Autore:
Stefano Cordara

Cosa cerca un automobilista da un mezzo per la citta? Protezione innanzitutto, dalle intemperie e dagli urti, agilità per muoversi senza impaccio nel traffico, una valida capacità di carico. Queste idee si sono concretizzate nell’Ublò che, infatti, è dotato di un’innovativa forma definita a "bolla" in cui parabrezza e tetto sono tutt’uno. La protezione dalle intemperie è quindi senz’altro migliore di quella di un qualsiasi scooter, così come la capacità di carico che raggiunge addirittura i 120 litri, sparsi in svariati vani anteriori, posteriori e sotto le selle di pilota e passeggero.

Le dimensioni sono relativamente compatte (lungo 2030 mm, largo 770 mm alto 1800 mm) e non di molto superiori (soprattutto la larghezza)a quelle di uno scooter. Il telaio è realizzato in tubi d’alluminio cosa che ha consentito di contenere il peso entro limiti ragionevoli anche se comunque la bilancia dichiara 200 kg. Un po’ tantini per il bicilindrico quattro tempi da soli 124 cc (guidabile quindi con sola patente B) che dovrebbe equipaggiare questo trike di casa Renault.

Per dare ulteriore confidenza e maggiore sensazione di sicurezza all’automobilista pentito in Renault hanno pensato bene di dotare Ublò di tre ruote, due posteriori e una anteriore. Le due posteriori sono anche motrici e utilizzano cerchi da 13 pollici, mentre l’anteriore è da 16 pollici. La frenata promette di essere quantomeno esuberante visto che a fermare Ublò provvederanno tre dischi, l’anteriore perimetrale da ben 400 mm i due posteriori da 250 mm.

Ublò sfrutta i più avanzati concetti di sicurezza sviluppati nel mondo dell’auto. Non ci sono le cinture di sicurezza ma c’è un airbag frontale-verticale, alloggiato nella consolle centrale che, in caso di impatto, si gonfia verticalmente per proteggere il guidatore. Non ci sono gli specchietti retrovisori, sostituiti da una telecamera che riporta quanto accade alle spalle del guidatore in uno schermo al centro del manubrio; non ci sono leve di cambio e frizione, sostituite da due bottoncini: il cambio a sei marce è, infatti, sequenziale semiautomatico a comando elettrico. Come su di una berlina di classe l’abitacolo di Ublò è dotato di ogni comfort, fari allo Xeno, strumentazione completa, predisposizione al montaggio dell’autoradio e di un sistema di navigazione GPS.

A questo punto la domanda nasce spontanea: ma è ancora una moto? Alla Renault sono convinti di sì, non solo perché per l’avantreno è stata scelta una soluzione tipicamente motociclistica (forcella teleidraulica da 40 mm, e piastra di sterzo che lavora su cuscinetti conici), ma anche perché le sensazioni che trasmette Ublò sono le stesse di una moto.

La sospensione posteriore è, infatti, di tipo indipendente. Ciascuna ruota comanda il singolo ammortizzatore centrale per mezzo di bilancieri, un sistema utilizzato nelle monoposto da competizione che consente ad Ublò di inclinarsi in curva proprio come una moto con la differenza che qui non si devono mettere giù i piedi ogni volta che ci si ferma al semaforo e questo si sa agli automobilisti piace davvero un sacco.


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