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Prove di MotoGP/In diretta da Sepang


Avatar Redazionale , il 17/02/06

15 anni fa - Chi sarà il vero anti-Valentino?

Dopo la trasferta in Malesia il circo delle due ruote è ormai in griglia di partenza. Quali sorprese ci riserverà il Campionato 2006? Chi sarà il vero anti-Valentino? Ecco il punto della situazione dal nostro inviato speciale.

UN UOMO SOLO AL COMANDO Tra un acquazzone e l'altro, alla fine il più veloce della tre giorni malese, alla quale hanno partecipato tutte le squadre della MotoGP, è stato Marco Meandri. 2'01"65 il suo tempo migliore, ottenuto martedì, in condizioni però del tutto favorevoli. Ma l'uomo da battere era e resta Valentino Rossi, nettamente il più costante nel passo, che è poi quello che fa veramente la differenza in gara.

CAMPIONI D'INVERNO Si sa: i test invernali sono paragonabili al calcio d'agosto, quando tutte le squadre vincono e si dicono pronte a lottare per lo scudetto. Poi, però, a vincere è sempre la Juventus o, al massimo, il Milan. Così succede da qualche anno anche nella MotoGP: in inverno vanno tutti fortissimo, i primati delle piste vengono ripetutamente sbriciolati, ma dal 2001 trionfa ininterrottamente Rossi. E dopo quanto visto a Sepang, la sensazione è che il 2006 non sarà diverso dagli anni precedenti. Anzi.

YAMAHA Valentino sembra avere un vantaggio ancora più grande, perché a poco più di un mese dall'inizio del mondiale, la Yamaha è l'unica moto veramente a posto, nonostante qualche problema di "chattering" che impedisce al campione di esprimersi al meglio. Valentino è nettamente il più costante, con un vantaggio addirittura di "7,8 decimi al giro" secondo lo stesso Melandri. Come dire: un'eternità.

IL RESTO DEL MONDO Così, tutti i teorici rivali del campione si aggirano ai box come cani bastonati, già avviliti ancora prima di scendere in pista, frastornati dalla consapevolezza di poter lottare al massimo per il secondo posto. "Non credo che sarà una stagione troppo diversa dalle altre: il punto di riferimento rimane sempre Valentino, poi ci siamo tutti noi più o meno allo stesso livello", è la spietata - ma lucida - analisi di Loris Capirossi. Del resto, se il pilota della Yamaha ha trionfato nel 2004 e nel 2005 con una moto inferiore alla Honda, perché non dovrebbe riuscirci anche quest'anno che la M1 è la MotoGP più competitiva?

HONDA Per carità, non che Honda e Ducati non vadano bene, ma una per un motivo una per l'altro, in questo momento non sono all'altezza della rivale. La Casa giapponese appare come l'anno scorso in confusione, ancora indecisa su quale direzione prendere. Nicky Hayden appare totalmente in affanno per il difficile compito di portare avanti lo sviluppo della nuova RC211V, riconoscibile per le "piccole" dimensioni, completamente differente nel telaio, nel forcellone e nell'air box (e chissà in quali altri particolari nascosti...).

L'AMERICANO In Malesia c'era anche Tadayuki Okada, che ha sostituito Tohru Ukawa nel ruolo di collaudatore, ma Hayden è parso confuso, incapace di indirizzare i tecnici verso una strada sicura. Per la verità, in cuor suo Nicky avrebbe già scelto la "vecchia" versione, quella per intenderci che utilizzano Melandri, Pedrosa e Tamada, ma la HRC è assolutamente convinta che sia la RC211V l'arma giusta per battere Rossi e così sta "spingendo" l'americano perché scelga la piccola cinque cilindri. Impossibile dire adesso chi ha ragione tra i tecnici e il pilota. Quello che è certo è che Hayden ha di fatto perso tutto l'inverno dietro la RC211V, trascurando completamente il fondamentale adattamento delle nuove gomme Michelin alla sua moto, e per questo non può certo essere considerato un pretendente al mondiale.

MELANDRI Al di sotto delle aspettative, perlomeno per il momento, Marco Melandri. Sepang, per la verità, è sempre stata una pista ostica per il pilota del team Gresini, bisogna quindi aspettare altri test prima di dare un giudizio più veritiero. Ma nella tre giorni malese, Marco è caduto due volte (una a 195 km/h...) apparendo decisamente nervoso, come se il peso del ruolo di "vice-Valentino" lo stesse già schiacciando. Inoltre, Melandri si è messo in testa che le nuove Michelin diano un netto vantaggio alla M1, penalizzando di conseguenza la RC211V: un tarlo dalle conseguenze devastanti per uno con il suo carattere.

LA RIVELAZIONE Così, un po' a sorpresa, il pilota più in palla di Casa Honda è Daniel Pedrosa, che al di là di un fisico esile perfino per la 125, guida benissimo. L'incognita rimane la tenuta sulla distanza, perché in tutti i test il tre volte campione del mondo non ha messo in giro più di una decina di giri consecutivi. Ma diciamo la verità: anche se Pedrosa dovesse confermarsi rapido su tutto l'arco della gara (come io credo), in questo momento è impossibile ipotizzare che possa rappresentare un reale pericolo per Valentino.

DUCATI Con Kawasaki e Suzuki ancora poco competitive, al di là della prestazione nel singolo giro, non rimangono che i piloti Ducati. Ma se sia Capirossi sia Gibernau hanno le capacità per poter lottare con Rossi, perlomeno in qualche gara, il loro rendimento è troppo condizionato dalle gomme Bridgestone. La GP6 è una moto sana e competitiva, ma al momento è impossibile sapere se i pneumatici giapponesi saranno efficaci su tutte le piste e non solo su quella amica di Sepang, dove Loris vinse alla grande nella passata stagione. I test Irta di Barcellona (3-4-.5 marzo) ci diranno il vero potenziale della Bridgestone. Perché i piloti della Ducati possano però davvero diventare due pretendenti al titolo mondiale, deve essere fatto un passo in avanti complessivo notevole. Che a Sepang, sinceramente, non si è visto.


Pubblicato da Giovanni Zamagni, 17/02/2006
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