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Lotus Elise


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Più bassa, lunga, larga e cattiva. Dopo un lustro di successi, il mito Lotus Elise si rinnova. Occhi da insetto, un'overdose di aggressività e la solita leggerezza tanto esaltata dal fondatore della factory inglese Colin Chapman. Ha il carattere grintoso della precedente edizione ma dovrebbe essere più confortevole e piacevole da guidare

L'Elise è stata l'auto che ha traghettato la Lotus verso l'epoca più dorata della sua storia.

Soprattutto perché, dopo un periodo buio, ha incarnato i concetti alla base della produzione che avevano fatto la fortuna della Casa negli anni ’60 con la Elan: peso contenuto e piacere di guida estremo. Chi ha avuto la possibilità di mettersi al volante di una o dell'altra, sa di cosa stiamo parlando...

Da questo mese, in una nuova linea di montaggio nella sede di Norwich (quella della "vecchia" Elise resta attiva e assembla anche la Opel Speedster ), parte la produzione della seconda generazione della piccola sportiva britannica. Progettata con l'ausilio del computer in un solo anno (la prima volta per una Lotus), la nuova barchetta inglese mette in mostra un look più muscoloso.

Nel frontale spiccano i piccoli fari rotondi a doppia ottica, ispirati da quelli della futura M250 (l'erede della Esprit, esposta come prototipo a Francoforte nel1999 e disponibile dal prossimo anno), racchiusi da una calandra di plexiglas lunga e sottile, insieme a grandi prese d'aria. Nel profilo risaltano le profonde aperture nei parafanghi posteriori per raffreddare i freni, insieme ai cerchi d'alluminio a 6 razze da 16" davanti, con pneumatici 175/55, e da 17" dietro, con scarpe 225/45. Poche modifiche alla coda: quattro fanali rotondi e, più in basso, due tubi di scarico che alimentano l'immagine aggressiva e racchiudono la targa.

Ognuno dei nuovi elementi della carrozzeria dell'Elise

è prodotto in Francia con sofisticate attrezzature. Grazie a un innovativo processo costruttivo vengono impiegati pannelli in composito più sottili e leggeri rispetto alla tradizionale fibra di vetro, tanto che, nonostante le dimensioni più importanti (la barchetta inglese è ora più lunga e più bassa di sei centimetri e più larga e vicina al suolo di uno), il peso a vuoto è contenuto in soli 710 Kg.

Le modifiche al telaio, sempre in estrusi d'alluminio anodizzato, dovrebbero garantire migliori doti di tenuta di strada e stabilità alle alte velocità, sia su asciutto sia sul bagnato. Oltre a una maggiore reattività dello sterzo per un piacere di guida ancora più elevato. Anche l'accesso a bordo e il comfort dovrebbero essere migliorati. L'hardtop è statoriprogettato e ha due parti apribili ad ala di gabbiano che facilitano l'accesso.

Montato in posizione centrale trasversale il motore è sempre il 4 cilindri della Serie K della Rover di 1796 cc con doppio albero a camme in testa e 16 valvole, con centralina modificata dalla Lotus perottemperare alla normativa sulle emissioni inquinanti Euro 3, capace di erogare una potenza massima di 118 CV a 5500 giri e 168 Nm di coppia a 3500 giri. Quanto basta per spingere questa sportiva "peso piuma" oltre i 200 km/h di velocità massima e proiettarla da 0 a 100 km/h in soli 5"7 e da 0 a 160 km/h in 17"2. Prestazioni da supercar con consumi da berlina di famiglia: la percorrenza media è di 13,6 km/l.

Minuscolo e sempre alle spalle del propulsore, il vano bagagli ha una capacità di 115 litri. Il serbatoio del carburante è di 38 litri, sufficienti per assicurare all'Elise un'autonomia media di circa 515 km. Attesa in Italia entro la fine dell'anno la versione base dovrebbe costare circa 70 milioni di lire. Garanzia di un anno o 19 mila chilometri, 8 anni sulla corrosione passante.

16 ottobre 2000


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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