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La storia del Double Chevron


Avatar Redazionale , il 25/02/09

12 anni fa -

Sempre uguale e sempre diverso, ecco la storia (per sommi capi) del doppio Chevron che si accompagna ad una comunicazione lunga ormai novant'anni.

MUTATIS MUTANDIS Dalle origini ad oggi è protagonista su carta stampata, insegne di concessionari, officine e cofani più o meno gloriosi. Prima alto e stretto, poi larghissimo, poi piccolo e minimalista. In accordo ai tempi e alle carrozzerie. Quasi sempre cromato. Dal radiatore solcato della Traction Avant alla bocca schiacciata della Dyane, dalla Citroën Maserati.... alla Saxo. Passando per la grandeur di varie auto Presidenziali fino al presente.

SEGNO SUL WEB Fatto anche di showroom sugli Champs-Elysées e monitor con pixel colorati per un sito web completamente rinnovato. A proposito, a testimonianza del "potere del web" in Citroën hanno scoperto che sette clienti su 10 si informano prima su Internet... aspettiamoci novità anche sulla strategia web. Sia come sia il Double Chevron ha sempre firmato le creature metalliche francesi più originali, e tanto è entrato nell'immaginario collettivo che, a ben vedere, ha continuato a cambiare.

INGRANAGGI IN MOVIMENTO Pure l'idea creativa di base nasce da felici intuizioni e associazioni. Il Double Chevron, secondo la leggenda che pare verità, riprenderebbe (in parte) l'impronta degli ingranaggi prodotti agli albori del novecento proprio dalle officine Citroën prima che si dedicassero alle automobili. Fatto sta che la doppia traccia dell'ingranaggio stilizzato ha accompagnato dal 1919 (era la Type A) tutte le auto firmate dal nobile casato. E per una volta ci sentiamo di dire che sono state le idee coraggiose a rendere famoso un marchio semplice... e non viceversa.

STORIE DI COMUNICAZIONE Come originali nel corso degli ultimi novant'anni sono sempre state le strategie di comunicazione e anche gli spot televisivi: chi ha più di trent'anni probabilmente ricorda quello con Grace Jones robotica che inghiottiva la CX... e poi la digeriva. E sempre Citroën è stata tra le prime Case costruttrici al mondo, erano gli Anni Venti, a sperimentare la "finanza automotive", proponendo la formula dell'acquisto rateale. E sempre tra le prime ad avere, quando non era scontato, concessionarie e autofficine griffate in esclusiva.

MARKETING ARTISTICO E, sono le stesse parole di Vincent Besson che oggi cura e diffonde il verbo del marketing Citroën, solo la Casa del doppio Chevron con il suo carico di fascino e originalità, maturato e alimentato nel tempo, poteva permettersi di chiamare un'auto con il nome di un pittore senza sembrare ridicola. Associazione che sembra quanto mai appropriata per l'ultima incarnazione "space box" della C3 Picasso, cubista come l'artista spagnolo.

DESIGN E LOGHI Nel corso del tempo poi il Double Chevron ha influenzato anche il design delle vetture, assumendo dimensioni e a volte forme variabili sui cofani delle auto, peculiarità delle ultime scelte stilistiche della Casa: su auto come C4, C5 e C6, tanto per fare alcuni esempi, contribuisce con evoluzioni stilistiche ad hoc a caratterizzarne il frontale in misura superiore a quella riservata, normalmente, ai segni distintivi. Anche qui una strada originale per dare evidenza al proprio DNA, quando le altre Case si limitano semplicemente a ingrandire gli stemmi.


Pubblicato da Luca Pezzoni, 25/02/2009
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