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Auto Blu: signori si cambia


Avatar Redazionale , il 27/06/11

10 anni fa - Ecco quali potrebbero essere le future auto blu

Il downsizing è il trend degli ultimi anni automotive. Anche in politica, come dimostrano le indiscrezioni sui possibili tagli per ridurre i costi delle auto blu. Con un limite secco per la cilindrata: 1,6 litri. Ecco quali potrebbero essere le future auto blu se diventasse realtà il disegno di legge Tremonti.

AUTO BLU Costano tanto e in tempo di crisi la necessità di dare il buon esempio mette le auto blu dei politici sotto la lente. Spesso additate come esempio di spreco non sorprende quindi che nelle anticipazioni pubblicate da tutti i giornali si affronti anche questo tema. In mezzo ad altri provvedimenti ipotetici e necessari per risanare i conti dello Stato, arriverebbe anche un limite secco per le auto di servizio: massima cilindrata possibile di 1,6 litri. Quel “millessei” che in fondo era già un traguardo di prestigio trent’anni fa. Uniche eccezioni possibili per Presidente della Repubblica, Presidenti di Camera e Senato e Presidente del Consiglio.

MASSIMO 1,6 Tutte le auto che non rispettano il limite e ora in servizio andrebbero in dismissione al momento dell’obsolescenza. In fondo, da tempo, l’equazione cilindrata-prestigio non è più un indicatore unico. Da questo siamo partiti per incrociare cilindrate e modelli in listino, in modo da identificare le possibili auto blu del new deal, qualora il prossimo giovedì (giorno previsto per la discussione di questo provvedimento) il Governo passasse dalle intenzioni ai fatti.

PAGA PANTALONE Per redigere l’elenco abbiamo utilizzato solo il parametro delle quattro o cinque porte e del limite di cilindrata, utilizzando il buon senso anche per la tipologia di auto. Se il limite fosse solo la cilindrata si lascerebbe la porta aperta anche a crossover come la Mini Countryman Cooper S che, come auto blu, proprio non ce la immaginiamo. E se dovesse passare questa legge non mancherebbero sorprese e paragoni storici non più possibili: se tanti ani fa la Fiat Croma era una delle auto blu più gettonate, oggi invece la Fiat Freemont, complici dimensioni americane poco compatibili con motori piccoli, non sarebbe papabile. Via libera invece, tanto per fare qualche esempio, a Citroën C5, Alfa Romeo Giulietta, Lancia Delta e Skoda Superb.

ACQUISTI INTELLIGENTI E già che ci siamo ci permettiamo di suggerire anche un po’ di fantasia e aderenza al reale mercato automotive. Esattamente come fa l’automobilista medio quando deve conciliare sogni e conto in banca. Per le auto di servizio, destinate a prevalente uso cittadino, perché non pensare alle ibride che proprio nel ciclo urbano danno il meglio e inquinano meno? E perché non tenere conto di altri parametri, vedi costo di acquisto, gestione e consumi? Mentre in alcuni casi forse bisognerebbe lasciare la porta aperta a Suv e compagnia, magari con limite di prezzo: in fondo una Dacia Duster potrebbe andare benissimo per chi si muove in comunità montane o similari. O, ancora, perché escludere a priori l’acquisto di km 0 o vetture appena uscite di produzione e acquistabili a prezzo scontato? Se le auto servono per servizio, lo status symbol o il piacere di muoversi sull’ultimo modello, o su una vettura di prestigio, andrebbe lasciato al piacere e alle tasche dei privati. O no?

LE POSSIBILI AUTO BLU DOPO I TAGLI
Ecco quali potrebbero essere le auto in grado di rispettare i nuovi limiti
. Non mancano berline comode e spaziose ma ci sono alcune incongruenze: in alcuni casi occorre scegliere le motorizzazioni a benzina che poi si rivelano più costose nel mantenimento rispetto alle versioni diesel, dando per scontato l’elevato chilometraggio annuo delle auto di servizio. Alcuni marchi, premium e non invece non avrebbero nulla da offrire. Mentre la ibrida per eccellenza, la Toyota Prius, sarebbe fuori visto che sotto il cofano c’è un propulsore a benzina da 1,8 litri.


Pubblicato da Luca Pezzoni, 27/06/2011
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