Prova su strada

Metzeler Sportech M1


Avatar Redazionale , il 14/09/01

20 anni fa - In prova sul circuito francese di Pau

Debuttano i nuovi prodotti "intermedi" Metzeler le Sportech M1 vanno a sostituire le diffusissime ME-Z3 migliorandole in ogni campo. tanta tecnologia per un unico scopo, divertire su strada e in pista.

Il fatto che il pneumatico sia un elemento fondamentale per garantire il feeling di guida, non è certo ignoto a chi passa buona parte della sua giornata in auto o, meglio ancora, in moto o scooter: ed è importante a maggior ragione per i motociclisti, visto che viaggiano in equilibrio su due ruote. È ovvio che la Case costruttrici di pneumatici profondano sforzi notevoli per la nostra sicurezza, e che le "gomme" per le nostre amate cavalcature, di conseguenza, costino quasi sempre molto di più (troppo, diremmo) e durino molto meno (idem) rispetto a quelli delle automobili. Fortunatamente i nostri gommisti di fiducia spesso si mettono la mano sulla coscienza, favorendoci con sconti più o meno appetibili; e, ancor più fortunatamente, l'impegno degli stessi costruttori è volto a creare pneumatici che forniscano prestazioni sempre migliori, con rese chilometriche sempre più confortanti, anche se spesso, più che di rivoluzioni totali, si tratta evoluzioni di prodotti che visivamente sembrano invariati, come nel caso, per quanto riguarda Metzeler, dei suoi ormai famosi ME Z3. I quali però, da pochissimo, sono affiancati da due prodotti completamente nuovi che, col tempo, andranno a sostituirli, con un incremento di prezzo limitato al 5% circa.

NOVITÀ PER LA STRADA I nuovi radiali Metzeler per moto di elevate prestazioni sono i formidabili Rennsport (con mescole RS1, RS2 o RS3), che subentrano agli ME Z3 Racing, e gli ancora più recenti Sportec-M1, disponibili in questi giorni, e destinati a soppiantare gli ME Z3 standard.
Se i Rennsport quest'anno sono già stati utilizzati con successo nelle gare per moto derivate di serie, gli Sportec-M1 invece sono stati presentati recentemente alla stampa sul divertente circuito di Pau-Arnos, ai piedi dei Pirenei francesi, e su strada e autostrada, dal circuito a Biarritz, sull'Oceano Atlantico.

SPEED FUN pneumatici "Speed-Fun", vengono denominati gli Sportec-M1 dai progettisti guidati dall'ingegner Peter Kronthaler, e questo la dice tutta sulla loro vocazione: garantire il massimo divertimento nella guida sportiva: non solo stradale, ma anche in pista, dove effettivamente gli M1 hanno esibito prestazioni che, anche a detta di alcuni piloti presenti, li rendono una via di mezzo tra gli "Z3" standard e Racing.

MENO PESO TANTA RESA Rispetto agli stessi Z3 i nuovi Sportech hanno un peso ridotto, in tutto pesano 3,9 kg (l'anteriore) e 5,8 kg (il posteriore), cioè rispettivamente 3 e 4 etti in meno dei predecessori, che, quando le ruote girano, si fanno sentire, eccome, specialmente in inserimento di curva e nei veloci cambiamenti di direzione.
zoomIl nuovo Sportech comparato con l'MEZ3Osservando il classico schema a "esagono deformato", ideale per evidenziare caratteristiche e miglioramenti di un nuovo pneumatico rispetto al predecessore, appare evidente che lo Sportec sia un prodotto molto ambizioso: i vantaggi nei confronti degli ME Z3 sono peraltro molto evidenti. Vediamo come sono stati ottenuti.

NYLON E ACCIAIO Innanzitutto va detto che in Metzeler si sono adoperati per studiare carcasse con strutture differenziate a seconda delle misure: l'operazione, definita "fine tuning", è atta a garantire il massimo per prestazioni e piacere di guida. La tecnologia utilizzata per questi radiali è la nota Pentec, introdotta con i "cugini" P irelli Dragon EVO quasi tre anni fa: le carcasse anteriori sono costituite da due strati di tessuto in fibra speciale Pen (polietilene-naftalato); quella del 180 posteriore è formata da tele di specialissimo Rayon, mentre per quella del 190, destinato a moto più pesanti, viene usato il nylon.
zoomNaturalmente tutti gli Sportec, anteriori e posteriori, godono della ormai celebre cintura di sommità in fili di acciaio - brevetto esclusivo del gruppo Pirelli-Metzeler - intrecciati in bandine doppie o triple e avvolti a spirale continua a 0° (cioè nel senso di rotazione). La spiralatura, però - e qui scatta un'altra sigla nuova: MAW (Metzeler Advanced Winding) - non viene più effettuata come prima, cioè con bandine contigue, ma viene realizzata come segue.

