Addio a Nicolò, il motociclista di Seregno si è spento a 26 anni
Editoriale

Ciao, Nicolò


Avatar di Giorgio Sala , il 11/05/21

4 mesi fa - Addio a Nicolò Grillo, motociclista di Seregno scomparso a 26 anni

Un incidente in moto ha portato via Nicolò Grillo, 26 anni. Una "persona qualsiasi" per tanti, non per tutti: ed è questo a complicare tutto...

Nel grigiore di questi giorni di pioggia milanese, ricevo uno di quei messaggi che non solo non mi sarei mai aspettato, ma che pesa come un macigno. Un ragazzo con cui frequentavo l’Università, Nicolò, ha avuto un incidente in moto domenica a Corteno Golgi e, purtroppo, ora non c’è più. Nicolò era un ragazzo di 26 anni, originario di Seregno: con lui e tanti cari amici ho condiviso gli stessi banchi di Largo Gemelli tra sogni, progetti e dispense cosparse di appunti. Un intento comune: raggiungere i propri obiettivi. Io ora sono qui a scrivere e raccontare quotidianamente di quello che, oltre ad essere la mia passione, è anche il mio lavoro. Altri, invece, lavorano con esemplare stakanovismo e talento per poter godersi, nei giorni liberi, la propria passione. E Nicolò era proprio tra quelli.



Tra quelle aule, uno dei concetti che più mi è rimasto impresso era quello del rischio: in alcuni ambiti, ''il rischio si può gestire, si può mitigare, ma non si può sempre eliminare''. A lezione si parlava di mercati finanziari, non di moto. Ma io non ci vedo molta differenza: in entrambi i casi il rischio non sempre è quantificabile. E poi si parlava anche di ''percezione del rischio'' e di ''propensione al rischio'': una stessa azione, per due persone, può essere considerata più rischiosa da uno e meno dall’altro. Ma tra economia e moto, c’è una grande differenza: ciò che si può perdere. Non bisogna mai dimenticarsi che la moto è un mezzo oggettivamente pericoloso: non lo dicono solo le mamme o l’ISTAT. Può sembrare un'ovvietà, ma non nascondo che quanto accaduto a Nicolò non solo è stato un duro colpo al cuore, ma mi ha fatto sorgere una domanda spontanea: “Perché vai in moto?”. Una di quelle domande che non ci si fa mai, ma che in questi momenti spunta tra mille pensieri, paure, incertezze. Una domanda alla quale, personalmente, non saprei dare una risposta esaustiva. 

Ma mettiamola così: ho sempre immaginato la vita come ad una strada, e la passione per le moto è come quegli enormi piazzali in cima ai passi dove ci si ferma, si chiacchiera, si conoscono persone nuove che arrivano da percorsi differenti, si ammirano tante moto diverse. Qualcuno resta lì tutto il giorno, qualcun altro non si ferma e va per la sua strada, qualcun altro ti accompagna per un breve tratto oppure fin sotto casa. Ecco, è come se avessi percorso qualche curva con Nicolò prima di raggiungere quel piazzale, ma che - senza che me ne accorgessi - se ne sia andato anticipatamente per continuare il suo viaggio. Probabilmente sta tornando a casa… mentre io sono lì a chiedermi dove sia finito, a rammaricarmi sul fatto che avrei potuto conoscerlo meglio, forse salutarlo prima che se ne andasse. Ma sono sicuro che, un giorno, riincontrerò Nicolò sorridente in un altro piazzale, ancora più bello, pieno di moto e pieno di gente, per condividere una delle passioni più belle – e complicate – del mondo. Divertiti Nicolò, e fai buon viaggio.  


Pubblicato da Giorgio Sala, 11/05/2021

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