Autore:
Andrea Rapelli

SOGNI... DI METALLO Una special di razza, questa Motul Onirika 2853, nata dalle sapienti mani di Luca Pozzato (Officine Gpdesign). Un sogno (oneiros, in greco) capace di incarnare i valori essenziali di un'azienda come Motul, trasportandoli negli anni 2000: il numero 2853, infatti, è stato scelto in onore dell'anno di fondazione dell'azienda di lubrificanti, che ha aperto i battenti nel 1853.

LAVORATA A MANO I più attenti avranno già notato che la Motul Onirika 2853 deriva da una MV Agusta e, in particolare, da una Brutale 800. Ma l'occhio è conquistato soprattutto dal serbatoio in alluminio lavorato a mano: la parte superiore, decorata con una serie d'ingranaggi, è stata ottenuta tramite la tecnica della cubicatura. Anche il tappo della benzina è a forma di ingranaggio ed è un esempio di come, qui, nessun dettaglio venga lasciato al caso. Basta guardare i cerchi di questa Onirika, idealmente rubati a un vecchio Volkswagen Bulli, oppure il rivestimento dei tubi dei freni, d’estrazione – se così si può dire – industriale. La sella pare addirittura chiodata, e invece è tempestata di cilindretti di gomma fissati su una lastra metallica.

PRO BONO Tanto sfoggio di artigianato ci riporta idealmente indietro nel tempo, almeno finché non decidiamo di accendere la Motul Onirika, che – sorpresa! - funziona col riconoscimento delle impronte digitali. Onirika è, e rimarrà, un unico esemplare. Sarà venduta per raccogliere fondi a favore della fondazione Motul Corazón, che realizza progetti di beneficenza a livello internazionale a favore dei giovani disagiati.  

 


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