviluppatori che già lavoravano su un loro gioco in realtà virtuale. Nonostante ciò sono in molti a credere che la VR, nelle forme di Oculus Rift o di un dispositivo equivalente, sia una killer application per i videogiochi e che avrà grande successo in futuro. Tutto sta a capire quando.


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