Momenti di grande paura alla 12 Ore di Bathurst 2026, interrotta da una bandiera rossa dopo un violentissimo incidente che ha coinvolto il leader della gara Ralf Aron sulla spettacolare ma insidiosa sezione del Mount Panorama. Il pilota estone è stato protagonista di un impatto ad altissima velocità dopo una ripartenza da Safety Car, in un episodio che ha segnato profondamente l'edizione di quest'anno della spettacolare gara di durata australiana.
Incidente sul Mount Panorama: auto ferme in un punto cieco
L’incidente si è verificato nella discesa verso Forrest’s Elbow, uno dei tratti più pericolosi del circuito, in quanto molto veloce ma senza visibilità oltre la curva. Tutto è iniziato quando la Porsche #79 TSUNAMI RT di Johannes Zelger ha urtato le barriere a McPhillamy Park, riportando danni e procedendo lentamente lungo la pista. La vettura, insieme a un’Aston Martin rimasta bloccata alle sue spalle, ha finito per rallentare improvvisamente il gruppo in una zona estremamente pericolosa.
Aron, leader della corsa con la Mercedes-AMG #77 Craft-Bamboo Racing, si è trovato davanti le auto quasi ferme senza possibilità di reazione. L’impatto con la Porsche è stato violentissimo, distruggendo entrambe le vetture e provocando anche un principio d’incendio sulla Mercedes. Il pilota è riuscito a uscire autonomamente dall’abitacolo, visibilmente dolorante, prima di sdraiarsi per alcuni istanti sull’asfalto e raggiungere poi le barriere interne. Trasportato prima al centro medico del circuito e successivamente all’ospedale di Orange, è stato dichiarato in condizioni stabili. Zelger è invece uscito illeso dall’incidente.
RACE STOPPED 🔴 Aron hits Zelger's stationary Porsche. Both drivers climbed out of their cars.
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Gli accertamenti successivi hanno evidenziato per Aron due fratture alla schiena, conseguenza di un impatto stimato in circa 27G.
Aron rassicura: “Ho pieno movimento, voglio capire cosa è successo”
Nonostante la violenza dell’urto, Aron ha aggiornato rapidamente tifosi e addetti ai lavori sulle proprie condizioni attraverso un messaggio sui suoi profili social: “Ho subito due fratture alla schiena, ma ho pieno movimento e sensibilità in tutto il corpo”, ha spiegato il pilota Mercedes-AMG, ringraziando il personale medico per la rapidità dell’intervento.
L’estone ha inoltre chiesto un confronto con la direzione gara per analizzare l’accaduto: “Non si tratta di trovare colpevoli, ma di capire cosa è successo e fare in modo che situazioni simili possano essere evitate in futuro, così da rendere le gare su questo circuito il più sicure possibile”.

Nel successivo messaggio pubblicato sui social, Aron ha confermato che le sue condizioni sono stabili: “Considerando le circostanze sto bene. Voglio ringraziare il team medico e Mercedes-AMG per aver costruito una vettura che mi ha protetto permettendomi di uscire da solo dall’auto”. Il 27enne ha aggiunto di voler lavorare per tornare al volante il prima possibile, con l’obiettivo di essere nuovamente al via della Bathurst 12 Hour nel 2027.
Martin trionfa, Valentino Rossi sul podio
La gara, accorciata dopo le neutralizzazioni e le interruzioni, è stata vinta dalla vettura Team GMR guidata da Maxime Martin, Maro Engel e Mikael Grenier, protagonisti di una rimonta straordinaria dalla 29ª posizione in griglia. La svolta è arrivata nell’ultima ora, quando un contatto tra una Mercedes-AMG e una BMW in lotta per la vittoria ha rimescolato completamente la classifica. Martin ha ereditato il comando e ha gestito il finale senza errori, vincendo con poco più di un secondo di margine.
Gounon into Van der Linde and GMR leads!
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Secondo posto per la Porsche High Class Racing di Kerong Li, Dorian Boccolacci e Anders Fjordbach, autori di una gara solida e costante. A completare il podio la BMW WRT di Augusto Farfus, Raffaele Marciello e Valentino Rossi, emersa da una battaglia serrata per la terza posizione. Lo stesso equipaggio aveva chiuso in seconda posizione l'edizione del 2025. Per il nove volte campione del mondo MotoGP arriva così un nuovo risultato di prestigio nell’endurance internazionale, al termine di una gara segnata da tensione e colpi di scena fino alla bandiera a scacchi.
