Autore:
Stefano Cordara
Pubblicato il 22/05/2006 ore 10:41


LEZIONE DI GUIDA Ha dominato, ha annichilito Daniel Pedrosa, ha saltato i rivali come fossero birilli. Ma non gli è bastato per vincere. Valentino Rossi è stato il vero protagonista di Le Mans, ha mostrato una forza imbarazzante, come nel 2005, come negli ultimi cinque anni. Ma l'unica traccia di Rossi nel GP di Le Mans è alla voce "primato della pista". Una rottura meccanica, probabilmente una valvola, anche se non ci sono conferme ufficiali, ha eliminato dalla gara Rossi a otto giri dalla fine, quando aveva più di quattro secondi di vantaggio su Pedrosa e oltre sette su Melandri.

TELAIO SENZA CHATTERING "Ci avrebbero messo 300-400 giri a riprendermi" ha ironizzato - giustamente - Rossi, che ha guidato come non si era mai visto fare quest'anno. Merito del nuovo telaio, arrivato a Le Mans in fretta e furia dal Giappone per eliminare il problema del "chattering". Senza il problema tecnico Valentino avrebbe vinto alla grande, ridimensionando un po' il fenomeno Pedrosa e rilanciandosi in campionato.


IL MARCO RITROVATO Invece, a rilanciarsi è stato Marco Melandri, che appena ha visto Rossi fuori, ha cambiato passo, è andato a prendere in tre giri lo spagnolo, in difficoltà con le gomme, l'ha passato e se ne è andato indisturbato fin sotto alla bandiera a scacchi. Ma Pedrosa non solo non è riuscito a tenere il passo di Melandri, non ha potuto neppure difendersi da uno strepitoso Loris Capirossi, che nell'ultimo giro gli ha fatto vedere cosa vuol dire forzare la staccata nella MotoGP.

Ma il GP di Francia, cosa ha detto al di là della classifica?

Innanzi tutto che Rossi era e rimane il pilota più forte della classe regina. La facilità con la quale Valentino ha recuperato dalla sesta posizione in cui aveva finito il primo giro è stata impressionante. La ciclistica inedita gli permette di guidare come solo lui sa fare e la velocità di reazione della Yamaha alle difficoltà iniziali dimostra che il gruppo è compatto e che il potenziale del pacchetto Rossi-M1 è molto elevato.

MELANDRI CON GRINTA Altro dato da sottolineare è la grande capacità di affrontare le difficoltà di Marco Melandri. Reduce da un settimo posto a dir poco opaco in Cina, con qualche tensione all'interno della squadra tenuta nascosta in qualche maniera, Marco ha trovato la forza di imporre al team il suo metodo di lavoro ed è rimasto calmo di fronte ai problemi incontrati in prova e nella parte iniziale della corsa. Dopo cinque gare è il pilota che ha vinto più GP ed è a soli quattro punti da Nicky Hayden.


AMERICAN CALCULATOR Da parte sua, il pilota americano ha mostrato a Le Mans tutti i suoi limiti, ma anche la sua grande forza caratteriale. Hayden non è un fenomeno, non è veloce come i piloti italiani, o come Pedrosa e Stoner, ma è molto, molto concreto e in un campionato tanto equilibrato, portare a casa un quinto posto quando si è in grande difficoltà, è sinonimo di grande freddezza.

LORIS IL FREDDO Quella che continua a mostrare Loris Capirossi, accoppiata alla proverbiale grinta. Su una pista storicamente difficile per le Bridgestone, Capirossi ha corso un'altra gara intelligentissima, non lasciandosi prendere dalla foga dei primi passaggi e pensando solamente a girare con il suo ritmo. Poi, nel finale, quando ha visto la possibilità di battere Pedrosa per il secondo posto, non si è tirato indietro e con una staccata delle sue ha regolato lo spagnolo. Che è forte, fortissimo, ma deve ancora crescere.


SOGNI INFRANTI? Alla vigilia della gara, Daniel sognava la sfida diretta con Rossi, che però ha dimostrato di avere un altro passo, mentre Melandri e Capirossi hanno evidenziato qualche limite di Pedrosa nel corpo a corpo. Meno male che è così, perché Daniel si sta comunque confermando un pilota di altissimo livello ed è uno dei principali candidati al titolo iridato. Sempre ammesso che non piova mai, perché con l'acqua il campione del mondo della 250 continua a mostrare tutti i suoi limiti.


ARRIVANO GLI "ALTRI" Ultima nota per Suzuki e Kawasaki, in crescita costante. John Hopkins ha conquistato per la seconda volta consecutiva la prima fila in prova e in gara è caduto nel corso del decimo giro mentre era terzo, mentre Shinya Nakano, scattato dalla seconda posizione, ha chiuso solo dodicesimo, penalizzato da uno "stop and go" per partenza anticipata. La costanza con cui si vedono nelle zone calde della griglia fa però supporre che presto saranno in lizza anche loro per un mondiale che pareva aver perso motivi d'interesse e che invece si sta rivelando più che mai avvincente.