Autore:
Marco Congiu

CAMBIO AL VERTICE A due anni di distanza dal Dieselgate, Matthias Müller non è più CEO di Volkswagen. Il maanger, succeduto a Martin Winterkorn, lascia il timone della multinazionale di Wolfsbourg a Herbert Diess. L'ex top manager di BMW eredita la guida di Volkswagen dopo due anni dallo scandalo emissioni che, nel bene e nel male, ha contribuito ad un riassetto strategico dell'azienda, ora fortemente impegnata anche verso la mobilità elettrica.

PAROLE DI ELOGIO Per l'oramai ex Müller, l'alta dirigenza Volkswagen ha solo parole di ringraziamento di stima per quanto fatto. «Matthias Müller ha svolto un lavoro eccezionale per il gruppo Volkswagen. Ha assunto la presidenza del consiglio di gestione nell'autunno del 2015 quando l'azienda ha affrontato la più grande sfida della sua storia. Non solo ha traghettato in tutta sicurezza la Volkswagen in questo periodo. Insieme alla sua squadra, ha anche radicalmente riallineato la strategia del gruppo, avviato il cambiamento culturale e, con grande impegno personale, ha fatto in modo che il gruppo Volkswagen non rimanesse semplicemente in carreggiata, ma diventasse ora più robusto che mai.» ha commentato Hans Dieter Poetsch, Presidente del Consiglio di Sorveglianza.

NUOVO CORSO Il Gruppo Volkswagen è atteso ad un cambio radicale nel prossimo futuro. È stato deliberato che i marchi nel suo portfolio verranno suddivisi in tre macroaree, a seconda della classe di appartenenza. Da una parte avremo i brand di massa, destinati a generare numeri importanti, come Volkswagen, Skoda e Seat. Audi sarà posizionata nella seconda area, quella pemium, con Porsche, Bugatti, Bentley e Lamborghini destinati alla terza fascia, la superpremium.


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