Autore:
Raffaele Gomiero

SENZA FINE 14 miliardi di anni. No, non stiamo facendo concorrenza a Super Quark e non stiamo cercando di datare qualche astro. Questa è semplicemente la durata prevista di un disco 5D. A vederlo è un piccolo disco trasparente, tascabile ma con all’interno uno spazio sconfinato, in grado di memorizzare 360 TB (avete letto bene, ho scritto trecentosessanta) di dati e di resistere a temperature fino a 1.000 gradi centigradi. Questo supporto portentoso è sviluppato dal dipartimento Optical Research Center dell’Università di Southampton, che aveva presentato la tecnologia 5D già nel 2013, ma con risultati molto meno incoraggianti. Infatti, il primo disco 5D poteva memorizzare soltanto 300 miseri Kb.

IL SEGRETO E’ L’INCLINAZIONE Ma come funziona questa nuova tecnologia? Senza addentrarci troppo nel tecnico, la registrazione avviene con laser che emettono brevi e intensi impulsi di luce, incidendo i dati sul disco su uno spazio microscopico, suddiviso su tre strati separati tra loro da una distanza di 5 micrometri, ovvero millesimi di millimetro. Il motivo per cui questo disco si chiama 5D è presto detto: perché ogni microsettore viene letto considerando dimensione e orientamento, quindi non solamente basandosi sulle classiche 3 posizioni sugli assi. Al momento non è dato sapere quando arriveranno sul mercato i dischi 5D: il dipartimento è alla ricerca di finanziatori, ma quando questi si apriranno i cordoni della borsa, noi sapremo dove archiviare tutte le nostre prove video di auto e moto. 


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