In pista con:

Kia Rio Dunlop Cup 2008


Avatar Redazionale , il 26/05/08

13 anni fa - Piloti per un giorno

Logistica e costi sono un freno alla passione per le corse? La soluzione è un trofeo monomarca "all inclusive", con l'auto in uso e tutto compreso nel prezzo, dall'assistenza, alle gomme, passando per i pasti. Cronaca di un weekend negli insoliti panni (ignifughi) del pilota, tra i cordoli di Adria sotto un'acqua torrenziale.

CHIAVI IN MANO Vi piacerebbe l'idea di provare a correre in pista ma vi spaventa l'idea di dover organizzare tutto e soprattutto temete che, una volta imbarcati nell'impresa, le spese lievitino fuori controllo? Niente paura: la risposta alle vostre esigenze potrebbe venire da un campionato "chiavi in mano", come per esempio la Kia Rio Dunlop Cup. Per scoprire come funziona ho provato a partecipare alla seconda delle sei gare del calendario, cinque in programma ad Adria e una sul circuito di Magione.

FERMI LA' Il perché di una scelta stanziale di questo genere è presto detto. La formula del campionato, che si corre a coppie, con i due piloti impegnati in una manche ciascuno e classifica generale stilata sulla somma dei due tempi, è di quelle "all inclusive". L'iscrizione costa 16.000 euro più iva e garantisce tra le altre cose le visite mediche e il rilascio della licenza direttamente in pista, l'uso della macchina nei weekend di gara e i materiali di consumo come gomme e freni, oltre all'abbigliamento da gara (tuta, casco, sottocasco, guanti e scarpe) e da tempo libero. Insomma, dover muovere tutto quanto creando una carovana che si sposti di volta in volta da una pista all'altra farebbe salire troppo i costi. E poi, sinceramente, è facile affezionarsi alla comodità di un paddock coperto come quello della pista veneta, specie in un weekend all'insegna delle nuvole grigie e della pioggia.

COLPO DI FORTUNA Che i meccanismi siano ben oliati si capisce appena si arriva in pista il sabato mattina. La consegna della tuta e del resto dell'armamentario è rapidissima e il disbrigo di tutte le pratiche burocratiche non è da meno. Mentre completo la vestizione a mo' di torero "trovo" anche il mio compagno di avventura. Il buon collega Corniche, che doveva far coppia con me, si è dato malato all'ultimo momento e urge un rimpiazzo. Alfredo Salerno, uscito con i gradi di pilota di riserva dalle selezioni della Dunlop Drivers Cup, ha la fortuna di essere al posto giusto nel momento giusto. Quando capisce, ascoltando una chiacchierata ad alta voce, che c'è un sedile libero per completare l'equipaggio numero 2, quello con le insegne di Injectiontv.it,si propone come volontario e viene ingaggiato a scatola semichiusa su due piedi. Abile e arruolato!

STRIPTEASE Tocca proprio a lui rompere il ghiaccio e guidare per primo la Rio in versione Dunlop Cup, spogliata di tutti gli arredi e messa giù da guerra. La ricetta prevede come ingredienti sedile e cinture da corsa, volante sportivo, roll-bar a gabbia e display per i tempi sul giro. Meno appariscenti ma più importanti per il tempo sul giro sono poi l'assetto racing, l'impianto frenante Tarox e la cura ricostituente per il motore. Il turbodiesel 1.5 passa dai 110 cv standard ai 140 della configurazione pistaiola grazie a un nuovo scarico e all'accordatura della centralina.

