Autore:
Roberto Tagliabue

CONVERGENZE Da qualche anno si assiste a un fenomeno in continua evoluzione. Le Case costruttrici stanno migliorando parecchio i veicoli commerciali, in particolare quelli compatti, che stanno diventando sempre più simili alle autovetture nel comportamento dinamico e nella sicurezza, senza perdere in versatilità, capacità di carico e portata. Crescono in modo evidente i dispositivi elettronici per la sicurezza, dall’ABS all’ESP, passando per i sistemi di controllo della trazione, fino all’assistenza per le partenza in salita. Risulta però meno evidente, rispetto alle dotazioni elettroniche, la crescita complessiva in termini di performance e di miglioramento del comportamento dinamico.

UNA BELLA DIMOSTRAZIONE A dimostrazione di quanto un furgone possa non essere da meno di tante autovetture dall’indole più marcatamente sportiva, c’è l’esempio che mi ha regalato l’amico Gianpietro (Peter) Wyhinny, oggi manager in Seat, ai tempi delle foto in forza nella divisione Nutzfahrzeuge (Veicoli Commerciali) di Volkswagen.

DALLA VOGLIA DI RALLY ALLA PISTA Correva l’anno 2000 quando Peter, ottimo pilota oltre che manager, ha l’opportunità di guidare una Polo da Rally nell’ultima gara del campionato. Allora il Caddy derivava dal pianale della Polo, il Caddy odierno condivide il pianale della Golf, e fatte le debite proporzioni decide di preparare un Caddy per partecipare, in Inghilterra, al “The Volkswagen Racing Cup”.

L’ESORDIO A THRUXTON Alla prima sessione di prove sul velocissimo circuito inglese di Thruxton, Peter arriva con il veicolo pronto ma senza aver potuto fare alcun test. Il risultato è evidente nelle sequenze fotografiche: occorre intervenire sull’assetto!  Da quell’esordio il suo Caddy continua a crescere, non solo nella ciclistica, ottenendo ottimi risultati, fino all’avvento della nuova serie, quella basata sulla Golf.

SECONDA GENERAZIONE Con l’avvento dell’attuale Caddy, su base Golf, Peter mette a punto il nuovo veicolo: 270 cavalli solo riprogrammando la centralina e cambiando iniettori e turbina. Completa l’opera il differenziale autobloccante, necessario per scaricare meglio la potenza a terra. Il miglior risultato è, nella stagione 2009, un secondo posto assoluto sul circuito di Rockingham, stabilendo anche il giro più veloce.


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