Autore:
Himara Bottini


CIAK SI GIRA

No, non stiamo parlando di girare un film, ma in pista o su strada, perchè adesso siamo pronti per saltare in sella al primo modello stradale, creato dal marchio emiliano, presentato in forma definitiva al Salone di Milano. Una storia iniziata qualche tempo fa (ne abbiamo già parlato diverse volte, e lo trovate nelle correlate) e che ci ha tenuto sulla corda per mesi come le migliori serie televisive a puntate.

UNA RIPASSATINA

Due soli nomi per rispolverarvi la memoria: Dario Calzavara, fondatore di Terra Modena, e Piero Ferrari, responsabile del progetto motore insieme alla sua equipe di ingegneri. Un sogno, il loro, quello di produrre un modello Supermotard mai così sofisticato, non solo da competizione, che in poco tempo si è trasformato in realtà. La Terra Modena adesso è un modello stradale omologato.

MOTARD ESCLUSIVA

Una realtà per pochi appassionati e collezionisti, sia per il numero di unità prodotte che dovrebbe essere intorno al centinaio per il 2006, sia per il costo previsto di 16.000 euro.

QUALITÀ NON DA POCO

Non c' è da stupirsi se la 198 non manca di affascinare anche ad un'occhiata veloce. E' un prodotto creato da un'azienda allieva Ferrari, e già solo per questo racchiude in sé tutte le caratteristiche di una quattro ruote appena sfornata dalla casa di Maranello, con l'unica differenza che di ruote ne ha due. Un' azienda nata da poco, la Terra Modena, ma che fin da subito ha cercato di distinguersi per l'innovazione, la tecnologia e lo stile.

RAFFINATA Secondo i progettisti non esiste al mondo una Motard così, e tra l'altro la sigla 198 pur apparendo oscura ha in realtà una spiegazione molto chiara, 1 è il numero di cilindri e 98 l'alesaggio (lo stesso della Ferrari da F1...). Per il motore (omologato Euro 2) è annunciata una tecnologia da formula uno, con valvole in titanio, l'albero motore componibile e il pistone forgiato. Basamento, cilindro e testata sono fusi in terra, il cambio estraibile, e il comando della distribuzione è a cascata di ingranaggi. Rispetto alla moto vista alla prima presentazione ufficiale, la versione stradale perde anche la presa d'aria centrale sostituita da due. più piccole, piazzate dietro i convogliatori. 

TANTO ALLUMINIO Il telaio è a doppia trave perimetrale a sezione ellittica ed è nativo per questa moto per cui non derivato da un modello fuoristrada. Di alluminio anche il serbatoio da 8,5 litri. Per la componentistica in Terra Modena sono andati sul sicuro scegliendo il massimo disponibile attualmente sul mercato. Ohlins firma forcella e ammortizzatore, Brembo i freni (con pinza radiale). I cerchi sono Marchesini in alluminio forgiato.

GLI ULTIMI RITOCCHI Non c' è dubbio che sia sportiva e grintosa ma non manca di colpire anche per la sua raffinatezza. Sponsorizzata dalla nota marca di orologi IWC di Schaffhausen conta una manifattura da orologeria, però il cruscotto è digitale (della AIM) come elettronica è la gestione del motore. E' bella, viene subito voglia di provarla e di toccarla con mano. Se volete fare i rustici potete avviarla con il pedale ma c'è anche l'avviamento elettrico. I colori non sono da scegliere, sono semplicemente naturali: c'è il rosso del motore, forse un richiamo al rosso Ferrari... l'argento del telaio e del serbatoio, il nero delle sovrastrutture in carbonio. 
Se avrete la possibilità di farci un giro sappiate che è anche omologata per due. La garanzia è di due anni e per i primi 15 acquirenti italiani sono incluse nel prezzo due assistenze all'anno, per i primi due anni.

 

 

 


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