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Winter Marathon 2012: oltre 300 foto in HD


Avatar Redazionale , il 23/01/12

9 anni fa - Una ricca gallery racconta per immagini la Winter Marathon 2012

Una ricca gallery racconta per immagini la Winter Marathon 2012, una tra le più affascinanti gare di regolarità per auto d'epoca.

CIASCUNO A MODO SUO Sarà la scoperta dell’acqua calda ma ci sono davvero tanti modi per darsi al collezionismo di auto d’epoca. C’è per esempio chi si limita ad accumulare modelli su modelli, un po’ come farebbe un robivecchi, mentre altri conservano alcuni esemplari pregiati come se fossero le reliquie di un santo, trasformando il salotto di casa in un piccolo museo. Molti sono però anche quelli che non si rassegnano all’idea che le loro arzille vecchiette vadano definitivamente in pensione e le tengono in ottima forma, portandole su strade ben diverse dal proverbiale viale del tramonto.

DIECI PASSI Per vedere all’opera questi ultimi, stakanovisti del volante ho fatto un salto a Madonna di Campiglio, per la Winter Marathon 2012, gara di regolarità nata nel 1989 e da allora guadagnatasi un posto di spicco tra le manifestazioni più importanti del genere. I suoi numeri, d’altro canto, dicono già molto sul fascino di questa maratona del volante: circa 410 km di strade di montagna, con una decina di valichi alpini da superare in pieno gennaio, inerpicandosi nel buio della notte fino agli oltre 2.200 metri dei passi Pordoi e Sella. Il tutto condito magari, come è accaduto quest’anno, da un’abbondante spruzzata di neve.

RICCHI SI’, MA DI PASSIONE Ma che gente è quella che popola l’elenco dei partenti di queste gare? Tra i circa 160 iscritti della Winter Marathon 2012, provenienti da dieci Paesi diversi, c’è davvero di tutto. La prima annotazione, doverosa, va al fatto che non si tratta di una manifestazione riservata a soli nababbi. Ok, ci sono anche quelli che, chiacchierando candidamente, ammettono di avere in garage svariati milioni di euro in vecchie macchine da corsa. Girando per il piazzale della partenza si trovano però anche persone che sembrano ricche più che altro di passione. Ovunque si guardi, appare evidente come sia proprio l’amore per auto d’epoca a fare da denominatore comune all’ambiente, più degli zeri sul conto in banca e a prescindere dal verdetto del cronometro.

NON SOLO SANGUE BLU La quota d’iscrizione non è esattamente popolare ma a livello di mezzi partecipanti ce n’è un po’ per tutti i gusti e tutte le tasche. I pezzi che lasciano a bocca aperta e che valgono come una villa in Sardegna non mancano. Al via ci sono però anche sobrie Alfa Romeo Giulia e Fiat 600 Multipla, che ai loro tempi erano tutte casa e lavoro e che oggi si comprano a cifre ancora ragionevoli.

PORSCHE UBER ALLES Dei 25 marchi presenti al via, quello più rappresentato è tuttavia Porsche, e non solo per il fascino delle sue macchine o perché il Centro Porsche Brescia è legato a doppio filo con l’organizzazione. Dalla 356 alle prime 911, le macchine di Stoccarda hanno una meccanica semplice e affidabile ma anche elastica e brillante in uscita dai tornanti. E quando si rompe qualcosa non ci sono mai difficoltà a reperire i pezzi di ricambio.

QUESTIONE DI PRECISIONE Giusto per la cronaca, dopo 40 prove cronometrate, 5 controlli orari e uno a timbro, a vincere la Winter Marathon 2012 sono stati Ezio e Francesca Salviati su Lancia Aurelia. Padre e figlia hanno sbaragliato una concorrenza qualificata come quella di Giuliano Cané, uno che sul podio delle gare di regolarità potrebbe anche prendere la residenza. Proprio Cané, navigato da Gianmarco Rossi e a sua volta al volante di una Lancia Aprilia, ha poi preso la sua rivincita nel Trofeo Tag Heuer Barozzi, la sfida a eliminazione diretta svoltasi nell’ovale ghiacciato nel centro di Madonna di Campiglio, dimostrando un’incredibile costanza nel compiere il giro nel tempo imposto dal regolamento. Per rivivere tutte le emozioni della gara e rifarsi gli occhi con una carrellata delle macchine schierate al via della Winter Marathon 2012 non resta a questo punto che scorrere la gallery: ci sono oltre 300 foto da guardare una per una.


Pubblicato da Paolo Sardi, 23/01/2012
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