Mondiale Endurance/3:

Verde speranza


Avatar Redazionale , il 04/04/08

13 anni fa - Di nuovo in pista con tante novità

Di nuovo in pista, di nuovo in bagarre nel mondiale di durata. Cambiano le moto, cambiano i regolamenti, cambiano gli sponsor, cambia anche il nostro status (team permanenti, finalmente!). L'unica cosa a non cambiare è la nostra voglia di fare bene. La scommessa è lanciata. Di nuovo.


Ecco come sarà la
grafica della
nostra Ninja
DEJA VU Le moto in pista rallentano all'improvviso, la Pit lane chiude con il semaforo rosso, parte l'automedica. Iniziano a rientrare i piloti, uno, dieci, venti. Fai la conta, rientrano quasi tutti tranne quattro o cinque e tra quelli che mancano c'è anche il tuo compagno di squadra. Questa situazione mi pare di averla già vissuta due anni fa in un orrido Deja vu. Allora eravamo a Rijeka, oggi siamo a Le Mans per i test ufficiali della 24 ore più difficile del mondo che aprirà del danze del Mondiale Endurance. Il compagno in questione è Ivo Bellezza, scivolato assieme ad altri 5 piloti sull'olio lasciato in pista da una moto rotta e non segnalato dai commissari. Risultato? Bellezza si è fatto una bella e innocua pattinata sull'asfalto, e la moto (ancora in rodaggio) è entrata in tackle sulle altre già accatastate con conseguenze facilmente immaginabili, il bello è che la curva è la stessa del 2006, quella che ha segnato la nostra uscita di scena dalla gara di Le Mans. Si vede che, evidentemente, noi sul circuito della Sarthe lasciamo sempre il segno... per terra. Ma visto come è poi andata nel 2006 e visto che il segno lo abbiamo lasciato diciamo che dovremmo essere a posto, no?

DI NUOVO IN PISTA Quindi siamo ancora qui, in pista, ancora una volta non siamo riusciti a smettere, vittime di quella droga che si chiama Endurance che, evidentemente, dà assuefazione. È anche vero che dopo aver dimostrato di poter essere competitivi senza poter raccogliere i frutti dei nostri sforzi (ricordate? due motori rotti, a Barcellona e Losail, mentre eravamo in testa), ci sembrava un vero peccato mollare, volevamo, dovevamo, darci un'altra possibilità.


CI VUOLE ALTRO...
Ma, certo, la volontà non basta, per poter fare una stagione di gare occorre ben altro, soldi e sponsor per iniziare e in questo devo dare 10 e lode alla capacità di Bellezza che ancora una volta è stato capace di trovare dei supporters che hanno creduto in noi. E poi ci siamo fatti furbi anche noi, e ci siamo presentati alla riunione dei team di dicembre il che ci ha di fatto aperto le porte dell'elite del Mondiale, siamo anche noi tra i team permanenti, quelli che possono godere di qualche privilegio (come avere un box da soli ad esempio, o avere un piccolo rimborso spese dalla Federazione internazionale), ma che di contro devono assicurare di partecipare a tutte le gare, Suzuka compresa. Un sacrificio che si può fare volentieri, non credete?

IL "NOSTRO" MONDIALE Tra l'altro, tra i vari cambiamenti di quest'anno ce n'è uno importantissimo: la categoria Stock (quella che ci vede impegnati da sempre) avrà un suo campionato vero e proprio con validità di Coppa del Mondo per cui la posta in palio è ancora più alta degli altri anni.


CAMBIO DELLA GUARDIA
Con queste premesse ci siamo messi in movimento più agguerriti che mai, e siccome le Suzukine iniziavano ad avere qualche ruga e volevamo dare un colpo di spugna con il passato e siamo passati dal nero-arrabbiato delle carenature dello scorso anno al verde-speranza del 2008.Il verde è quello della Kawasaki, chi segue questo sito con assiduità avrà letto che ero rimasto piuttosto colpito dalle prestazioni della Ninja ZX-10R '08 provata a Losail subito dopo la 8 ore dello scorso anno.

NA CAPA TANTA Così, potendo scegliere, diciamo che ho "cortesemente insistito" con i miei compari convincendoli che effettivamente la moto poteva essere competitiva. Immaginatevi la tensione nell'attendere il verdetto quando i due Ivi sono scesi dal loro primo giro con la nuova Ninja ancora tutta da sgrezzare. Due le possibilità: insulti a pioggia perché la moto non piaceva o apprezzamenti perché effettivamente quello che andavo dicendo da mesi era giusto. È andata bene, sono ancora nel team, per cui direi che le mie sensazioni erano corrette.


