Superbike 2009:

Gran Premio d'Olanda


Avatar Redazionale , il 26/04/09

12 anni fa - Ben Spies protagonista nel bene e nel male in Olanda. Fenomenale in gara 1, butta tutto in gara 2 con un errore ai primi giri. Haga allunga in campionato, ma la copertina va a Haslam, privato d'assalto, velocissimo e addirittura terzo in Campionato.

Ben Spies protagonista nel bene e nel male in Olanda. Fenomenale in gara 1, butta tutto in gara 2 con un errore ai primi giri. Haga allunga in campionato, ma la copertina va a Haslam, privato d'assalto, velocissimo e addirittura terzo in Campionato.


CINETECA Andate su YouTube, parole chiave Ben Spies e Assen. Se vi siete persi la prima delle due gare olandesi della Superbike, potete vedere di cosa è stato capace l'americano. Attimi di intensità impressionante, quando da terzo (e un po' staccato) ha tagliato il traguardo per primo dopo due sorpassi incredibili su Haslam prima e su Haga poi, giusto un paio di curve prima della bandiera a scacchi. Una gara, questa di Assen, degna di finire nella libreria delle gare più belle, come Imola (Edwards-Bayliss), come Laguna Seca lo scorso anno, come Welkom 2004 (Rossi-Biaggi). Perché al di là dei sorpassi con moto a un millimetro una dall'altra, è stata tiratissima, con tre piloti sempre a contatto ravvicinato.

SUEPERBEN A METÀ E Spies, l'ha vinta. L'americano insomma non voleva solo vincere e accorciare le distanze dal capofila del Campionato, voleva colpire psicologicamente il giapponese. Che, infatti, quel sorpasso non l'ha preso per niente bene. Peccato che Spies poi abbia buttato via tutto in gara due, tre ore dopo. Partito a razzo, Elbowz si è steso quasi subito lasciando di fatto strada libera ad Haga, che ora si è allontanato ancora di più.


È QUI LO SPETTACOLO? Il passaggio del testimone dalla MotoGP alla Superbike in questa domenica di motociclismo non ha lasciato dubbi sul tasso di spettacolarità dei due Campionati, la differenza è francamente imbarazzante, anche se su Assen mi trovo pienamente d'accordo con quanto affermato dal bravo (meno male che c'è lui) Mauro Sanchini in telecronaca.

PISTA VECCHIA=SPETTACOLO Anche se rivista, quella olandese resta una pista "vecchio stampo", di quelle non disegnate dal computer. Ad Assen ci sono curve ultraveloci da raccordare, dove se sbagli a calcolare la linea sei fatto (chiedere a Spies per conferma) e non i soliti insulsi rampini da stop and go. Su queste piste (come Donington, o Phillip Island) chissà perché lo spettacolo è sempre assicurato.


SEMPRE LORO Curioso anche come a contendersi il primato siano sempre le stesse due case: Yamaha e Ducati che, sia in MotoGP, sia in Superbike, se le danno di santa ragione lasciando agli altri il ruolo dei comprimari, con una Honda sofferente. Meno male che ad Assen ci ha pensato Haslam ad animare ulteriormente le gare.

HASLAM IL FENOMENO La favola della Superbike continua per questo bravissimo figlio d'arte che con un team privato tutto nuovo (Stiggy) e una Honda preparata alla perfezione (il motore è realizzato dalla Oral Engineering di Mauro Forghieri) si permette di mettere dietro fior di ufficiali, compresa la corazzata Ten Kate mai in affanno come quest'anno (Rea comunque si è difeso).


DA PRIVATO SI PUÒ Va al giovane Leon la copertina di questo servizio, perché ad Assen ha disputato due gare fantastiche, sempre li con i due fenomeni del momento, guidando in modo grandioso e in certi momenti dando anche l'impressione di tentare il colpaccio. Haslam è adesso terzo in classifica, un giovane su cui, c'è da giurarci, tutti metteranno gli occhi addosso. Ma la Superbike è così, un Campionato dove con una moto valida anche un privato (che guida alla grande comunque) può ancora essere protagonista, al punto che due piloti su tre sul podio di Gara due erano privati (Haslam e Smrz con la Ducati del team Guandalini).

GLI SCONFITTI Chi esce con le ossa rotte da Assen è invece Fabrizio, lontano dai primi in Gara 1 e sfortunatissimo in Gara 2 quando ha rotto il cambio all'ultimo giro mentre era terzo. Anche la BMW fa fatica e la Suzuki non ha molto da sorridere: Neukirckner era molto veloce ma prima ha sbagliato e poi è stato "accomodato fuori" da Fabrizio che lo ha passato senza troppi complimenti alla velocissima esse dopo il rettilineo più veloce.


BIAGGI A METÀ Pochi punti e tanta rabbia anche per Biaggi, in sofferenza per tutto il week end ma capace di trovare il bandolo della matassa in Gara 1; non avesse perso tempo con Fabrizio poteva anche finire con i primi. In Gara 2 invece, la gara di Max è finita nello stesso momento in cui si è spento il semaforo rosso. Frizione rotta e tutti a casa. Si pensa già a Monza.
Pubblicato da Stefano Cordara, 26/04/2009
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