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Attenti a quei 2


Avatar Redazionale , il 11/04/05

16 anni fa - Prima gara con scintille a Jerez

Attenti a quei due. Attenti davvero perché rischiano di ridurre la moto GP ad una questione puramente personale. Un dualismo arroventato torna ad infiammare i tifosi già dalla prima gara del campionato 2005. Rossi e Gibernau sono due spanne sopra gli altri, se le danno di santa ragione ma non c'è stata scorrettezza, solo agonismo. Ottimo Melandri, poi il nulla.


Sono basito, stranito, un po' stupefatto. Pensavo, sinceramente, che sarebbe stato quasi impossibile rivedere una gara dello spessore di quella di Welkom nel 2004. Invece, questa di Jerez è stata addirittura meglio. Io ero al Buell Day e lì eravamo in tanti a vederla, davanti ad un bel plasmone di quelli grossi. Tutti gasati come se ci fosse una partita della nazionale, tutti pronti a vedere come poteva essere l'inizio stagione. Che gara, che gara! Al decimo giro ero stanco come se a guidare la moto ci fossi stato io, al ventesimo avevo un'adrenalina che viaggiava nelle vene a 16.000 giri. Questi gladiatori ci hanno regalato una spettacolo impressionante. Ed è solo la prima gara, elettrica, ad alta tensione.


Proprio così, come quando unisci due cavi con la corrente dentro, li avvicini troppo e BANG! Scatta la scintilla e tutto va in corto circuito.

Questo è successo tra Valentino e Gibernau, una scintilla che ha scatenato l'esplosione dell'agonismo da ultima curva. E non parlatemi di scorrettezze o altre cavolate. Quelle sono cose da gara, intendiamoci. Cose che chiunque abbia fatto qualche garetta nei campionati minori (o ancora peggio di Motocross) ha sicuramente subito più volte. Io stesso in una gara del NinjaTrophy mi sono preso a spallate con un avversario e in palio c'era solo il decimo posto in un trofeo monomarca, mica il campionato del Mondo. Allora non ci fu reclamo, e non ci sarà nemmeno nel caso di Sete e Valentino, visto che Gresini rivedendo le immagini ha capito.

Probabilmente ha capito che Gibernau è stato fondamentalmente un ingenuo. Aveva la gara in mano, dopo quell'errore di Valentino era in condizioni di innegabile vantaggio e non lo ha saputo sfruttare, facendo un errore a sua volta. Bastava arrivare a quella curva lento, stare stretto sul cordolo interno, chiudere la porta e spalancare il gas in uscita. Valentino e la sua Yamaha (ancora inferiore di parecchio alla Honda, soprattutto in accelerazione e questo era evidente) non avrebbero potuto farci niente. Il fatto è che quando ha il Dottore che gli morde il codino lo spagnolo mica sta troppo tranquillo, e se quello poi mi passa all'esterno? Per cui Sete ha tirato una staccata micidiale, è arrivato un po' lungo, ha lasciato uno spiraglio minimo e Valentino giocado d'azzardo ci si è infilato. Una spallata, come quella che Gibernau aveva tirato a lui qualche curva prima.

Niente scorrettezza, quindi, mica l'ha puntato come fece Capirossi con Harada ai tempi del discusso mondiale 250. I due erano praticamente affiancati in staccata e quando c'è stato contatto, in una curva da 70 all'ora. C'è stato un piccolo corpo a corpo nessuno ha mollato e uno dei due ci ha rimesso. Così il sorriso da Telenovela (cito il collega televisivo Ronny Mengo) che l'iberico sfoggiava un po' bulletto durante i test invernali è svanito in un istante, lasciando il posto ad una piva lunga un metro. Già nelle prove aveva preso una mazzata con il mezzo secondo che Valentino gli ha rifilato in prova e poi questa ultima curva... Se l'inizio è di questo genere, immaginiamoci come potranno essere le prossime gare, ma una cosa è certa: difficilissimo che qualcuno si possa infilare a fare da terzo incomodo tra i due.


Gibernau pare ancora più forte dello scorso anno e guida come un forsennato, oggi ha impresso un ritmo davvero indiavolato e a parte un Melandri eccezionale (ricordiamo che non ha la stessa moto di Sete, ma una versione meno aggiornata) ottimo terzo che ha limitato il distacco, dietro per ora c'è il buio, tutti gli altri hanno rimediato ritardi abissali, da contare con la clessidra. Quei due, li davanti rischiano di correre un campionato stellare, perché il mondiale è troppo "umano" e a loro non basta più. E chi pensava che ridurre la benzina aiutasse ad andare più piano è stato accontentato. Nessuno è rimasto a secco e rispetto al 2003 i record della pista sono scesi di oltre 2 secondi...


Pubblicato da Stefano Cordara, 11/04/2005
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