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Diventa pilota ufficiale con MotorBox/ I consigli di Sigfried


Avatar Redazionale , il 26/05/06

15 anni fa -

A pochi giorni dal termine della Dunlop Drivers Cup, è già tempo di pensare alla prova più dura: l'esame sul campo, dal quale usciranno i due piloti che parteciperanno alla Sei Ore di Misano del prossimo anno. Come si supera la prova finale? E come ci si comporta una volta in pista? Lo abbiamo chiesto al giudice del concorso: Siegfried Stohr.

Ex pilota di Formula Uno e fondatore vent'anni fa della scuola di guida sicura GuidarePilotare, Siegfried Stohr è il giudice che esaminerà sul campo i 200 finalisti della Dunlop Drivers Cup. Sarà lui, con l'ausilio dei suoi istruttori, a stabilire chi saranno i due piloti ufficiali del team Dunlop Racing che parteciperanno alla Sei ore di Misano del prossimo anno. E sarà ancora lui a preparare i fortunati vincitori ad affrontare senza problemi le insidie e i pericoli di una vera gara in pista. Quali saranno i suoi metri di giudizio? Quali prove i 200 finalisti dovranno superare per ambire al titolo di pilota ufficiale? E a quale preparazione verranno sottoposti prima di affrontare la bagarre di una gara contro il tempo e contro piloti navigati? Ecco cosa ci ha risposto.

D. Quali sono gli aspetti che valuterà con più attenzione durante le selezioni?
R.
Ciascuno dei 200 finalisti seguirà un vero e proprio corso di guida ed è proprio durante il corso che verrà valutato. I tre criteri di giudizio fondamentali saranno la velocità, la tecnica di guida e la capacità di controllo dell'auto, cioè la sicurezza globale. Gli istruttori che affiancheranno i candidati daranno molta importanza anche alla sicurezza con cui i concorrenti si eseguiranno le manovre e terranno in considerazione anche il margine di miglioramento di ciascuno di loro, prova dopo prova. Si arriverà dapprima a selezionare 12 finalisti e quindi a stabilire chi saranno i due piloti ufficiali, più una loro riserva.

D. In base alla sua esperienza, quali sono i principali limiti che manifestano i concorrenti? Quali sono i difetti su cui dovete lavorare di più e su cui cadono i candidati?
R.
La cosa che riesce peggio è di solito la frenata. Molti sono incerti quando devono schiacciare sul pedale, come se temessero reazioni strane dall'auto che, frenando a volante diritto, non si manifestano. Così facendo non sfruttano tutto il potenziale dei freni. In pista vuol dire essere più lenti ma in strada significa mettere in gioco la propria sicurezza, oltre all'incolumità di tutti. Spesso, poi, sono in tanti a far pasticci con il volante. Oggi come oggi si guida soprattutto in città o in autostrada. Quando iniziano le curve si vede che mancano la pratica e una valida tecnica di guida.

D. Ultimate le selezioni, come preparate i piloti al debutto in gara?
R.
La preparazione consiste nel classico corso di Guida Sportiva della durata di due giorni. Il suo programma è molto completo e affronta ogni questione relativa della guida. Pensando alla gara curiamo in modo speciale le traiettorie in curva e la confidenza con l'alta velocità.

D. Se si dovesse mettere nei panni dell'uomo della strada catapultato in pista, quali sono gli scogli più grandi che deve imparare a superare?
R.
Quando si è in pista e al volante di un'auto da corsa occorre pensare in modo diverso dal solito e capire come sfruttare al meglio le potenzialità della vettura. La cosa più importante è essere veloci, che molti pensano equivalga a frenare il più tardi possibile e accelerare decisi al più presto. Questa tecnica aggressiva è spesso sbagliata: l'aggressività al volante alla lunga non paga. E' molto meglio guidare in scioltezza, alla ricerca della massima scorrevolezza. La Sei Ore di Misano è lunga e risparmiare il mezzo è fondamentale.

D. Immaginiamo sia lo stesso anche per le gomme...
R.
E' esattamente uguale. Nella scuola GuidarePilotare, così come in gara, usiamo gomme Dunlop, che offrono al guidatore grande sensibilità in appoggio, ma occorre trattarle bene. Bisogna evitare di "spiattellarle" in frenata e di fare lavorare troppo la spalla in curva, usando il meno possibile lo sterzo. In una gara di durata, poi, è sempre bene guidare al 99% delle proprie possibilità piuttosto che al 100, se non in casi eccezionali.

D. Quale consiglio può dare ai canditati sulla base dell'esperienza maturata nelle edizioni precedenti?
R.
Il consiglio è quello di mantenere sempre calma e lucidità. Il team ufficiale Dunlop ha più volte trionfato in passato quando i piloti, pur essendo al debutto assoluto, sono riusciti a tenere a freno la loro l'emotività. Certo, non è facile quando ci si trova nel bel mezzo della bagarre e davanti a un folto pubblico, sottoposti a una pressione mai provata prima. Ma ci si deve sforzare di esserlo. Non a caso, il motto della scuola GuidarePilotare è: "La sicurezza è un equilibrio mentale". Discorso che può valere anche per la velocità.


Pubblicato da Redazione, 26/05/2006
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