Autore:
Marco Congiu

L’UNIONE FA LA FORZA Non è passato troppo tempo dal passaggio di Lotus sotto il controllo di Geely che già si vedono i frutti dell’entrata del costruttore di auto sportive inglesi nel gruppo che, tra le controllate, vanta anche Volvo. I nuovi, attesi Lotus SUV utilizzeranno la stessa piattaforma degli sport-utility di fascia alta della casa svedese, la XC90 e la XC60.

SPA PER TUTTI Punto di forza delle Lotus è l’estrema leggerezza accoppiata ad una dinamica di tuto rispetto, con veramente poche rivali tra le sportive biposto. Proprio in quest’ottica l’utilizzo della piattaforma modulare SPA di Volvo, forte di un ridotto peso grazie all’utilizzo di acciai altoresistenziali studiati a regola d’arte, giocherebbe un ruolo cruciale per il rilancio della casa fondata da Colin Chapman.

QUESTIONE DI DNA Lo stile del primo SUV Lotus dovrà necessariamente portare con sé tutto il DNA della casa inglese, per renderla immediatamente riconoscibile. E proprio i designer Lotus prendono ad esempio l’Alfa Romeo Stelvio. «Levatele il trilobo dal frontale, ma saprete benissimo che la Stelvio è una vera Alfa Romeo», commenta Jean-Marc Gales, CEO di Lotus. Al momento, il SUV Volvo più performante a listino è la XC90 T8, spinta dal 4 cilindri in linea a benzina e da un motore termico per arrivare ad una potenza combinata di 407 CV. Ad aver colpito Gales, poi, sono gli interni di Volvo: puliti, senza fronzoli, ma ugualmente eleganti e spettacolari. Che si possano replicare anche su una Lotus?

PROGETTO 2022 Ci vorranno almeno 4 anni di duro lavoro prima di vedere un SUV Lotus fatto e finito, nonostante le assunzioni nello stabilimento inglese di Hetel siano aperte. Oltre al SUV, sappiamo per certo arriverà una nuova generazione di sportive, per andare gradualmente a sostituire e ad arricchire la gamma composta da Elise, Exige ed Evora. L’appuntamento è al 2022.  


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