APPRENDISTATO Il turno delle prove libere dura pochino, giusto mezzora, da dividere democraticamente in due. Il quarto d'ora scarso che tocca a ciascuno serve a malapena per prendere confidenza con la pista, preventivamente studiata a casa grazie ai video on board caricati su YouTube. L'ultimo dei nostri problemi è quello del cronometro: c'è da imparare in fretta e alla fine siamo soltanto undicesimi. Le prove ufficiali durano a loro volta mezzora, in cui ogni pilota ha a disposizione due soli giri cronometrati, oltre a quello di lancio e di rallentamento. Con la pioggia che inizia a cadere fine fine, tutti si buttano in pista, temendo che la situazione possa peggiorare a breve. La scelta è sbagliata, perché negli ultimi minuti le condizioni dell'asfalto migliorano un po' ma per noi i giochi sono ormai fatti. Alfredo e io siamo entrambi noni nella griglia delle rispettive manche.

DILUVIO UNIVERSALE La pioggerellina del sabato lascia il posto alla domenica a una sorta di diluvio universale. Quando parte la gara 1, Alfredo potrebbe indossare la muta al posto della tuta ignifuga. L'acqua scende così forte che il direttore di gara decide di fare entrare in pista tre volte la safety car nonostante - e diciamo anche per fortuna - non ci siano incidenti lungo il circuito. Il mio compagno - presidente dello Ski Club Verona ed esperto della guida sulla neve, oltre che ex kartista - compie una rimonta clamorosa e sotto la bandiera a scacchi è quarto. Peccato che uno dei suoi sorpassi sia avvenuto in regime di bandiera gialla e che scattino 10 secondi di penalità che ci fanno scivolare in sesta piazza, meglio di quanto avremmo comunque potuto sperare in partenza, da esordienti assoluti.

DANZA DELLA PIOGGIA La pioggia è in fondo per noi unabuona alleata. Chi corre lo fa quasi sempre con le slick e scendere in pista sul bagnato con gomme stradali azzera il vantaggio dei veterani e mette tutti sullo stesso piano. Anche io faccio quindi la danza della pioggia e vengo accontentato: quando è il mio turno la pioggia è più debole ma il tergicristallo è destinato a restare comunque in funzione per tutta la manche. La partenza lanciata è un'emozione notevole; tuttavia, nell'imbuto della prima curva riesco a sfruttare bene la posizione esterna e a guadagnare una posizione. Un altro sorpasso mi viene messo su un piatto d'argento da un errore di chi mi precede e mi assesto in settima posizione.

IN CRESCENDO Quando dopo un po' di tornate vedo che i primi sono ancora lì vicini e provo a forzare, purtroppo l'incantesimo si spezza. Perdo la concentrazione e mi metto a guidare come un principiante, maltrattando il volante. Frenare più tardi e fare meno strada possibile in curva si rivela la scelta peggiore in condizioni di aderenza molto precaria. Il motore diesel della Kia Rio ha una buona coppia e se si vuole uscire svelti dalle curve bisogna andarci piano con lo sterzo e l'acceleratore. Finisco col fare una paio di dritti e, innervosito, scivolo nuovamente in nona posizione. A questo punto decido di provare a cambiare stile e traiettorie, girando largo e, come per magia i tempi si mettono a scendere. Nelle fasi finali sono il più veloce in pista e riesco a riacciuffare la settima piazza con due sorpassi negli ultimi tre giri. Alla fine la somma dei tempi ci porta al quinto posto assoluto, primi tra gli esordienti, e ho un sorriso ebete stampato sulla faccia per aver ottenuto il secondo miglior giro di manche, che è anche il quarto più veloce dell'intera giornata.

MUCHO GUSTO A mente fredda affiora un po' di rammarico per aver capito tardi come affrontare la pista bagnata ma il risultato finale è comunque lusinghiero, essendo stato ottenuto senza aver mai girato né ad Adria né con la Kia Rio. Proprio la compatta coreana è una piacevole sorpresa. Sincera e divertente, può essere considerata una buona nave scuola (alla Dunlop Cup ci si può iscrivere già a 16 anni) oppure come anche una valvola di sfogo per qualsiasi appassionato. Le prestazioni non sono certo da supercar ma sforzarsi di essere veloci con una guida pulita e battagliare con uno stuolo di gentleman driver corretti e sportivi è davvero un piacere.


Pubblicato da Paolo Sardi, 26/05/2008
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