Autore:
Marco Rocca
LUCE SUL FUTURO Dopo aver annunciato i piani della società, Wolfgang Durheimer (per chi non lo sapesse il big boss della Bugatti), ha ipotizzato la possibilità di introdurre un sistema ibrido per la Chiron di seconda generazione. La questione pare sia nata da un cliente che ha domandato, in fase d'acquisto, se ci fosse la possibilità di avere una varinate più potente. 
 
UNO O DUE MOTORI Ora, capisco che la potenza non sia mai troppa ma stufarsi di 1.500 cavalli e relativi 1.600 Nm di coppia mi sembra il colmo. Ad ogni modo, che sia vera o meno questa storia, pare proprio che abbiano deciso per un modulo elettrico da accoppiatre al mega propulsore quadriturbo 8.0 litri W16.
 
SOLO PER ANDAR PIU' FORTE A questo punto, fa sapere Durheimer, non si tratterebbe di una Chiron più ecologica, pronta a marciare silente a impatto zero tra i bambini che giocano al parco, ma della sportiva di serie più potente e sconvolgente del pianeta. Di numeri per ora non se ne parla ma a spremere 200 cavalli (o più)  da un'unità elettrica ci si mette poco. Il problema se mai è trovare lo spazio sotto il cofano per batteria e compagnia bella.
 
COME UN FURGONE PORTAVALORI Poi ci sarebbe il discorso sul peso che già con il solo motore termico sfiora le 2 tonnelate. Ecco perchè, per non arrivare a pesare come un furgone portavalori, gli ingegneri devono escogitare qualcosa. Intanto nel 2018 la Chiron tornerà sui 20 km della pista Volkswagen di Ehra-Lessien per tentare di battere il record di 431 km/h stabiliti nel 2010 con la Veyron SS. 
 
 

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