Autore:
Marco Rocca

JAPANIMATION “E’ fantastico a volte decidere di realizzare un certo tipo di moto semplicemente perché possiamo e perché vogliamo farlo, non perché ce lo impone il mercato.”  E’ con queste parole che il signor Keita Mikura (Project Leader dell’ambizioso modello) ha introdotto la nuova Honda NM4 Vultus. Esteticamente la scintilla creativa è stata accesa dalle moto dei film giapponesi anime e manga conosciuti con il termine “Japanimation”, forse per qualcuno non è nuovo. Basti pensare che il gruppo di creativi che si nasconde dietro le linee della nuova moto della Casa dell’Ala, è formato da giovani di  20-30 anni a cui è stata data massima libertà di espressione e sembra che l'abbiano sfruttata tutta.  

SPACCA LA CRITICA La Honda NM4 Vultus e' la classica moto spacca-critica nel senso che o la si ama o la si odia, non ci sono vie di mezzo. Le forme sono troppo azzardate per risultare facilmente digeribili al primo colpo e bisogna farci l’abitudine. L'approccio mi ricorda vagamente quello avuto da Honda per la PC800 con un’estetica unica, soprattutto nel frontale. Sul Vultus la zona del faro è quasi incastonata fra due fianchetti surdimensionati che raggruppano frecce, specchi retrovisori e anche due portaoggetti. Passando in rassegna la parte centrale dominata da linee un pelo più convenzionali, si nota il serbatoio con bocchette cromate per lo sfogo dell'aria e la sella praticamente rasoterra, con tanto di schienalino per il passeggero. Con un inclinazione del cannotto di sterzo di 33° e un interasse da ben 1.645 mm, azzardare il termine cruiser a questo punto potrebbe non essere così sbagliato soprattutto in considerazione del fatto che, volendo, nella lista di accessori ci sono manopole riscaldabili, parabrezza alto e borse laterali. Chiude il quadro la strumentazione digitale a tre elementi, che offre la possibilità di cambiare colore.  

SOTTO IL CYBORG Tanto l’estetica è bizzarra, quanto la meccanica, presa pari pari della serie NC, è affidabile e performante. Il motore bicilindrico parallelo da 745 cc ha la bancata inclinata in avanti, per liberare spazio in favore della migliore ergonomia e per tenere basso il baricentro, in modo da rendere la guida a velocità ridotta (leggi slalom tra le auto) ancora più facile. La potenza? In questa configurazione il bicilindrico inclinato eroga 55 CV a 6.250 giri/min con una coppia massima di 68 Nm a 4.750 giri/min. I consumi, come da tradizione, rimangono ridottissimi, nell’ordine dei 28,4 km/l nel ciclo medio.

SOTTO C’E’ UN DIAMANTE Oltre al bicilindrico, anche il telaio in acciaio è mutuato della 750, mentre la ciclistica fa leva su elementi tradizionali come la forcella da 43 mm e il forcellone doppio braccio al posteriore. A cambiare, invece, sono le misure rispetto alle sorelle. La ruota anteriore arriva a 18 pollici su cerchio a 5 razze sdoppiate, mentre dietro c'è spazio per un 17" con una sezione di ben 200 millimetri. Il peso complessivo si ferma a 245kg, compreso l'impianto frenante con  ABS, di serie. Alcapitolo cambio la Honda NM4 Vultus sfoggia il sequenziale a doppia frizione DCT (Dual Clutch Transmission), che consente di scegliere tra le modalità automatiche Drive (D) e Sport (S), oltre alla modalità manuale MT con levette al manubrio. Ora non rimane che ricordare che la NM4 Vultus non è solo un esercizio di stile ma sarà disponibile alle nostre latitudini in estate. Sul prezzo ancora stretto riserbo.  


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