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Audi guarda Avantissimo


Avatar Redazionale , il 13/09/01

20 anni fa -

Che sapessero fare le station wagon lo hanno sempre dimostrato i numeri, ora loro, gli uomini Audi, vogliono spingersi oltre, esagerare e buttare sul tavolo un portento travestito da giardinetta. Ed eccoti uscire dal cappello di Francoforte oltre cinque metri di provocazione, per la serie questo è quello che sapremmo fare se solo volessimo. Il nome non poteva essere altro che il massimo in termini prettamente sintattici: un superlativo.

Prendere un’Avant, aggiungere un "issimo" finale, pomparla, spruzzarle lusso a dismisura ed equipaggiarla con un motore da urlo: semplice la ricetta per schierare il prototipo da salone e sicuro l’effetto. Avantissimo cattura gli sguardi sotto i riflettori del Meno, impossibile il contrario con quelle forme lì, imponenti e cattive, quegli interni fiabeschi, quegli pneumatici da big-foot, quei vetri stretti dalla linea di cintura.

L’invasione della station nel segmento delle ammiraglie di lusso avviene con la prepotenza di un V8 biturbo sovralimentato da 4,2 litri di cilindrata e oltre 430 cavalli di potenza, praticamente lo stesso propulsore che ha portato la R8 sul gradino più alto del podio all’ultima Le Mans. Il cambio è automatico a sei marce con i comandi al volante, la trazione rigorosamente integrale permanente quattro.

E poi giù con le premiere tecnologiche e le chicche strutturali: il telaio è l’High-Tech in alluminio a prova di handling e agilità di marcia, unito alla carrozzeria Audi Space Frame ASF in costruzione leggera di alluminio, al sistema sospensivo pneumatico con ammortizzatori a regolazione continua e tre modalità disponibili, automatica, sportiva e comfort, agli pneumatici Pax di Michelin.

Qualche dettaglio, per rendere l’idea della qualità della vettura: i doppi proiettori con luce bi-xeno ad esempio adeguano all’angolo visuale del guidatore la ripartizione del flusso luminoso, in base alla velocità e all’angolo di sterzata. Il dispositivo (Advanced Frontlighting System) può anche essere integrato al sistema di navigazione, "prevedendo" quindi il tragitto e "sapendo" come illuminare nel modo ottimale una curva in arrivo.

Tappeti a pelo alto, pelle naturale chiara e inserti in legno scuro per i quattro passeggeri, che in caso di noia da viaggio si possono svagare regolando a proprio piacimento il grado di trasparenza delle superfici in vetro di finestrini e tetto. Dalla consolle centrale spunta poi l’interfaccia multimediale MMI (Multi Media Interface) che integra tutti i dispositivi di intrattenimento e informazione, mentre per accendere e partire occorre essere identificati tramite lo scanner per impronte digitali.


Pubblicato da Ronny Mengo, 13/09/2001
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