Autore:
Stefano Cordara
Pubblicato il 14/11/2008 ore 17:00

A MENTE FREDDA Ormai è una settimana che l'Eicma ha chiuso i battenti, il tempo minimo per "raffreddare" la testa e iniziare a fare alcune considerazioni. E' il momento di fare un po' il punto su quello che abbiamo visto e su come abbiamo vissuto questa edizione del Salone milanese. Che, lasciatemelo dire, dimostra di non voler correggere gli errori che tutti gli hanno segnalato in passato. Il confronto con l'Intermot di Colonia, mi spiace, è impietoso e va a favore dell'esposizione tedesca, che sarà anche più piccola, triste e meno importante, ma è meglio organizzata e davvero a misura di visitatore.

LA PACE DELL'INTERMOT A Colonia arrivi con il treno o il tram (gratis, perlomeno per gli operatori), scendi davanti alla fiera, file zero, traffico zero (e siamo in città, mica in periferia come a Milano), la fiera è tutta al coperto, non devi uscire e fare un percorso di guerra per passare da un padiglione all'altro. Il giorno della stampa è "il giorno della stampa", entrano solo giornalisti e operatori TV, così tutti riescono a lavorare al meglio e ad offrire quel servizio ai lettori/spettatori che tutti si aspettano.

IL CAOS DI MILANO A Milano una viabilità ciclopica (tre anni che ci vengo, tre anni che faccio strade differenti e il cantiere non è ancora finito) riesce solo a causare file ciclopiche, obbligando agenti della Polizia stradale a dirigere il traffico nelle migliaia di rotonde sparse attorno alla fiera. Io, come ogni anno, rimedio alla fonte e ci vado in moto, c'è il parcheggio gratuito, ma dove? Ovviamente all'ingresso Ovest, esattamente agli antipodi, rispetto ai padiglioni da visitare. Così, come se non si scarpinasse abbastanza, uno si deve attraversare tutta la fiera per arrivare e ripartire...

C'È DI TUTTO Il giorno stampa/operatori a Milano è in realtà il giorno del "pubblico non pagante", perché con il pass operatore entra chiunque. C'è davvero di tutto: famiglie con passeggino e saccopelisti compresi. Risultato chi quel giorno deve lavorare rischia l'esaurimento nervoso, dai giornalisti ai PR che tengono conferenze stampa nel casino più totale. Cara Eicma così non va, dacci per piacere anche una sola mezza giornata solo per noi, facci lavorare!

NIENTE DI NUOVO? Venendo alle moto, l'aria che si respirava tra gli addetti ai lavori era del tipo "uff.. anche quest'anno niente di nuovo", "c'è la crisi", "non c'è più fantasia". In realtà, basta guardare il nostro speciale per capire che crisi o non crisi le case hanno fatto un gran bello sforzo. Le novità ci sono e sono tante, solo che ormai manca l'effetto sorpresa, tutti hanno già visto tutto e il Salone è diventato semplicemente il luogo dove il pubblico può toccare con mano quello che ha già visto da tempo su internet, o sui giornali. Francamente mi fanno un po' ridere le moto coperte negli stand in attesa delle conferenze stampa. Perché lo fanno, quando tutti hanno già visto tutto? Bah...

LA V4 CHE PIACE Novità, quindi, ce ne sono e non ci vuole molto a capire quali siano stati i modelli più ammirati. Lo stand Aprilia era affollato come un ipermercato il 24 dicembre, folla inverosimile per vedere la RSV4, che ha messo in ombra le varie R1, GSX-R e anche le Ducati, sebbene la Streetfighter sia stata molto ammirata (ma pare abbia anche fatto discutere molto, almeno a leggere i molti commenti ricevuti sul nostro sito). Direi comunque che va all'Aprilia lo scettro di regina del Salone

LA FORBICE SI ALLARGA Girando per i padiglioni, comunque, la tendenza per il futuro appare piuttosto chiara. Da una parte modelli evoluti, raffinati e molto (troppo?) costosi. Dall'altra la nuova generazione delle "low cost", moto sotto i 6.000 € che vogliono ammazzare la crisi con contenuti validi, prezzi abbordabili e un design finalmente all'altezza, superando lo scoglio del dualismo moto economica=moto sfigata. Degne rappresentanti Kawasaki ER-6, Suzuki Gladius, Honda CBF e la nuova Yamaha XJ 600, per me una delle moto più interessanti del Salone. La tendenza del design invece si nota dai prototipi.

