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Moto GP: Gran Premio di Brno


Avatar Redazionale , il 20/08/06

15 anni fa - Capirossi schiacciasassi

Capirossi/Ducati Mai così in palla, e il GP di metà Agosto si tinge di rosso. Una vittoria schiacciante che esalta ancora una volta la guida di Loris. Spettacolo per il duello tra Rossi e Pedrosa, oggi e domani a confronto? Ecco l'analisi del nostro inviato.


DEMOLITION MAN
Una vittoria così schiacciante, quasi difficile da spiegare: chi ha fatto la differenza? Loris Capirossi, la Ducati Desmosedici o le gomme Bridgestone? Loris, ovviamente, non ha dubbi: "Non rompetemi i coglioni (testuale, ndr) che a Brno le Bridgestone andavano meglio delle Michelin, perché la mia moto era sempre di traverso in ogni curva. La differenza l'ha fatta Capirossi".

Cerchiamo di capire se è vero, ricordando comunque che è sempre il "pacchetto" pilota-moto-gomme a vincere (o a perdere) un GP.

I MERITI DI LORIS - Mancando Sete Gibernau, quindi un pilota di valore, è impossibile fare l'indicativo confronto con il compagno di squadra.Alex Hofmann, il sostituto dello spagnolo, è sinceramente piuttosto scarsoe ha chiuso 16esimo staccato di 29"801, quindi significa che ha girato oltre un secondo più lento al giro di Capirossi. Insomma, la prestazione di Hofmann non ci dice se è stato Loris a fare la differenza. E' invece inconfutabile che il pilota di Borgo Rivola sia stato grande, insieme alla sua squadra, durante le prove. Venerdì, Capirossi era in netta difficoltà, con una moto che non curvava e non aveva trazione. Per il sabato, la moto è stata rivoltata come un calzino, con modifiche sostanziali al bilanciamento generale. Una mossa azzeccata e vincente, che ha permesso a Loris di diventare velocissimo, con un passo gara in prova che non aveva nessun altro, nemmeno Valentino Rossi, che pure scattava dalla pole position. A rafforzare la tesi che sia stato soprattutto Capirossi a fare la differenza ci sono le immagini televisive: la sua Desmosedici si muoveva come un cavallo impazzito in ogni uscita di curva e perfino in rettilineo. Ma Loris non faceva nemmeno una piega: testone nel cupolino e gas aperto, sempre e comunque. La sensazione è che solo lui possa guidare in quel modo la Ducati.


I MERITI DELLA DUCATI -
La Desmosedici è una vera moto da corsa, quasi irrazionale, esattamente come lo sono i modelli stradali di Borgo Panigale se confrontati con le perfette moto delle Case giapponesi. Con tutti i pregi e i difetti del caso: gli aspetti positivi sono che quando tutto è a posto è una moto assolutamente vincente, quelli negativi che non è facile trovare la giusta messa a punto. Nella attuale MotoGP basta un niente per perdere la direzione e il livello di competitività è così alto che ti ritrovi immediatamente nelle retrovie. Ma quando è a posto, come a Brno, la Desmosedici non ha nulla da invidiare a Honda e Yamaha: il suo motore è sicuramente il più potente e, adesso, è anche trattabile, e la ciclistica, sebbene "ballerina" trasmette al pilota sensazioni molto sincere.


I MERITI DELLA BRIDGESTONE -
Se si valuta la prestazione di John Hopkins, il primo pilota al traguardo dopo Capirossi gommato Bridgestone, si potrebbe dire che gli pneumatici giapponesi non hanno avuto alcun merito nel successo di Loris: il pilota della Suzuki ha chiuso settimo staccato di 16"775. Ma il confronto, anche in questo caso, non è veritiero. La realtà è che le Bridgestone hanno inciso, eccome, nel successo di Loris, garantendo una costanza di rendimento dal primo all'ultimo giro e, soprattutto, permettendo al pilota della Ducati di spingere fortissimo fin dal via, cosa impossibile per i rivali della Michelin. Al terzo giro, Loris ha fatto il primato della pista in 1'58"157, nove decimi più veloce di Rossi, otto di Hayden e sei di Pedrosa, in quel momento rispettivamente in seconda, terza e quarta posizione. Al settimo giro, Capirossi aveva già 3"904 di vantaggio, diventati 5"669 all'undicesimo passaggio, ovvero a metà gara. Insomma: Loris Capirossi ha sicuramente fatto la differenza, ma le Bridgestone gli hanno dato una bella mano.


LA SFIDA ROSSI-PEDROSA -
Il GP della Rep. Ceca si è infiammato soprattutto tra il 18esimo e il 19esimo passaggio, quando Valentino Rossi e Daniel Pedrosa, in lotta per il secondo gradino del podio, si sono superati per ben sei volte, rischiando in un paio di occasioni un clamoroso contatto. Pedrosa ha messo in mostra una grande aggressività, ma non gli è stato sufficiente per battere Rossi, che ha fatto capire al forte rivale di avere ancora qualcosa in più. Daniel si sta comunque confermando un grande pilota, mentre i venti punti del secondo posto permettono a Valentino di avvicinarsi ulteriormente alla vetta del campionato: se la Yamaha continuerà a essere competitiva in prova e in gara come lo è stata a Brno, Rossi può ancora vincere il titolo.


LE DIFFICOLTA' DI HAYDEN E MELANDRI
- Nicky Hayden ha chiuso al nono posto, apparentemente schiacciato dall'incapacità di sopportare la pressione del favorito al titolo. In realtà Nicky è stato penalizzato da un problema tecnico alla frizione, come ha anche confermato Melandri, rallentato invece da un motore poco competitivo e da gomme calate improvvisamente e, secondo Marco, inspiegabilmente.


Pubblicato da Giovanni Zamagni, 20/08/2006
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