La Crighton CR700W è una di quelle moto fatte per stupire. Ve l'aveva raccontata Danilo, ma in estrema sintesi possiamo riassumerla così: motore rotativo da 690 cc totali – 2 rotori da 345 cc – per 220 CV di potenza massima a 10.500 giri/min e 142 Nm di coppia a 9.500 giri/min, peso di 129,5 kg a secco, dotazione da paura, tiratura limitata a 25 unità e prezzo a partire da 95.000 Sterline (tasse escluse), l'equivalente di oltre 112.000 Euro. Tra i colleghi d'Oltremanica c'è chi l'ha provata... ecco qualche estratto.
UN RESPIRO PROFONDO... Per cominciare immaginate l'ansia di Michael Mann, di BikeSocial, invitato a provare sulla pista di Cadwell Park l'unico esemplare, ancora in fase prototipale, della Crighton CR700W. ''Prima di partire Brian (Crighton, creatore della moto, ndr) mi dice: 'Non devi accelerare troppo, usa la coppia', frase che si va a sommare agli altri mille pensieri e promemoria che si confondono nella mia testa. Ho pneumatici slick, un cambio (tradizionale) rovesciato da gara, il circuito più stretto del Regno Unito, un prototipo unico e una folla di partecipanti interessati a guardare''.
PAURA! Come prevedibile Mann rimane stupefatto dalle prestazioni della Crighton che, nonostante un assetto sostenuto del mono, non vuole saperne di tenere la ruota davanti a terra anche in 3a e 4a marcia. ''Questa non è una bici per principianti, può essere spaventosa, con un arco di utilizzo che richiede il giusto trattamento. E senza ausili elettronici anche il rapporto peso/potenza va rispettato. Un cliente ha preso la moto per una sessione a fine giornata ed è tornato al paddock dopo due giri pallido come Casper''.
VECCHIA MANIERA D'altra parte la Crighton CR700W è come le moto da GP di una volta: ''Nessun dispositivo di avviamento elettronico, controllo di trazione, controllo dell'impennata o mappe del motore. È volutamente grezza. Urla e prende i giri come una 250 da gara, ha la maneggevolezza di una 600 ma la potenza di un 1.000 da corsa''. L'obiettivo di Brian Crighton, ex Norton, era quello di realizzare una moto che non costasse milioni ma con prestazioni simili a una MotoGP, alle vecchie 500 2 tempi che pesavano 130 kg. Buona la prima, no?!
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…