LA VOGLIO DI FERRO È evidente che i motociclisti, ma soprattutto i designer, si sono rotti della plastica. Il successo delle naked e il ritorno delle custom/cruiser (tutti le hanno rinnovate e ci sono nuovi arrivi) sottolinea una certa voglia di semplicità, così all'Eicma qualcuno si è spinto ancora oltre, arrivando alla pura essenzialità. BMW Lo Ride, Aprilia Mana X e Husvarna SMQ vanno tutte nella medesima direzione, quella della moto tirata all'osso; molto "disegnata", corta, bassa con quattro tubi a comporre il telaio entro cui incastrare un motore. Un po' scrambler, un po' naked, un po' cafè racer, queste moto sono il massimo della semplicità, ma è una semplicità tecnologica, che permette poi di personalizzare il mezzo come si vuole. Sembra chiaro che è lì che stanno andando le Case. Le seguirà il pubblico? Staremo a vedere.

A porte chiuse mi permetto poi di dire la mia, di segnalare quelle che a mio parere sono le moto più interessanti del Salone e quelle che invece mi hanno lasciato un po' perplesso. Ovviamente ci sarà chi non è d'accordo con me e potrà dire la sua votando la "sua" moto, fatemi sapere...

Quelle che... WOW!


BMW Lo Ride
: è un concept, ma a vederla (a differenza della ManaX e della SMQ) sembra che possa prendere la strada già domani (lo farà?). Una moto che per rivoluzionare si affida al passato, proponendo una struttura scarna che è possibile rendere unica con infinite possibilità di personalizzazione. Per me la cosa più nuova del Salone.


Aprilia RSV4: La V4 italiana è la moto che davvero ha portato qualcosa di nuovo (tecnologicamente e per il design) nello stantio mondo delle supersportive. È piccolissima, aggressiva e il suo motore è un progetto (finalmente) tutto nuovo. Qualche punticino in meno per qualche particolare troppo simile alla RS 125 e per il "solito" cruscotto che in Aprilia montano dallo Sportcity alla 1000.

 


Yamaha R1:
La linea non mi fa impazzire, sembra aver perso la snellezza di un tempo, ma il motore MotoGp-style sta a rappresentare uno sforzo tecnologico notevole per offrire qualcosa di diverso. C'era molta curiosità attorno a lei, giustamente.

 


Ducati Streetfighter:
Importante perché è la Ducati che molti aspettavano, quella che "finalmente non c'è solo la Monster". Rispetta le attese quanto a prestazioni, anche se il design (a parte i LED nel faro anteriore) non è così innovativo.

 

 

 

 

 


Yamaha XJ 6:
Dovrebbe essere la sorella semplice, invece la XJ è riuscita alla grande, perfino più bella della FZ6; chi l'ha disegnata ha avuto mano felice. Costa poco, è fatta bene, è quattro cilindri e ha la potenza giusta. Speriamo che gli italiani capiscano che (pagando il giusto) telaio in alluminio e altre amenità possono anche essere un di più.

 


Honda CBR 600 RR
ABS: la moto è appena ristilizzata, niente di che, ma la novità sta tutta nei freni. Qualcuno non lo vede di buon occhio, ma se funziona come dicono questo impianto ABS sarà il futuro.

 

 


Piaggio MP3 Hybrid:
Lo abbiamo già provato tempo fa approvando l'idea. Adesso è quasi pronto ed è una buona soluzione che, non appena le batterie miglioreranno, potremo vedere anche su scooter superecologici. Bravi.




Cambio a doppia frizione Honda:
Si sa poco o nulla, ma quel poco che si sa fa rizzare le antenne perché potrebbe rappresentare qualcosa di realmente innovativo tra le moto. Il futuro dell'automatico?

 

 

 

E quelle che... Uhm


Aprilia Mana GT Fa parte del segmento "occasioni perdute", l'idea di una GT automatica con la (eccellente) base della Aprilia Mana è ottima. Peccato che rovistando nel reparto tagli, ritagli e frattaglie in Aprilia abbiano scovato un cupolino e un faro che gridano vendetta. Magari mi sbaglio e la moto piace.

 





BMW F 800 R: Per inserirsi con successo nel segmento delle naked di media cilindrata credo ci voglia qualcosa in più. Il motore c'è e funziona anche bene, ma il patchwork realizzato con pezzi di altre moto già in gamma toglie smalto al modello, che tra l'altro si ispira anche a qualche nota avversaria. Da una BMW che ti tira fuori dal cilindro una Lo Ride è lecito attendersi di più.

 

 


Gilera GP 850 Corsa Ok è un concept, ma a cosa serve?

 







Moto Guzzi Stelvio TT Va bene inseguire BMW ma così si rischia perdere la propria identità. Oltretutto basta provarla per capire che la Stelvio, anche con il tassello, in fuoristrada non ci va molto volentieri. Allora perché?

 




Suzuki:
In ritardo. Ok la Gladius, ok la nuova Bandit (ma non si cannibalizzano l'una con l'altra?) fin qui tutto bene. Ma al momento la tendenza vuole le maxi naked sportiveggianti e il popolo aveva voglia di una GSR 1000, assente ingiustificata.


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