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Moto GP: Gran Premio di Malesia


Avatar Redazionale , il 11/09/06

15 anni fa - Gara spettacolo, italiani protagonisti

Forse Valentino dovrebbe rispolverare la maglietta "Che spettacolo!" perché questo finale di stagione sarà davvero spettacolare ed incandescente. La gara di Sepang è stata solo l'antipasto. Rossi e Capirossi saranno attori protagonisti dalla prima all'ultima curva in un confronto senza esclusione di colpi ma molto corretto. Pedrosa si conferma un talento, Hayden non morde.


STANDING OVATION
Grazie ragazzi. Grazie Valentino, grazie Loris per averci regalato uno degli spettacoli più belli di sempre, con sorpassi, contatti, staccate all'ultimo metro, ma anche abbracci e pacche sulle spalle a fine gara, per un messaggio da libro cuore: si può essere grandissimi rivali in pista, senza perdere la stima e il rispetto reciproco una volta scesi dalla moto. Il GP della Malesia ha regalato emozioni e adrenalina, con Valentino Rossi e Loris Capirossi protagonisti di una sfida incerta fino al traguardo, con i due campionissimi che si sono superati 17 volte in 21 giri.


DANIEL A PUNTI (SUL GINOCCHIO)
A completare il podio, un bravissimo Daniel Pedrosa, che solo un'ora prima del via era deciso di non correre per i postumi di una rovinosa caduta durante le prove del venerdì. Con quattro punti di sutura nel ginocchio destro, in un punto molto delicato per un motociclista, Daniel ha disputato una gara da applausi arrivando a meno di quattro secondi dai due fenomeni del motociclismo: in questo momento sono Rossi, Capirossi e Pedrosa i piloti più forti della MotoGP e, quindi, del mondo.


YAMAHA E DUCATI A CONFRONTO -
Il confronto diretto tra la Yamaha gommata Michelin e la Ducati con le Bridgestone ha reso ancora più entusiasmante la sfida tra Valentino e Loris. Il GP della Malesia, con i due piloti mai staccati di più di otto decimi, rende possibile un'analisi delle due moto, significativa anche per le caratteristiche di Sepang. Lungo 5.548 metri, il tracciato malese è un circuito "vero", con ogni tipo di situazione: due rettilinei di circa un chilometro dove viene esaltato il motore, curvoni da 200 km/h dove è soprattutto il pilota a fare la differenza, staccate violente dalla sesta alla seconda dove conta la stabilità della ciclistica, rapidi cambi di direzione dove ci vuole maneggevolezza, rampini lenti per esaltare la precisione e la velocità a scendere in piega.


POTENZA In rettilineo e in accelerazione il verdetto è inequivocabile: Ducati batte Yamaha.
I dati della velocità massima in gara, per la verità non così chiarificatori della potenza di una moto, dicono che la Desmosedici è superiore alla M1 di qualche km/h. Loris ha ottenuto come miglior spunto 313,8 km/h, contro i 310,5 km/h di Valentino, per una media delle cinque velocità più alte di 312,3 km/h per la Ducati e 309,3 km/h per la Yamaha. Una differenza per la verità non abissale, ma in realtà evidente: in rettilineo Capirossi ne aveva sempre di più, tanto che in più di un'occasione è riuscito a superare Rossi davanti ai box, ben prima di arrivare alla staccata. Entrambe le moto hanno evidenziato un'ottima erogazione, fondamentale nella MotoGP: non a caso, entrambe utilizzano l'elettronica della Magneti Marelli, un punto di riferimento nella categoria.


STABILITÀ IN FRENATA
Rossi e Capirossi sono due grandissimi staccatori ed è difficile dire chi sia più forte sotto questo aspetto. In alcuni punti, Loris era superiore, come all'ultima curva dove aveva un vantaggio molto evidente, in altri lo era Valentino, specie nella staccata della curva numero sette, quella dove poi è avvenuto il sorpasso decisivo. La Ducati ha messo in mostra una invidiabile stabilità, con Capirossi che poteva allungare a piacere la frenata senza che la GP6 si scomponesse minimamente. Sotto questo aspetto, a Borgo Panigale hanno fatto un netto passo in avanti rispetto agli anni scorsi. Molto buono anche il comportamento della Yamaha, anche se Rossi sbandierava leggermente di più nelle frenate più violente. Ma più che un difetto della moto, sembra essere una diversa distribuzione dei pesi voluta da Valentino, che non ha alcun problema a controllare i movimenti della ruota posteriore.


MANEGGEVOLEZZA
Qui il confronto lo vince sicuramente la Yamaha, come evidenziavano bene le prime due curve, una destra piuttosto lunga, seguita da un cambio di direzione in discesa in seconda marcia. Valentino era molto più rapido di Loris nel movimento e questo gli consentiva di tenere una linea migliore. Anche in altre parti della pista erano evidenti le differenze di traiettorie tra i due campioni, con Rossi che solitamente riusciva a uscire più stretto dalle curve, raddrizzando prima la moto per essere più rapido nell'apertura del gas, mentre Capirossi disegnava linee più rotonde, per far scorrere di più la Ducati a centro curva, potendo poi contare in uscita su un motore più potente.


ULTIMO GIRO
Alla fine, come sempre, sono comunque stati i piloti a fare la differenza. Quando è iniziato l'ultimo giro, Capirossi è passato sul traguardo con 601 millesimi di vantaggio su Rossi. Un distacco che sembrava potesse consentire a Loris di tagliare per primo il traguardo, ma così non è stato e non solo per la bravura di Valentino. Nel passaggio finale, Rossi ha girato in 2'02"916, ovvero 1"3 più veloce del giro precedente e 0"7 del 19esimo giro. Era dal 13esimo giro che Valentino, come peraltro Loris, non scendeva sotto il muro dei 2'03", a conferma che negli ultimi 5.548 metri Rossi è stato eccezionale. Capirossi, invece, ha chiuso con un 2'04"366, anche a causa del mezzo dritto fatto all'ultima curva nel disperato tentativo di riportarsi al comando. Dritto a parte, Loris ha comunque girato piano, si fa per dire naturalmente, e Valentino ha potuto trionfare.

PRONOSTICO A quattro gare dal termine e in un campionato tanto equilibrato, tutto può ancora succedere. Fare un pronostico vuol dire quasi sicuramente essere smentiti. Ecco comunque le mie percentuali di vittoria finale: Rossi 40%, Pedrosa 30%, Hayden 15%, Capirossi 15%. Quali le vostre?


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Pubblicato da Giovanni Zamagni, 11/09/2006
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