Autore:
Fabio Cormio
Pubblicato il 25/09/2001 ore 12:49

Mean Streak, come una vecchia canzone degli AC/DC, e chissà che non sia un richiamo voluto. Un nome diverso per la solita VN1500, già nota come Drifter e Classic Tourer? Non proprio: rispetto alle sorelle, tuttora in vendita, la Mean Streak ha lo stesso rapporto che in Honda la Black Widow ha con la Shadow, ovvero ha molti particolari in comune, a partire dal motore. Il look però, è tutta un’altra cosa, ha un che di maledetto, con quella sagoma allungata e l’assetto ribassato che promettono accelerazioni stracciagomme ma anche tanta fatica nelle lunghe percorrenze in autostrada. Del resto una moto così si compra prima di tutto per far scena, sognando California e sfilando con l’aria da bruto per il centro del paese.

Questo non significa che la nuova VN non abbia niente di notevole da offrire al mercato: prestazioni, prima di tutto: la Custom più cattiva di Akashi ha una coppia da trattore e tocca i 185 all’ora, grazie al nuovo sistema di iniezione elettronica, che consente di sfruttare al meglio i 75 cavalli erogati dal bicilindrico a V da 1470cc raffreddato a liquido, dotato ora di valvole più grandi e rivisto nel diagramma di distribuzione.

Una novità che accentua anche esteticamente l’aggressività della Mean Streak è l’impianto frenante, con pinze a sei pistoncini a diametro differenziato e dischi da 320mm. all’anteriore, e doppio pistoncino con disco da 300 al posteriore.
Ma probabilmente gli elementi più apprezzati dai duri che sceglieranno la Mean Streak come compagna di avventure saranno le generose cromature su motore, la forcella a steli rovesciati, cosa rara per una cruiser, gli specchietti, gli scarichi, oltre, naturalmente, ai cerchi in lega a tre razze da 17 pollici con pneumatici ribassati, per dare il contentino a chi non sa decidersi tra custom e supersportiva.


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