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Hummer H2 SUT


Avatar Redazionale , il 22/04/03

18 anni fa -

Tac: SUT. Volevate farne a meno? Ecco l'ultimo acronimo in un'orda di sigle. Sport Utility Truck, ecco cos'è. E provate ad avere qualcosa da ridire. Andateci voi dall'Hummer SUT a dire che non se ne sentiva la mancanza dell'ennesimo acronimo. Le vedete le dimensioni? Ecco. Quella sagomaccia dell'Hummer si apre. Da farci un pensierino per la bella stagione.

Prologo. L’Hummer fa storia a sé. Per cercare di entrare nell’ordine di idee del mezzo, si sappia che la gente si gira, si sgomita, punta il dito, sorride, strabuzza. Ma non qui, non in una verosimile stradina italiana, ma sulla 5th, a New York. Anche e soprattutto, lì: testimone. Detto tutto. Ci siamo intesi sul carisma, il fascino almodovariano, l’eleganza cattiva del mostro che ha abbandonato le trincee e si è spazzolato via la polvere, per buttarsi nei parcheggi dei teatri alla moda.

Bene. Dopo l’Hummer 1, abbiamo ammirato l’H2, quello, appunto, imborghesito, ingentilito, l’abbiamo provato – pure – rimanendo esterrefatti dalla possanza, dalla facilità di guida, dall’esasperazione, dal meraviglioso nonsenso. Finito il prologo. Arriva, ora, la terza crazione della famiglia. Il SUT. Prendi un Hammer e mozzagli la coda. Mozzagliela con decisione, chiaramente, come stile di Casa impone. Zac, secca. Con angoli retti presi con goniometri americani.

Per il tempo libero, dicono là, per trasformare un’auto già bella che trasformata, in una contaminazione semovente. Chiariamo: si parla di prototipo, certo, ma conoscendo gli eccessi yankee sarà un attimo vederlo sulla strade di tutti i giorni. Rimane il parsimonioso V8 Vortec di 6000 cc di cilindrata sotto il cofano, rimane la trasmissione automatica a quattro marce e la rigorosa trazione integrale permanente.

E una coda nuova, quindi, per venire incontro all’indomita passione a stelle e strisce per i pick-up. Una vasca comoda per i traslochi; una specie di terrazzo, utilizzando lo spazio della fila posteriore, comodo per dell’altro. E poi addio problemi di come trasportare le bici per il week-end. E soprattutto un dovere morale: veder di comprare "la" bici per il week-end, griffata chiaramente Hammer, per continuare a fare una porca figura anche fuori dalla macchina, sui viottoli di campagna.

Non ci sono certezze sui tempi e i modi di un’eventuale produzione. Ci sono certezze, invece, sulla stranezza intrinseca di certi acquirenti americani. Anzi: americane. Perché pare che parte dei consensi attirati dall’H2 provengano dall’emisfero femmineo. "Ci dà quel livello di testosterone che in noi manca", squittiva felice una tizia con il gomito fuori dall’erculeo mezzo di locomozione.

Perché – lo dice uno studio americano – mentre il 95 % degli acquirenti del vecchio H1 erano uomini (si trattava francamente di un mezzo militare, punto) il 27 % di chi si mette in box un H2 sono donzelle. Perché è strasicuro, regala una singolare sensazione di onnipotenza alla guida: vuoi mettere con che cuor leggero si possono andare a prendere i bimbi all’asilo in Central Park. Pure se piove.

Insomma, parlano i numeri: siamo di fronte al SUV di lusso più venduto del momento negli States, dal lancio dell’estate scorsa. Non ce n’è: piace alle donne. E – continua lo studio – la versione due, più compatta, più carina, ha abbandonato quell’aria da Marine che aveva l’H1, quindi nessuna remora morale sui fatti di cronaca degli ultimi tempi. Un Jeppone, bello e semi-dannato, niente di più. E adesso arriva il pick-up: si attendono scene da mani nei capelli.


Pubblicato da Andrea Sperelli, 22/04/2003
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