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VOR SM 530 Racing Competition


Avatar Redazionale , il 06/12/01

19 anni fa - La bestia nera

Rivoluzione fa rima con bombardone e la nuova supermotard VOR ne è la conferma. La rivoluzione era cominciata quest'estate con la presentazione della VOR MX 530 da motocross: inedito telaio perimetrale con geometrie inedite, serbatoio fin sotto la sella, nuove sovrastrutture ancora più snelle e motore maggiorato a 530. Una rivoluzione appunto. Sulla base dell'arma totale da cross spunta al Motor Show di Bologna una supermotard esagerata. Davvero un bel bombardone, ma da usare solo in pista. Ce lo suggerisce la mancanza dei fari, lo conferma il nome.

ORECCHIO DINAMOMETRICO Questa bestia nera è estrapolata dalla sorella da cross, di cui riprende in toto le soluzioni tecniche, dal nuovo telaio che assicura ulteriore maneggevolezza, al motore, l’iper tecnologico 4 tempi da 530 cc, un monocilindrico che si distingue per soluzioni racing (e costose) come la distribuzione comandata da treno di ingranaggi o il cambio estraibile. Un mono forzuto, tutta coppia e poderoso allungo. Purtroppo la VOR non comunica la potenza massima, un po’ come la Rolls Royce, che dichiara sempre la sua potenza "adeguata". Noi che il bombardone lo abbiamo provato sulla MX 530, diremmo che a orecchio ci sono una sessantina di cavalli.

SENZA COMPROMESSI

Mentre per le versioni enduro e supermotard stradali il mono VOR è stato arricchito da avviamento elettrico e pompa dell’olio, qui rimane la configurazione no compromise: al posto del bottoncino ci vuole una bella caviglia, mentre a mandare in giro l’olio per il motore ci pensa un sistema a depressione, per l’appunto senza pompa. Il carattere, già indemoniato, viene esaltato da un paio di novità: un albero a cammes più spinto e un carburatore Keihin da 41 mm, modifiche che tanti piloti avevano già fatto per conto loro nel 2001.

IL NERO SNELLISCE

Il colpo d’occhio di questa VOR SM 530 Racing Competition è da bava alla bocca. Tutta nera, ancora più nera della precedente versione, sprigiona un fascino inquietante. Il nuovo telaio e il vestito più snello e attillato ci stanno alla grande con le ruotine da 17". Per la cronaca, quella dietro è gommata slick, liscia liscia per derapate da urlo. D’effetto il parafanghino corto anteriore, accoppiato a quello dietro, dritto e sparato verso l’alto. Piace molto anche il disegno della sella, rivestita in materiale professionale. Viene spontaneo il confronto con la rivale Husqvarna NOX. Anche quella è tutta nera e cattiva, ma nel vestito ha tanto pregiato carbonio, contro le "plastiche" della VOR. È anche vero che la NOX costa circa 23 milioni compreso il kit di conversione stradale, mentre questa VOR non dovrebbe passare i 20. Una cosa bella da sapere è che questa VOR pesa solo 108 kg.

SOLO IL MEGLIO

Per la ciclistica si è ripreso quanto era piaciuto sulla SM Racing Competizione del 2001: il discone da 320 mm e la forcella Paioli-Kayaba con steli rovesciati da 46 mm. La pinza Braking, che invece aveva creato qualche problemuccio nell’uso spinto, è stata sostituita da una Brembo a quattro pistoncini. Anche la pompa di tipo radiale è Brembo. Passando al posteriore troviamo un nuovo ammortizzatore Paioli con doppia regolazione in compressione, più quella per l’estensione. Un pezzo studiato apposta per il supermotard. Questo mezzo da combattimento sarà disponibile a gennaio, anche nella versione 400 per correre nella classe Sport. E noi poveri mortali che piloti non siamo? Attendiamo fiduciosi una versione omologata, magari con quel bottoncino per l’avviamento elettrico che è da qualche tempo comparso sulle SM 450 e 503 stradali.
Pubblicato da Spartaco Belloni, 06/12/2001
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