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Honda Deauville 2002


Avatar Redazionale , il 09/10/01

20 anni fa -

Dopo quattro anni arriva la prima importante revisione per la Deauville, la media turistica Honda che fino ad oggi non ha riscosso grande fortuna. La veste rinnovata in alcuni particolari e l'aumentata capacità di carico sono solo alcune delle migliorie che fanno ben sperare per le sorti di questa onestissima bicilindrica giapponese.

La Deauville è una di quelle moto un po’ così, che non ti fanno girare la testa quando passano e non vincono mai il titolo di moto dell’anno, ma che ti conquistano a poco a poco, aspettando la situazione giusta per mettere in mostra gli attributi.

È stato così quando la tourer vide la luce nel ’98, e presumibilmente sarà così anche nel 2002, a seguito del restyling. Restyling che a prima vista non pare così consistente, per non dire che la nuova Deauville a un occhio distratto potrebbe sembrare identica alla vecchia. Invece no: a sventolare per primo la bandiera del rinnovamento estetico è il grande gruppo ottico anteriore "multi-reflector". Più sinuosa è anche la sottile carenatura che riveste la moto per tutta la sua lunghezza, integrando anche la bella coppia di borse laterali. A proposito di borse: uno degli obiettivi dei progettisti Honda era quello di aumentare notevolmente la capacità di carico. L’operazione è riuscita, tanto più che i progettisti dell’ala bianca sono riusciti anche a non aumentare la larghezza complessiva della moto, cosa che l’avrebbe resa pesante e sgraziata nelle linee; la capacità di carico è ora complessivamente di 43,5 litri.

La Deauville ha guadagnato personalità anche nei particolari. Il cockpit si distingue ora per una strumentazione discreta, che comprende spie ed indicatori inseriti in uno sfondo "carbon-look". Ma gli sforzi degli ingegneri Honda si sono concentrati soprattutto sul motore. Il V-Twin giapponese, in auge dai tempi della Revere 650, aveva in effetti bisogno di uno svecchiamento per restare al passo coi tempi. Le fastidiose vibrazioni, lamentate dall’esigente clientela Honda, sono state eliminate, mentre il peso è stato ridistribuito fino a raggiungere un bilanciamento ideale. La revisione del bicilindrico jap ha avuto come conseguenza gradita anche una riduzione delle emissioni: ora la Deauville è Euro-2.

Non è un segreto: con la Deauville la Honda vorrebbe attaccare la Bmw proprio dov’è di casa, ovvero nel settore delle moto adatte a una clientela di professionisti, di chi cerca prestazioni ma soprattutto comodità. Insomma, di chi non ha l’età da bombardone e abbina le due ruote alla 24 ore. Ad attirare questo tipo di clientela oggi è l’ABS, che la Deauville non ha. In compenso il suo impianto frenante ha però subito un bel rimodernamento, e oggi si può avvalere del sistema di frenata combinata CBS studiato apposta per lei. All’anteriore monta due dischi con pinza da tre pistoncini e al posteriore uno con pinza a doppio pistoncino.

La Deauville costerà 16.168.000 lire e sarà disponibile in quattro colorazioni: oltre al verde e al blu metallizzati, le novità sono un bel rosso e soprattutto il bianco, che è una sorta di base neutrale ideale per le moto utilizzate, ad esempio, dai corpi di Polizia.


Pubblicato da Fabio Cormio, 09/10/2001
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