Anteprima

Aprilia SR 50 Factory


Avatar Redazionale , il 15/10/04

17 anni fa - Lo sportivo di Noale si rinnova nel segno della RSV

Aprilia dà una sgrassata allo scooter sportivo per eccellenza l'SR 50, che nella sua nuova veste grafica si ispira, senza mezzi termini, alla RSV 1000 Factory. Non solo look però, dentro al nuovo SR c'è anche una tecnologia da primato. Ecco la prima immagine ufficiale.


IL MOMENTO E' CATARTICO come direbbe Flavio Oreglio, parlando dei cinquantini. Un settore che pare sempre più in caduta libera spintonato verso il basso da assicurazioni capestro e patentini vari. Eppure c'è chi nei 50 ci crede ancora. I numeri non sono più quelli di una volta, quando gli scooter si vendevano come le patatine, ma se guardiamo al mercato globale sono ancora interessanti. Prendiamo l'Aprilia SR, ad esempio, lo sportivone di Noale ha nel suo palmares diversi primati tecnologici che gli sono valsi anche il primato delle vendite in molti paesi, in tutto 800.000 pezzi dal 92 ad oggi. Mica male eh? e oggi quello che si può considerare uno scooter mito per i giovani si rinnova completamente, nel segno della RSV...

BELLA COPIA I due occhioni arricciati da moto-razzo e la grossa bocca a "V", li in mezzo, a ingurgitare chili d'aria evidenziano la stretta parentela tra la RSV 1000 Factory e il nuovo SR 50 che, oltre all'aspetto, dalla Factory eredita anche la voglia di stupire e di essere sempre "avanti".


CUORE PULITO Così sotto le plastiche ritroviamo il "mono" ambientalista due tempi Ditech (a iniezione diretta) arrivato alla seconda generazione e migliorato nelle prestazioni e nei consumi (2 lt. x 100 km = a oltre 300 km di autonomia con il pieno di 6,5 lt.) grazie a un nuovo filtro aria e allo scarico ridisegnato.

TAGLIANDI PIU' LONTANI Ma soprattutto in Aprilia si è lavorato per rendere il Ditech ancora più affidabile al punto da sentirsi tanto sicuri da raddoppiare l'intervallo di manutenzione, portandolo da 6.000 a 12.000 km.

VERA FACTORY Quindi, prestazioni, consumi e affidabilità. Ma non solo, anche tecnica, tecnologia e maggiore comfort, perché il nuovo SR 50 Ditech è "Factory" in tutti i sensi. Ecco allora la nuova coda più "svelta", con faro e frecce incorporate proprio come la RSV Factory su cui poggia la sella tutta sagomata per una migliore seduta, a cui si è aggiunto un piccolo vano portaoggetti proprio sulla punta, oltre il vano porta casco.


VERSO IL FUTURO Anche il cruscotto è tutto nuovo con contagiri analogico e, primo nella sua categoria, display a matrice attiva (addirittura più evoluto di quello dell'RSV), una sorta di terminale utile per tenere sotto controllo tutta l'elettronica dell'evoluto Ditech. Ovviamente non mancano tutte le tipiche informazioni da cruscotto: indicatore livello carburante, temperatura liquido refrigerante, indicatore di direzione, indicatore luci abbaglianti, indicatore riserva, orologio, tachimetro, contachilometri totale, due contachilometri parziali, indicatore della tensione batteria, cronometro con 16 intertempi, tempi di percorrenza e di velocità media e massima raggiunta, spia anomalie impianto elettrico, spia di allarme generale e service. Nella dotazione di serie non manca nemmeno un immobilizer elettronico (con trasponder nella chiave) che rende l'SR impermeabile ai furti.

PIU' SPORTIVA La ciclistica invece è stata rivista nella distribuzione dei pesi, più caricata sull'avantreno per enfatizzare la guida sportiva in stile motociclistico. E, soprattutto, il telaio, sempre monoculla sdoppiato in acciaio, ma appositamente ridisegnato alla ricerca di maggiore rigidità per garantire una maggiore maneggevolezza nello stretto e precisione sul dritto e soprattutto tra le curve.

TANTO DI LEONE Sono rimaste invariate, invece, le misure dei cerchi da 3,50x13" con i pneumatici ribassati di 130/60 e la coppia di dischi freno di 190 mm di diametro, mentre le grafiche a disposizione sono tutte "replica" RSV 1000 Factory con tanto di leone stilizzato: Nero Aprilia, Rosso Aprilia, Bianco Aprilia, a cui si affianca la Melandri replica "Uomo Ragno".


Pubblicato da Alfredo Verdicchio, 15/10/2004
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