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Gran Premio di Catalunya


Avatar Redazionale , il 14/06/09

12 anni fa - Rossi vince una gara strepitosa fatta di tattica ma anche di grande lotta corpo a corpo e di sorpassi impossibili. Lorenzo non mollerà di certo e adesso i tre pretendenti al titolo sono appaiati in classifica. Potremmo volere di più?

Rossi vince una gara strepitosa fatta di tattica ma anche di grande lotta corpo a corpo e di sorpassi impossibili. Lorenzo non mollerà di certo e adesso i tre pretendenti al titolo sono appaiati in classifica. Potremmo volere di più?


MOTIVAZIONE Se andate a cercare il termine "Motivazione" sul dizionario la definizione riporta testuali parole. "impulso conscio o inconscio ad agire per soddisfare carenze intervenute a turbare l'equilibrio". Bene, direi che nel caso della gara di Barcellona, parlando di Valentino Rossi la definizione calza a pennello, non trovate?

OGNI ANNO UN NEMICO Perché Valentino corre ancora? Perché dopo 8 mondiali vinti non è ancora appagato? La risposta sta proprio nella parola motivazione, in quell'equilibrio turbato che lui intende ristabilire. Nel 2007 e 2008 era Stoner il "turbatore", oggi è Lorenzo suo compagno di squadra (il che è una aggravante…), uno dal carattere forte, che nasconde dietro parole di circostanza la sicurezza di chi vuole sgambettare il caposquadra, uno che si è permesso di metterlo dietro al Mugello (insieme a Stoner) e che qui in Spagna aveva tutte l'intenzione di ripetere lo scherzetto. Insomma ormai si è capito che Valentino non manca certo di motivazione, ma ha sempre bisogno di un "nemico", un pilota che turba il suo equilibrio, un pilota che non si tiri indietro alla prima staccata ma che risponda a uno schiaffo con un altro schiaffo. In questo modo lui si esalta, la sua motivazione si eleva a valori assoluti, e quello che ne esce è una gara come quella di Barcellona. Fantastica.


CORPO A CORPO Nel nel corpo a corpo nessuno è come lui, Rossi è l'uomo dei sorpassi impossibili, che non ti aspetti, ha una forza mentale straordinaria e un'esperienza altrettanto fuori dal comune. Peccato che Lorenzo non si sia accorto (o forse se ne è accorto ma era convinto di farcela) che Rossi stava correndo alla Rossi. In compenso tutti si erano accorti che Barcellona sarebbe stato affare solo per i due galletti Yamaha, con Stoner curiosamente più in difficoltà del solito in prova, pure menomato fisicamente in gara, e una Ducati (almeno in apparenza) non più così superlativa in velocità massima. Lo avevano capito tutti, comunque che sul podio lo spazio libero sarebbe stato solo sul gradino più basso.

BOTTA E RISPOSTA Rossi e Lorenzo si sono scornati sin dal venerdì, in una battaglia, anche psicologica di altissimo livello. Rossi (con una moto stravolta nel setting) è il più veloce il venerdì, Lorenzo risponde strappando la pole per pochi millesimi, Rossi ribadisce la sua leadership durante il warm up. Mancava solo la gara, e si sapeva sarebbe stata esplosiva, c'era solo da capire quanto lunga potesse essere la miccia prima della detonazione. Rossi ha corso da Rossi, quello di qualche anno fa: ha tentato lo strappo ma non è riuscito a staccare Lorenzo quanto basta per cui si è messo dietro e lo ha studiato ha cercato di capire dove erano i punti a suo vantaggio e dove quelli in cui era il maiorchino ad avere la meglio.


TRE GIRI DA INFARTO Poi si sono aperte le ostilità e gli ultimi giri sono stati come quelli che tutti vorremmo sempre vedere. Piloti che si passano si sfiorano (sensazionale la staccata dove Valentino ha dovuto addirittura chiudere il ginocchio), derapano alla faccia del traction control che anestetizza tutto. Piloti che guidano al limite con gomme finite, che arrivano un po' lunghi perché l'avantreno chiude, che danno tutto quello che hanno loro e che ha la moto. Alla faccia delle moto computer dove ogni giro è preciso al millesimo Lorenzo e Rossi hanno dato vita a un duello davvero di altri tempi.

CHE BOTTA! E Rossi lo ha vinto, dando una doppia mazzata al Maiorchino, che in casa perde il sorriso conquistato al Mugello e soprattutto subisce un sorpasso all'ultima curva che rasenta l'utopia. Credetemi io a Barcellona ci ho corso una 24 ore e in quel punto li, un umano non riesce a passare nemmeno un pilota più lento di 2 secondi al giro… In quel posto Valentino passò Stoner nel 2007 e adesso Lorenzo. La lezione è di quelle pesanti, e adesso aspettiamo la reazione di Jorge, perché ormai è chiaro che così andrà avanti per tutta la stagione.


GRANDE STONER Detto questo, la gara "degli altri" è stata messa in secondo piano ma non possiamo non notare l'impresa di uno stoico Stoner che nonostante fosse debilitato nel fisico (ha terminato sfinito) è riuscito a guadagnare un podio preziosissimo. Non lo diciamo adesso che Casey quest'anno è molto concreto e la gara di oggi è la dimostrazione.

TRE ITALIANI NEI PRIMI 5 Dovizioso il podio lo ha visto li, vicinissimo ma come troppo spesso gli accade ultimamente gli è mancato il guizzo. Si vede che non è a posto con la moto (soprattutto, perché i telai nuovi li fanno provare a Svarowski Pedrosa che è messo malissimo fisicamente?), perché Dovi è uno che ci prova sempre, però oggi contro uno Stoner così malmesso si poteva sfruttare l'occasione, anche se grazie alla sua costanza, adesso è lui il miglior pilota Honda in classifica.


CAPIROSSI SUPER Loris "cuor di leone" Capirossi può sorridere, la Suzuki gli ha dato un nuovo motore, ancora non basta perché in prova Loris non è stato abbastanza veloce, ma in gara almeno adesso è quasi lì con i migliori. Il resto lo fa il suo polso e un fisico ancora incredibilmente allenato tanto che Capirossi era quasi il più fresco di tutti all'arrivo. Incredibile davvero.

NELLE RETROVIE Il resto è nebbia: le Yamaha Tech 3 (che sono ufficiali e quindi le moto migliori in pista) navigano inspiegabilmente nelle retrovie (o forse il tutto si spiega con piloti con problemi o poco motivati). Melandri deve solo sperare nella pioggia perché sull'asciutto ha gravi problemi di trazione, le "altre" Ducati migliorano leggermente (Hayden decimo almeno si è tolto dal fondoclassifica ma è sempre dietro a Kallio) ma ancora non basta. Le Honda Gresini non vanno manco a spingerle e De Puniet dimostra di essere un buon pilota sulla moto di Cecchinello.

SI RIPARTE DA ZERO, ANZI DA 106 Ma è li davanti che dovremo tenere gli occhi puntati Rossi 106, Lorenzo 106, Stoner 106. Due vittorie a testa, pari e patta, palla al centro. Da Assen è come se tutto ricominciasse da capo, ma alla fine mancheranno molte meno gare. Chi sbaglia, è perduto…


Pubblicato da Stefano Cordara, 14/06/2009
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