LS2 vince la battaglia legale sui brevetti contro Shark
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LS2 vince la battaglia legale contro Shark


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1 anno fa - LS2 ha la meglio nella battaglia legale contro Shark ma cambia nome

Una battaglia legale durata quattro anni quella tra LS2 e Shark ma la Corte Suprema Spagnola chiude la questione: ecco cosa è successo

Un procedimento durato quattro anni quello tra LS2 e Shark, ora chiuso con la vittoria di LS2, che cambia nome. Ecco cosa è successo tra le due aziende produttrici di caschi (e non solo). 

LS2 e Shark: la fine della battaglia legale

Oggetto del contenzioso tra LS2 e Shark la presunta violazione di brevetto – registrato nel 2005 dall'Azienda francese e in scadenza quest'anno – dei caschi modulari Convert e Valiant. Ma La Corte Suprema Spagnola ha respinto il ricorso del Marchio francese e sancito in via definitiva che non vi fu violazione. LS2 può quindi proseguire nel suo percorso, ''forte dell’originalità dei suoi prodotti e confermando la solidità del portafoglio internazionale di brevetti del Brand'', incluso quello del modello Valiant, riconosciuto dall’Ufficio Europeo dei Brevetti.

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LS2 cambia nome: LS2 Motogear Europe SLU

Ma le novità non sono finite e LS2, forte anche di questa affermazione, cambia nome in LS2 Motogear Europe SLU. Una nuova denominazione che porta con sé un duplice significato: da una parte l'esigenza di aprirsi sempre più al mercato europeo, dall'altra il voler offrire una gamma di prodotti a 360° per i motoclisti, con caschi, giacche, guanti, pantaloni, protezioni e accessori. In merito alle recenti novità si è espresso così Giuseppe PorcuCEO di LS2 in Europa:''Il passaggio a LS2 Motogear Europe SLU simboleggia la nostra volontà di essere sempre più vicini al cliente europeo, adattandoci alle sue esigenze e all’evoluzione del mercato''.


Pubblicato da Michele Perrino, 16/05/2025
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Michele Perrino
Michele Perrino
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…

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