Autore:
Giovanni Zamagni
Pubblicato il 25/06/2006 ore 18:30


OSPEDALE IN PISTA
Dopo il GP della paura, ecco la gara degli infortunati. "Più che piloti, io, Melandri e Capirossi sembravamo mutilati di guerra" ha trovato la forza di ironizzare Valentino Rossi al termine del GP d'Olanda, uno dei più difficili della sua carriera. Per la prima volta da quando è nel mondiale, Valentino ha corso con una frattura, per la precisione del pisiforme, uno degli otto ossi che compongono la mano destra, conseguenza di una caduta a 193 km/h durante le prime libere di giovedì. In queste condizioni, dopo aver ottenuto l'ultimo tempo in prova, con una fasciatura speciale e quattro infiltrazioni antidolorifiche, il pilota della Yamaha è riuscito a conquistare l'ottavo posto, alle spalle di Melandri, un altro pilota che avrebbe dovuto stare a letto invece di essere in pista a domare una belva da 240 cavalli.

NON MOLLANO Malconcio per le conseguenze del terribile incidente al via di Barcellona, con i segni ancora evidenti sulla faccia, sul collo e sul corpo, Marco ha comunque ottenuto un ottimo settimo posto, il massimo che potesse conquistare in simili condizioni. "Mi sento come se fossi stato menato da Tyson" ha poi detto Melandri stremato, meno affaticato solamente di Capirossi, quindicesimo al traguardo con la sua Ducati. "Ogni curva era come una pugnalata" dirà Loris, al quale ci sono voluti più di 60 minuti per riprendersi dal terribile sforzo, per il dolore al torace, traumatizzato nel GP della Catalunya.


ASSEN, USA
Con gli italiani fuori gioco, sono stati gli americani ad approfittarne, che però hanno messo in mostra tutti i lori limiti, con Nicky Hayden e Colin Edwards che hanno fatto gara a perdere. L'ultimo errore di una lunga serie l'ha commesso il pilota della Yamaha, stando strettissimo all'ultima variante, temendo un attacco di Hayden, e dando gas mentre ancora la ruota posteriore era sull'erba sintetica all'interno della curva che immette sul rettilineo. Inevitabile il botto, con il rivale della Honda che si è ritrovato primo, nonostante un dritto nella sabbia, per aver sfollato nella staccata decisiva, quando tentava di battere Edwards.

NICKY SUL TRONO Così adesso Nicky si ritrova al comando della classifica con ben 42 punti di vantaggio sul compagno di squadra Daniel Pedrosa, terzo al traguardo alle spalle di un ottimo Shinya Nakano, 44 su Capirossi e ben 46 su Rossi. Come dire che se Valentino vince tutte le ultime nove gare rimanenti e Nicky arriva sempre secondo, conquista il titolo con un punto di vantaggio. Ora, tutti continuano ad avere poca considerazione per Hayden, ma il pilota americano è andato sul podio in sette gare su otto e solo a Le Mans è arrivato quinto perché stava male.


MOTO REGOLARITÀ
E' vero che, come dice Rossi, "quando è in testa non sa nemmeno dove gira la pista", ma è altrettanto certo che il pilota della Honda è regolarissimo, cresce gara dopo gara e con un riferimento davanti va fortissimo. E adesso Hayden si trova nella situazione per lui migliore: può amministrare senza dover per forza andare all'attacco. Dalla parte di Rossi c'è la ritrovata competitività della Yamaha, oltre naturalmente una classe immensa, decisamente superiore a quella di Hayden.

SE E MA Se Valentino non avesse rotto il motore a Le Mans e se Edwards non avesse clamorosamente sbagliato ad Assen, la M1 avrebbe conquistato le ultime quattro gare: certo con i se e con i ma non si vincono i mondiali, ma se Rossi a Donington, dove per questo folle calendario si correrà già domenica prossima, starà bene, allora per Nicky difendersi sarà più difficile.

 


TAGS: moto gp: gran premio d'olanda