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Renault Vel Satis


Avatar Redazionale , il 30/01/02

19 anni fa -

Quanto basta. Anzi, molto di più. Mentre gli altri si affannano nell'ideazione di concept car che la maggior parte delle volte non vedremo mai dai concessionari, i prodotti Renault prendono quasi sempre una forma concreta. Come la Vel Satis (il cui nome latino significa appunto "quanto basta"), la nuova ammiraglia - cioè vecchia, antica, ma solo nel nome - che dagli stand dei saloni si butta in strada. Con una faccia che non si può non notare, nel bene o nel male.

Troppo facile ispirarsi a Bmw o Mercedes. Nasce l’ammiraglia top di gamma su misura per l’utente anticonformista. Renault ha trovato più stimolante prendere spunto dalle recenti innovazioni di Case come Saab o Volvo. Come dire: lusso sì, ma anche personalità. Alla Renault affermano infatti che il target di Vel Satis è l’uomo cosmopolita, colto, dinamico. Noi, un po’ malignamente forse, riteniamo che tutti questi aggettivi altro non siano che termini eufemistici per dire "più giovane". Eh sì, perché Vel Satis il botto lo farebbe proprio diventando l’ammiraglia preferita dai 35-40enni, quella fascia di persone di successo ma ancora giovani, che è poi l’unica capace di creare davvero le tendenze. Senza problemi monetari, aggiungiamo.

Difficile stabilire oggi se la Casa francese abbia visto giusto, certo è che non sarebbe la prima volta che un’auto apparentemente troppo all’avanguardia, progettata dai designer Renault, stupisse tutti e conquistasse i consensi di tutti. È già successo con la R4, quindi con la Twingo, infine con l’Espace, da anni la regina delle monovolume compatte. I presupposti comunque ci sono tutti: la Vel Satis è ben lontana dall’essere la classica berlina a tre volumi, strizza invece l’occhio alle monovolume. Il prezzo, anche lui, non manca di carisma: circa 42.000 Euro. Si attende per la prossima primavera.

Lo stile
La francese ha un posteriore compatto e schiacciato, mentre il cofano anteriore segue quasi la medesima linea del parabrezza. Il frontale dà grande importanza alle geometrie, ha poche rotondità, ma nel complesso è gradevole ed essenziale. I grandi gruppi ottici posteriori ricordano altre concept che si apprestano a fare la comparsa sulle nostre strade, come la Avantime. In mezzo a questi campeggia, cromata, la scritta Vel Satis, in una grafia che vuole ricordare quella epigrafica dell’Età Classica. Per la verità, forse questa misura poteva anche essere evitata, in pochi l’avrebbero rimpianta...

Da ammiraglia sono le dimensioni: 4,86 metri di lunghezza totale per 1,86m di larghezza e 1,57m di altezza. Tutto, ma non mancano le arditezze grafiche. Ci hanno abituato così le matite della "R", del resto: sarebbe una delusione il contrario. Siano quei faroni che debordano dal muso fino a fianchi e spalle, sia il gradino che segna la linea di cintura senza timidezze, siano gli archi e i profili tesi sparsi un po’ ovunque. Senza parlare della provocazione vera, la vista posteriore bassa e ingobbita, nuova e troppo avanti o forse indietro, e insomma folle. Risultato: VS si ritaglia uno spazio di originalità che la pone in una condizione di vantaggio – o di svantaggio, è soggettivo - rispetto alla concorrenza.

L'abitacolo

L’innovazione sarà non tanto nei materiali, quanto nel modo di utilizzarli. A farla da padrona nell’arredamento della nuova ammiraglia sono la pelle ed il legno, ma disposti in maniera da creare un’atmosfera inconfondibile. Il legno usato è scuro e verniciato, mentre la pelle che riveste i sedili è decisamente più chiara, in modo da giocare abilmente con i contrasti cromatici, e dando grande risalto ad alcuni particolari, come gli inserti di legno nelle portiere e, soprattutto, la strumentazione e il cambio sequenziale con il pomello in legno e la base in metallo cromato. Lo spazio interno è davvero tanto: tutta la vettura è studiata per regalare il maggior comfort possibile. In quanto ad abitabilità, poi, non ha nulla da invidiare a una Voyager o a una Espace.