Si cerca
l'assetto corretto...
IL TEMPO NON BASTA MAI Come già detto la volontà non basta, la seconda cosa che serve oltre ai soldi è il tempo, tanto tempo. Sembra facile fare una moto stock, ma non lo è affatto. Perché, se è vero che il motore praticamente non lo tocchi (almeno noi non lo tocchiamo...), quando devi a spogliare, cambiare, rimontare, modificare, trovare le mappature giuste il tempo non basta mai, soprattutto quando le moto sono del tutto inedite e arrivano nella tua officina un po' tardi.

DI NOTTE SI INVENTA Ho questa visione nei miei occhi: Max da solo nella sua officina che in piena notte che lavora, pensa, inventa. È di notte che il nostro "Jeremy Burgess della Brianza" sperimenta e mette a frutto le idee per velocizzare un cambio ruota o per ottimizzare un cablaggio elettrico. Tutte cose che impari con l'esperienza e che in gara significano secondi preziosi guadagnati ai box. Per Max l'Endurance è iniziato appena le moto gli sono state recapitate in officina: sonno poco, lavoro tanto, ma chi lo conosce bene sa che quella moto verde tutta da scoprire, da smontare e rimontare sul suo tavolo da lavoro, sotto sotto, lo ha reso felice come un bambino.


GIÁ IN PISTA
Diciamo pure, quindi, che stiamo già correndo come matti e non solo in pista, anche perché la moto è talmente nuova che le parti speciali sono "work in progress": scarichi, sospensioni, manubri sono arrivati con il contagocce, mentre per le pedane dobbiamo sinceramente ringraziare Discacciati capace di realizzarle a tempo di record. Per le carene invece ringraziamo Ivo Odasso di Plastic Bike anche lui è più che un amico, uno che se può fare 10 per aiutarti fa 11...


La curva di potenza
della nostra NinjaWORK IN PROGRESS Di conseguenza è work in progress anche la nostra moto,di definitivo al momento ci sono solo le sospensioni (Ohlins) e le mappature che hanno portato la potenza a 174 cv alla ruota. Potevamo anche spostare il limitatore a 14.000 giri ottenendo anche qualche cavallo in più (se fate caso, quando interviene il limitatore la potenza non ha ancora iniziato a scendere), ma visto il tipo di gare che facciamo, direi che 13.500 del limitatore di serie ci parevano più che sufficienti.



La spedizione
a Le Mans
TUTTO DA FARE Pronti via, quindi, in un tourbillon di mappature, assetti, forcelle da provare, moto da assettare, gomme da imparare anche se in questo caso siamo rimasti conservatori, fedeli a Dunlop che l'anno scorso ci ha permesso di andare così forte. Dunlop che però sono cambiate completamente quest'anno visto che utilizzano una nuova tecnologia. Insomma non è sbagliato affermare che siamo ripartiti da zero.

Qualche chilometro a Franciacorta giusto per "muovere le ruote", poi una giornata di test a Misano per iniziare a lavorare sul serio assistiti da un tecnico Andreani, e adesso Le Mans per i test ufficiali, una "toccata e fuga" di un giorno sulla pista che per noi, per un motivo o per l'altro, è sempre stata la bestia nera.


MANCA POCO
A parte l'incidente di percorso di cui ho parlato all'inizio devo dire che siamo contenti, siamo ripartiti da Le Mans con buonissime sensazioni, stiamo imparando a conoscere bene la moto (che è sì stock ma con 10 cv in più e 12 kg in meno non è proprio uguale alla moto di serie...) e anche se i pochi test fatti non possono essere sufficienti per raggiungere l'assetto ottimale (saremmo dei mostri altrimenti!), siamo già sulla buona strada. Manca pochissimo, tra 15 giorni saremo ancora qui e per fare sul serio. Iniziare con questa 24 ore significa iniziare nel modo più difficile. Ma siamo sicuri che, con quel pizzico di fortuna che non può mancare in gare del genere, potremo toglierci qualche soddisfazione. Come al solito vi terrò informati, anche con i video. E se vorrete di più o siete semplicemente appassionati di Endurance sappiate che quest'anno la 24 ore di Le Mans sarà seguita in diretta da Eurosport... Ci trovate li. Tifate per noi.


Pubblicato da Stefano Cordara, 04/04/2008
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