Autore:
Alessandro Codognesi

NON È PIÙ L’EPOCA Questo 2015 comincerà con parecchie smorfie e sbuffi di dissenso, a quanto pare. E il motivo è presto detto: con la Legge di Stabilità varata dal Governo Renzi alla metà di ottobre e approvata ieri, 23 dicembre, il Governo ha presentato un piano per abbattere - a detta sua - le tasse che i cittadini dovranno pagare. Ma la teoria dei vasi comunicanti non si può aggirare: se abbassi da una parte, si alza dall’altra. Tant’è che, proprio dal 2015, ritorna la tassa di circolazione anche per veicoli, auto e moto, che hanno più di 20 anni dalla data di produzione (non di immatricolazione). Il limite ora, per essere considerati veicoli d’epoca e godere delle agevolazioni del caso, è 30 anni.

CHE BOTTA! Con questa modifica, il Governo Renzi ha calcolato di guadagnare ben 78 milioni di euro in più rispetto al 2014. Ma i conti del Governo non tengono presente che, in molti casi, chi circola con mezzi storici lo fa proprio per usufruire dell’agevolazione riguardo a bollo e assicurazione. Nel momento stesso in cui queste condizioni dovessero venir meno, la maggior parte dei veicoli storici finirebbe rottamata oppure dispersa in qualche remoto Paese estero. Capito, caro Governo?

UNA NICCHIA C’è anche da dire che, soprattutto nel caso delle moto, a meno di veicoli particolari, la tassa annuale di proprietà rappresenta una percentuale importante del valore di mercato della moto. Chi ce lo fa fare di pagare una tassa per avere una moto che vale poco più della tassa stessa? Siamo davvero alle soglie del ridicolo. Il rischio, più che altro, è che oltre a massacrare pesantemente il mondo del restauro, le moto e le auto d’epoca (parlo di quelle dai 20 anni in poi) diventeranno una nicchia ancora più ristretta di quanto già non sia. Una sorta di club privato, dove solo chi ha un certo potere di acquisto potrà entrare.

LEGGE APPROVATA, LEGGE DA PAGARE La Legge è già stata approvata, quindi non ci sono più dubbi: da gennaio occorre saldare il conto. Da parte loro, Asi e FMI hanno fatto il possibile per farsi ascoltare dal Governo, ma non c’è stato verso. Quello che spaventa me, in particolar modo, è che questa non è che l’ennesima batosta inflitta al mercato, auto ma soprattutto moto, che se già muove pochi euro, con quest’operazione ne muoverà ancora meno. Staremo a vedere.