MotoGP 2008:

Gran Premio di San Marino


Avatar Redazionale , il 01/09/08

13 anni fa - E' durato solo otto giri il sogno di vedere una sfida

E' durato solo otto giri il sogno di vedere una sfida appassionante tra Casey Stoner e Valentino Rossi, nettamente i due piloti più forti della MotoGP.


LA TERZA VOLTA
Dopo aver dominato in maniera imbarazzante le prove, con un margine fino a nove decimi al giro di passo, Stoner ha commesso lo stesso errore di due settimane fa a Brno, cadendo per la chiusura dello sterzo in una curva a destra, mentre, al comando, stava imprimendo un ritmo pazzesco alla corsa. Fuori Casey, per Valentino è stato quasi un gioco conquistare la sesta vittoria, terza consecutiva, che gli permette di raggiungere a quota 68 successi il Mito, Giacomo Agostini. Insomma, al di là di qualche bel sorpasso tra Toseland, Capirossi e Dovizioso, rispettivamente sesto, settimo e ottavo al traguardo,a Misano si è assistito a un altro GP tutt'altro che esaltante, con mancanza assoluta di incertezza per le posizioni che contano.

PERCHÈ? E' chiaro che il tema principale della 13esima prova iridata è: perché Stoner ha sbagliato ancora? Ho già espresso la mia opinione dopo il GP della Rep.Ceca e la ribadisco: il Campione del mondo sta subendo la pressione di Valentino Rossi. "Dopo il GP di Laguna Seca, qualcosa ha fatto crac nella sua testa" sembra confermare Valentino, che aggiunge: "Un conto è lottare contro Vermeulen e la Suzuki, come accadeva l'anno scorso, un altro contro Rossi e la Yamaha".


IL MIGLIOR ROSSI
Il punto è proprio questo: l'anno scorso il pacchetto Stoner-Ducati-Bridgestone era nettamente superiore a tutti gli altri e per l'australiano era relativamente facile dominare senza prendere troppi rischi. Oggi la situazione è ben differente e Casey si trova di fronte un pilota straordinario, a mio modo di vedere il miglior Rossi di sempre. A Laguna Seca, il campione della Ducati ha capito che battere Valentino nell'uno contro uno è un'impresa quasi disperata e così prova ad evitare il corpo a corpo, spingendo come un forsennato fin dal primo secondo.

TROPPO VELOCE Ha ragione l'ingegner Filippo Preziosi, l'eccezionale papà della GP8, quando afferma che "se vai al 99% sei un eroe e al 101% sei nella polvere". E a un livello così alto, basta un niente per cadere, ma due errori (più quello del GP USA) consecutivi non possono essere casuali. Secondo altri, però, come Andrea Dovizioso, gli sbagli di Stoner non sono causati dalla pressione di Rossi. "Casey ha un'incredibile facilità ad andare subito fortissimo. Tutto gli riesce così semplice che fatica a rendersi conto del limite, e per questo, a volte, perde il controllo della moto" è la tesi del "Dovi".


SBAGLIANDO SI IMPARA
Al di là degli sbagli, Casey Stoner rimane un pilota fenomenale, sicuramente l'avversario più forte che Rossi abbia mai incontrato. Quindi, più che di demeriti di Casey, bisogna sottolineare i grandi meriti di Valentino. Solo un anno fa, dopo il GP di Misano, qualcuno, troppo affrettatamente, dava il fenomeno sul viale del tramonto, ritenendolo non all'altezza di Stoner. Ma nonostante i sette titoli mondiali, le tante vittorie e l'età, Rossi ha avuto la forza di ricominciare, di analizzare gli errori commessi e di lavorare come forse non aveva mai fatto, conscio che per battere uno come Casey, bisognasse fare uno sforzo enorme.

SPECIAL ONE In Qatar, al debutto stagionale, dove aveva subito una delle più cocenti sconfitte (Stoner primo con le Bridgestone, Lorenzo secondo con la Yamaha gommata Michelin) non si è perso d'animo. Anzi, quella delusione gli è servita come ulteriore stimolo. Anche a metà stagione, quando Casey sembrava tornato imbattibile, ha tenuto duro e adesso non c'è dubbio su chi sia il più forte pilota della MotoGP. Ecco, più che dai risultati, per me scontati, sono colpito dal carattere di questo straordinario campione.


SENZA VERGOGNA
Tutto il contrario di Daniel Pedrosa, che GP dopo GP delude sempre di più in pista e fuori. Da oggi, lunedì 1 settembre, anche lui avrà le Bridgestone, che ha già provato a Misano, per un cambio in "corsa" che ha del vergognoso. Intendiamoci: personalmente credo che se un pilota ritiene fondamentale sostituire una componente tecnica debba usare tutti i mezzi a sua disposizione per riuscirci, ma trovo poco serio che una Casa come la Honda si faccia convincere a un tale cambiamento a cinque gare dal termine. Bisogna saper prendere le proprie responsabilità: domenica, in una conferenza stampa, ha dichiarato di "non aver fatto nessuna richiesta e che la decisione di cambiare gomme era stata della Honda e dello sponsor (la Repsol)", per poi leggere su un comunicato della Michelin, che Pedrosa "ringraziava la Casa francese per aver assecondato le sue richieste".

HONDA STYLE Nel 2003, Valentino Rossi venne messo nelle condizioni di andarsene perché la HRC voleva dimostrare che è la moto e non il pilota a fare la differenza, mentre adesso il primo costruttore al mondo accetta qualsiasi ricatto da parte del manager di un pilota che in MotoGP ha ancora tutto da vincere e che si è dimostrato per il momento inferiore sicuramente a Rossi e Stoner e, forse, anche a Lorenzo.


LORENZO
A proposito dello spagnolo della Yamaha non ci si può che rallegrare del suo ritorno ai vertici, a conferma che gli straordinari risultati conquistati all'inizio della stagione non erano casuali. Jorge ha ottenuto un secondo posto meritato, che, gomme permettendo, gli darà una grande carica per il finale di stagione.

ELIAS Anche Toni Elias lascia Misano galvanizzato dal secondo podio consecutivo. Ironia della sorte, proprio venerdì il team Pramac aveva comunicato a Toni di ritenersi libero per il 2009, ma adesso in Ducati stanno facendo retromarcia e lo vorrebbero in sella alla GP9. Anche perché, un po' sorpresa, è stato probabilmente deciso di dirottare Niccolò Canepa in SBK al posto di Troy Bayliss: questo significa che Max Biaggi è stato "trombato", tanto per usare un termine politico.


CAPIREX
Dopo aver fatto i complimenti aLoris Capirossi, che al 277 GP disputato (è un primato assoluto) dimostra la grinta e l'entusiasmo di un debuttante, bisogna bastonare la direzione gara, che assiste inerme a manovre che soltanto la casualità non ha trasformato in gravi incidenti. In 250 è successo di tutto, con Hector Barbera che ha preso a sportellate e buttato fuori pista Pasini (a 250 km/h) e Simoncelli: ma che fanno in direzione gara invece di guardare i monitor?


Pubblicato da Giovanni Zamagni, 01/09/2008
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