Salone di Detroit 2008:

Walking around


Avatar Redazionale , il 15/01/08

13 anni fa - Quattro passi nel Cobo Center

A spasso nel Cobo Center, tra riflessioni sui grandi sistemi e pensieri più terreni, con gli occhi catalizzati da belle auto e... belle ragazze. Ecco in diretta da uno dei nostri inviati cosa propone il più importante Salone dell'auto degli Stati Uniti.

FATTI PIU' IN LA' Sarà soltanto una questione psicologica ma il fatto che quest'anno il Salone di Detroit non sia stato il primo evento automotive ad avere i riflettori puntati addosso un effetto lo fa. Quelli del Naias sono infatti stati battuti sul tempo dal Salone di Nuova Dehli, in India, che ha poi avuto eco mondiale per il lancio della Tata Nano, l'auto da 2.500 dollari o 1.700 euro che dir si voglia. Motivazioni a parte, l'impressione è che comunque in Michigan non tiri una bella aria, almeno per i marchi a stelle e strisce.

TERRA DI CONQUISTA Lo scorso anno il mercato americano ha fatto segnare ancora una volta una flessione, pari al 3% circa. Certo, un monte immatricolazioni attorno ai 16.150.000 pezzi (tra auto e light trucks) resta sempre una torta appetitosa da spartire ma le quote dei costruttori europei, giapponesi e coreani crescono, senza contare il fatto che i cinesi iniziano a loro volta a bussare ai confini. Le Case statunitensi scontano il fatto di aver sino ad oggi ragionato pensando solo al mercato interno e non in un'ottica globale. Si trovano così tra l'incudine e il martello: da una parte una bella fetta di clientela vecchio stampo, che vuole mezzi grandi e grossi, dall'altra temi come contenimento dei consumi e rispetto dell'ambiente che prendono sempre più piede e che, tra l'altro, potrebbero pesare sempre più sulle scelte degli utenti più evoluti.

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OCCHIO AI CONSUMI Se nelle tv americane lo spot del nuovo pick-up Chevrolet Silverado, fino a ieri un'icona della forza e della versatilità, gioca tutto sul concetto di "miglia per gallone" vorrà insomma dire qualcosa. Per esempio che il fatto di avere riserve petrolifere notevoli, non significa potersi permettere il lusso di buttare via carburante, quando il greggio si trova nell'orbita dei cento dollari al barile. In ogni caso, in qualsiasi stand si metta piede, il ritornello è sempre lo stesso, con ambiente, ecologia e mobilità sostenibile a riempire la bocca di tutti. Le ricette proposte sulle onnipresenti concept car sono le più disparate, si va dall'idrogeno al downsizing dei motori passando per i motori elettrici e gli ibridi. Inoltre anche Oltreoceano ora si può pronunciare ad alta voce la parola diesel senza rischiare di fare la fine delle streghe, bruciate sul rogo, o di finire davanti all'Inquisizione, accusati di eresia.

GERMANIA UBER ALLES Con un certo ritardo, insomma, anche gli yankee stanno seguendo la strada tracciata da europei e giapponesi, che sono una presenza importante al NAIAS. Tra le Case più intraprendenti spicca la BMW, che a Detroit presenta la versione definitiva della X6 e fa debuttare la Serie 1 Cabriolet. La Mercedes ribatte con la SLK ristilizzata e con la GLK, ufficialmente allo stadio di prototipo ma già bell'e pronta per la catena di montaggio. Alla Volkswagen i flash sono tutti per la Passat CC, berlina a quattro posti dal padiglione sfuggente come su una coupé, mentre all'Audi la R8 V12 TDI concept divide la ribalta con la TTS, versione da sparo della TT. Notevoli anche la Saab 9-4X, assorbita nell'orbita del gruppo GM e Land Rover LRX.

MADE IN ITALY A tenere alto il tricolore provvedono Ferrari, Lamborghini e Maserati, accomunate da un bilancio per il 2007 molto positivo. In un'annata di gradi successi a Maranello hanno trovato il tempo di lavorare anche sul fronte ecologia e a Detroit sfila una 430 Spider Bio Fuel, alimentata a E85. In Lamborghini solleticano il palato dei clienti americani con il programma di personalizzazione Ad Personam, mentre il centro dello spazio Maserati è per la Quattroporte Collezione 100, tirata appunto in soli 100 pezzi. A dare loro filo da torcere c'è la nuova Corvette ZR1, una supercar da oltre 620 cv. Su una cosa, però, nessuno batte le Case italiane: mediamente sono loro le standiste più carine. Guardare la gallery dedicata a loro per credere.


Pubblicato da Paolo Sardi, 15/01/2008
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