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Super Bowl 2011: tutti gli spot dell'auto


Avatar di Luca Cereda , il 07/02/11

10 anni fa - Tutti gli spot dell'auto che hanno visto oltre 110 milioni di telespettatori del Super Bowl 2011

Gli spot dell'auto che hanno visto oltre 110 milioni di telespettatori del Super Bowl 2011, l'evento dell'anno in Usa. Per 30 secondi di celebrità le Case pagano milioni di dollari.

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SUPER IN TUTTO Cosa spinge le Case automobilistiche a pagare quasi 3 milioni di dollari (perché c’è la crisi, altrimenti anche molto di più) per 30 secondi di “passaggio televisivo”? La risposta è piuttosto complessa e meriterebbe svariate riflessione. In un parola, però, basta dire: il “Super Bowl”.

A ME GLI OCCHI Per le massaie del Belpaese, ma anche per tanti appassionati di sport abituati solo a palle rotonde, è una strana parola che ogni anno riecheggia agli inizi di febbraio e che in qualche modo riguarda gli Stati Uniti. Cosa succede? Due squadre di Football – laggiù lo sport più popolare del Paese – si affrontano in un’unica partita che vale tutta la stagione: chi vince è campione, chi perde piange per una settimana. E per conoscerne l’esito, l’America si ferma, si raduna davanti al televisore e per tre ore e mezza non distoglie gli occhi dallo schermo armata di birra, ali di pollo fritte e ketchup. Tre ore e mezza di cui solo una è di gioco effettivo: in mezzo ci sono replay, balletti, mini-concerti e, appunto, spot televisivi.

PIATTO RICCO… Apparire diventa dunque è fondamentale, non solo perché l’intera America guarda (il Super Bowl è il programma più visto della storia degli USA) ma anche perché questo spettacolo ha da sempre catalizzato gli sguardi degli appassionati da ogni latitudine. E’ uno show, un evento mondiale, non solo una partita, con intorno un giro d’affari principesco: ecco perché, semplificando parecchio, i marchi più noti spendono tanto per metterci lo zampino. Nel 45° Super Bowl di sabato notte ci sono stati numerosi spot televisivi di auto, "commercial" come dicono in Usa. La cosa curiosa, però, è che di “commerciale”, nel senso che solitamente attribuiamo noi alla parola, spesso hanno ben poco.

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MI CI FICCO… Succede che eventi importanti come il SuperBowl siano palcoscenici mediatici dalla cassa di risonanza e dall’audience talmente vasta (e globale) da mettere in secondo piano la missione di vendita; tant’è vero che se c’è qualcosa che accomuna buona parte degli spot-auto destinati a transitare sullo schermo della Cbs durante il Super Bowl, questo è il ruolo sovente marginale del modello di auto pubblicizzato. Invece che comunicarne caratteristiche e prezzi, si cerca di catturare l’attenzione dello spettatore con messaggi indiretti, solo così si può sperare di diventare, solo per un attimo, più interessanti di un touchdown o di un placcaggio.

CHI PASSA DI QUI Nelle pause di Pittsburgh Steelers vs. Green Bay Packers si sono visti comparire la Hyundai Elantra, la VW Passat,  la Chevy Camaro, una delle poche a recitare un vero ruolo da protagonista nei due spot a lei dedicati: prima in versione Bumblebee - il Transformer hollywoodiano che si genera appunto da una Camaro - poi come protagonista di un inseguimento mozzafiato con alla guida una… maestrina delle elementari. C'è stato anche un secondo spot del nuovo VW New Beetle, del quale si intravede la sagoma stilizzata attraverso le fattezze di un maggiolino e, a sorpresa, uno spot Chrysler con protagonista il rapper Eminem.

EXTRALARGE Quest’ultimo merita un discorso a parte, e non solo perché dura il quadruplo degli altri (2 minuti) ed è costato poco meno di nove milioni di dollari (oltre 6 milioni e 650mila euro). Si tratta soprattutto del primo spot pubblicitario di Chrysler approvato da Sergio Marchionne, quello al quale ha affidato il rilancio dell’immagine di Chrysler nei confronti degli americani. Anche qui, il messaggio va ben oltre il commerciale, anche se, nella fattispecie, la nuova Chrysler 200 gioca un ruolo importante sul piano visivo.

LA CITTA’ DEI MOTORI Il contenuto dello spot richiama fortemente a quell’America che è spesso ai margini dell’immaginario collettivo, fatta di piccole e grandi città sorte attorno a grandi industrie, e più in generale al lavoro (concetto richiamato da diverse immagini). “Non siamo a New York”, dice la voce dello spot, ma nella “Città dei motori”, ribadisce Eminem alla fine, lui che nella città dei motori ci è cresciuto e ci ha girato un film. Come a voler rassicurare qualcuno che qui (in Chrysler), c’è gente che sa quello che fa.   


Pubblicato da Luca Cereda, 07/02/2011
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