CAMBIANO I RAGGI In base ai nuovi profili a raggio variabile, frutto delle esperienze in competizione: al centro del pneumatico anteriore (zona R1) la distanze dei cordoni sono maggiori, per dare più flessibilità e appoggio alla gomma.
zoomLo Sportech ha diversi raggi di curvaturaNella zona intermedia (R2), che si fa carico della precisione di inserimento in curva, sono invece più ravvicinate per una maggiore solidità di appoggio; il profilo del pneumatico posteriore - dove ogni filo è a bandina tripla - è invece suddiviso in tre zone: per le prime due, vale quanto detto sopra; l'area R3 invece ha un ulteriore avvolgimento, deputato a far fronte alla spinta laterale nelle curve al limite. Grazie a ciò, la struttura dello Sportec è dunque più elastica e controllabile in caso di perdita di aderenza, elimina quasi completamente il kickback (la classica reazione di risposta alle asperità del terreno e alle sollecitazioni estreme) e fa percepire il limite dolcemente e con buon anticipo. Oltre che, come già detto, essere più leggera.

QUESTIONE DI MESCOLA Altra componente fondamentale di una gomma è naturalmente la mescola: questa degli Sportec-M1 garantisce un'aderenza migliore già dalle basse temperature, garantita dal nuovo nerofumo "Hightec Structure" e alla nuovissima matrice silice-silano, e si riscalda rapidamente e in modo uniforme attraverso la cintura di acciaio - che funziona, grossomodo, come una serpentina elettrica - ancor più che sugli ME Z3 e i Rennsport: ciò è apprezzabilissimo, ovviamente, anche sul bagnato, dove "scaldare" le gomme è sempre abbastanza difficile.

DIGEGNI DIVERSI I disegni dei battistrada sono completamente inediti e, com'è ormai consuetudine, sono frutto di un'analisi computerizzata che ha consentito di bilanciare al meglio la percentuale degli spazi vuoti (cioè gli incavi) rispetto ai pieni, e di ottenere un'usura il più possibile uniforme. Contrariamente ai predecessori, il disegno è completamente diverso tra anteriore e posteriore. Nell'anteriore gli incavi sono meno accentuati sui fianchi (di solito si piega meno, sul bagnato) rispetto al centro, per favorire la rottura del velo d'acqua in rettilineo e contrastare così l'odioso acquaplaning; il posteriore, sul bagnato, sfrutta in parte il lavoro svolto dall'anteriore, quindi ha a che fare con un velo umido più sottile, e il suo disegno più elaborato serve a garantire comunque la trazione in ogni condizione di inclinazione.

DUE PER TUTTI Solitamente, durante questi press-meeting, si hanno a disposizione moto di tutte le marche: stavolta, invece, c'erano solo numerose Aprilia Falco e Suzuki GSX-R 750, vale a dire polivalenza di utilizzo e tanta coppia nel primo caso, agilità e prepotenza pura nel secondo.

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ECCELLENTI SU STRADA Già dopo il tratto Biarritz-Pau abbiamo avuto un'ottima impressione di queste gomme. Mezza giornata in pista e il ritorno in autostrada non hanno fatto che incrementare l'entusiasmo. Gran belle gomme.
Sappiamo che le ME Z3 sono ottime su strada,: le Sportec però sono migliori, e non di poco. Oltre a gustarsi l'ineccepibile stabilità - anche al massimo, in autostrada - la tenuta di strada e le buone capacità di assorbimento sullo sconnesso (notevoli anche prima), con le Sportec-M1 si guadagna parecchio in maneggevolezza: i nuovi profili a curvature differenziate si gode di un notevole miglioramento negli inserimenti in curva con i freni anteriori ancora tirati e nei cambiamenti veloci di inclinazione, sul misto sia stretto che veloce, senza però sconfinare in reazioni nervose dell'avantreno o della ruota motrice. La confidenza con la moto, insomma, è davvero al top.

OTTIME ANCHE IN PISTA E in pista? Beh, l'Aprilia dietro è sempre un po' morbida, e gli scarichi a terra erano quasi lo standard, ma anche il silenziatore della Suzuki ne ha viste delle belle: ma con entrambe le moto non ci si sente mai in difficoltà, nemmeno nei punti più ostici del circuito, come il velocissimo curvone destrorso in discesa. Qui saltava fuori l'assetto più stradale che pistaiolo dell'Aprilia, che comunque si è comportata più che bene, pur non essendo una moto da pista, tenendo perfettamente la sua traiettoria senza indurre a "pelare" il gas; la GSX-R, invece, era praticamente perfetta. Quando si provano pneumatici che lavorano così vien sempre da domandarsi se poi quelli in vendita saranno identici: ovviamente i boss della Metzeler giurano di si, e speriamo proprio che sarà così, perchè l'"integral speed fun" promesso c'è tutto: anche in pista le Sportec hanno lavorato splendidamente, sfoggiando grande precisione di guida, sicurezza e solidità strutturale in accelerazione e frenata, stabilità e, soprattutto, infondendo costantemente tanta confidenza, anche quando, dopo tanto girare, l'usura - peraltro effettivamente uniforme - si è fatta sentire, e qualche derapatina dando gas di prepotenza c'è stata: dolce e progressiva, come da copione.

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METZELER SPORTEC M-1: le dimensioni disponibili

  Anteriori           Posteriori

130/70 ZR16    150/60 ZR17
110/70 ZR17    160/60 ZR17
120/60 ZR17    170/60 ZR17
120/65 ZR17    180/55 ZR17
120/70 ZR17    190/50 ZR17
200/50 ZR17


Pubblicato da Maurizio Tanca, 14/09/2001
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