Pubblicato il 01/08/2001 ore 00:00

La compatta SUV costruita in Italia, a Bairo Canavese nello stabilimento Pininfarina, cresce in lunghezza (da 374 a 404 cm) e nel passo (più 17 cm) per assicurare più spazio alle gambe di chi siede dietro e un bagagliaio adeguato. Con il sedile ripiegato la lunghezza del vano di carico è di 120 cm.

Nessun problema, dunque, anche per scarponi e borsoni, gli sci vanno invece sul tetto o sul portellone. Anche perché la Pajero Pinin mostra i denti quando è sui terreni difficili. Non solo neve, sia chiaro, dove si muove come una gazzella, ma fango, dossi e quanto alla portata di una vera 4x4. Questa compatta SUV abbina infatti al piacere di guida delle "gippine" modaiole, la motricità delle off road autentiche.

Sotto pelle, infatti, c'è il sistema di trasmissione SS4-I, direttamente derivato dal Super Select della grande Pajero. Trazione solo sulle ruote posteriori nella marcia normale, per ottenere minori consumi di carburante e migliori prestazioni, possibilità di inserire la trazione 4WD con giunto viscoso centrale quando si marcia sui terreni più impervi. Quest'ultimo è bloccabile per muoversi in sicurezza sui tratti estremi, quando si possono sfruttare anche i rapporti ridotti.

Il cofano del Pajero Pinin 5 porte racchiude un inedito motore di due litri a iniezione diretta della benzina da 129 CV a 5900 giri e 190 Nm di coppia massima a 3500 giri. Quanto basta per spingere questa compatta 4x4 fino a 180 km/h e per consentirle di raggiungere da ferma i 100 all'ora in 10,8 secondi. La tecnologia GDI dovrebbe garantire percorrenze interessanti, al momento non dichiarate dalla Casa.

Su tutte le versioni, come sulla sorella a tre porte, airbag frontali di serie insieme all'ABS con il ripartitore elettronico della frenata (EBD). Garanzia di tre anni o 100 mila chilometri. Quanto ai prezzi si suppone possano oscillare tra i 40 e i 50 milioni circa. Allineati con quelli della rivale numero uno: la Toyota Rav 4 a 5 porte.

26 settembre 2000


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