L’ammiraglia Renault del 2002 evidentemente non poteva fare a meno di alcune dotazioni che per ora sono quasi fantascientifiche. Su Vel Satis si dovrà poter ascoltare musica come in teatro e vedere film meglio che al cinema. Questa l’idea dei progettisti. La soluzione è uno schermo ad alta definizione con lettore DVD, sul quale i passeggeri posteriori potranno vedere film, ma anche giocare alla Play Station: la qualità dell’audio sarà invece assicurata da un sistema definito Grand Auditorium, con lettore multichanger a 6 CD e quattro casse da 40 Watt. Ovviamente non poteva mancare il navigatore GPS di ultima generazione incorporato nel cruscotto.

Inediti i sedili anteriori, con la cintura di sicurezza integrata e la doppia regolazione dello schienale. Si può regolare cioè l’angolo tra schienale e seduta, per reclinare la posizione senza allontanare le spalle dal sedile, oltre a intervenire sulla parte anteriore, quella a supporto delle cosce. In tutto saranno cinque le regolazioni previste.

La tecnologia

Come già sulla Laguna II, la chiave è stata sostituita da una carta, che apre la macchina al minimo sfioramento di una delle maniglie da parte del conducente e, quando viene inserita (per avviare il motore c’è il tasto Start), dà il benvenuto regolando i sedili e il volante, ma anche il climatizzatore, i retrovisori e lo stereo – con le sei stazioni memorizzati, i bassi, gli alti e il bilanciamento - a seconda dei dati memorizzati. Ti riconosce, in pratica, e si adegua ai tuoi gusti. Non solo: ogni volta che si utilizza, la carta memorizza svariate informazioni (livello di carburante e olio, chilometraggio, pressione pneumatici, diagnosi antinquinamento) per poi trasformarsi un una sorta di Bignami digitale della propria vettura.

Tra gli altri, innumerevoli, accorgimenti tecnologici – sensori per luminosità, pioggia, parcheggio, irraggiamento, tossicità dell’aria interna, umidità per prevenire l’appannamento -, ci sono i due airbag frontali adattativi, i quattro laterali ed i due a tendina. Scompare poi il vecchio freno a mano, sostituito dalla versione automatica, che si attiva allo spegnimento del motore, disinnestandosi alla ripartenza. Al posto della classica leva, quindi, un vano portaoggetti.

I motori

Non esiste ammiraglia senza caratteristiche dinamiche di primo piano: Renault ne è consapevole, e si è attrezzata anche per questo. Le versioni superiori saranno equipaggiate con motori sei cilindri a V, affiancati dalla scelta più cheap dei quattro cilindri.

Il 3500 V6 a benzina, 24 valvole, da 245 cavalli a 6000 giti basta e avanza

per animare di sufficiente grinta un’auto di queste dimensioni (235 all’ora e 8,3 secondi per toccare i cento). Si tratta del primo motore nato dall’alleanza di Renault con Nissan, dotato di un’ottima coppia (330 Nm a 3600 giri), la cui curva è ottimizzata di volta in volta a seconda dei regimi del motore grazie ad un dispositivo di recentissima progettazione. Sarà comunque disponibile anche un’unità diesel da 3 litri a sei cilindri e ventiquattro valvole con iniezione diretta common rail (210 all’ora e 10,5 secondi per lo scatto): 180 i cavalli erogati a 4400 giri, e una coppia di 350 Nm a 1800 giri.

Per i quattro cilindri si parla del 2.0 litri 16V a benzina da 165 cv a 5000 giri e 250 Nm di coppia da 2000 a 4250 giri (210 orari di massima e 9,6 secondi per accelerare da zero a cento) sovralimentato dal turbo a doppia entrata Twin Scroll e del turbodiesel 2.2 dCi da 150 cv a 4000 giri e una coppia massima di 320 Nm a 1750 g/min (200 di punta e 10,9 per l’accelerazione).

Il cambio sarà il manuale a sei velocità PK6, presente su Laguna II e Avantime o l’automatico Proactive sequenziale a cinque rapporti. Sul fronte delle sospensioni, la novità è invece in quelle posteriori, multi-link, con il nuovo sistema multibraccio di tipo trigonale, brevettato da Renault, che dovrebbe garantire una eccezionale stabilità, insieme ai cerchi da diciassette o diciotto, al controllo dinamico della guida ESP, antipattinamento ASR e assistenza alla frenata di emergenza AFE.


Pubblicato da Redazione, 30/01/2002
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