Attualità

UNRAE: proposta la detraibilità dell'auto


Avatar di Luca Cereda , il 19/11/14

6 anni fa - I Costruttori chiedono sgravi fiscali sull'acquisto di auto nuove, purché ecologiche

L'UNRAE chede la detraibilità del 10% dei costi sostenuti per l'acquisto di un'auto nuova. A patto che abbia eemissioni di CO2 sotto i 120 g/km e previa rottamazione

VOLANTE LEGGERO L’auto come la palestra, il mutuo, la badante, il funerale, l’assicurazione sulla vita, le donazioni alle onlus e gli elettrodomestici. Ossia: deducibile. E’ questa la proposta con cui l’UNRAE (l’Unione Nazionali Rappresentanti Autoveicoli Esteri) tira la giacchetta al Governo per riportare l’attenzione sul mercato dell’auto, ancora in difficoltà. E per tendere una mano a quelle famiglie che vorrebbero, ma non possono, comprarsi un’auto nuova. Con quel che ne consegue per il parco circolante - più vecchio, inquinante e meno sicuro – e anche per l’economia italiana, che dal 2008 al 2013 ha visto ridursi del 3,9% il contributo dell’automotive al Pil e che, solo nell’ultimo anno, incassa due miliardi in meno di gettito fiscale (dati CENSIS) dal possesso e utilizzo dell’auto. Per molti, ormai, divenuta quasi un lusso.

LA RICHIESTA Nello specifico, l’UNRAE chiede che si possa detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 10% delle spese (fino a un massimo di 2.000 euro in 4 anni) sostenute per acquistare un’auto nuova con emissioni di CO2 fino a 120 g/km rottamando contestualmente la vecchia carretta Euro 0,1 o 2. E se da un lato la proposta va a preservare le tasche dall’automobilista, dall’altro prova a smuovere le coscienze di Palazzo Chigi più sensibili a temi come l’ecologia e la sicurezza; un boost al ricambio generazionale delle auto circolanti sulle nostre strade (10 milioni delle quali hanno più di 14 anni, mentre 9,5 è l’età media) contribuirebbe infatti a diminuire la CO2 prodotta dal traffico (di circa 400.000 tonnellate, secondo UNRAE, nei 4 anni considerati) nonché il tasso di incidentalità, per via delle dotazioni di sicurezza più complete che le auto moderne possono vantare.

CASH FLOW Sempre secondo l’UNRAE, poi, la detraibilità dell’auto darebbe importanti benefici economici. Senza contare l’impatto occupazionale, calcolato nel recupero tra il 2015 e il 2018 di circa 1000 addetti da parte della filiera automotive, sensibilmente ridimensionata dalla crisi, arriverebbero gli introiti dell’IVA. Le stime di UNRAE prevedono infatti un incremento delle vendite capace di iniettare, nei quattro anni del provvedimento, circa 22 milioni nell’erario a fronte di un impegno iniziale da parte dello Stato di 64 milioni.

PROSSIMAMENTE Se la detraibilità è vista come la priorità, c’è però anche altro sul tavolo delle trattative tra l’UNRAE e le istituzioni nel tentativo di dare nuovo ossigeno al mercato dell’auto, sempre riducendo gli oneri della mobilità individuale. I Costruttori puntano all’eliminazione del superbollo, a una rivisitazione dell’IPT e a un allineamento agli sgravi europei (più convenienti) nella deducibilità delle auto aziendali.   


Pubblicato da Luca Cereda, 19/11/2014
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