Autore:
Alessandro Codognesi

RIVOLUZIONE C’è sempre quel momento in cui si cambia passo, si cambia lavoro, si cambia look. Si chiama punto di rottura e anche per l’Hypermotard è arrivato il momento. La Ducati Hypermotard MY 2013 infatti, molla l’ormai anzianotto motore 1100 raffreddato ad aria per fare spazio a un super-tecnologico bicilindrico raffreddato a liquido. Non solo motore però, la nuova Hyper è tutta nuova anche nel telaio, nell’elettronica e nello stile. E non è tutto, dall’anno prossimo, sarà disponibile in tre versioni: Hypermotard, SP e la nuovissima Hyperstrada, una sorta di cross-over, di quelle che oggi vanno tanto di moda. Eccole in dettaglio e in video.

MI LASCI I NUMERI? Partiamo dalla novità più eclatante, il motore. Come detto, infatti, la Ducati Hypermotard MY 2013 abbandona la vecchia unità raffreddata ad aria per fare spazio a un ben più moderno bicilindrico raffreddato a liquido. Si tratta del nuovissimo Testastretta 11° (come da tradizione, 11 sono gli angoli di incrocio valvole) da 821 cc (88 x 67,5 sono i millimetri di alesaggio e corsa), in grado di erogare 110 cavalli a 9.250 giri/min e una coppia di circa 92 Nm a 7.750 giri/min.

MOTORE CHE PASSIONE! La Ducati Hypermotard MY 2013 abbandona dunque la storica configurazione 2 valvole passando così a 4 valvole per cilindro, con tanto di raffreddamento a liquido. Full Ride-by-Wire, iniettori di ultima generazione (ottimizzano la vaporizzazione), aria secondaria (migliora la regolarità di marcia) e così via discorrendo, sono solo alcune delle tecnologie del nuovo motore. Il cerchio si chiude con la frizione APTC, dotata di comando idraulico e sistema di antisaltellamento. Per i più scettici, poi, in Ducati hanno fatto tombola: gli intervalli di manutenzione si sono parecchio allungati, con il registro valvole da effettuarsi ogni 30.000 chilometri.

QUOTO IN PIENO Se il motore della Ducati Hypermotard MY 2013 è tutto nuovo, anche il telaio (e le relative quote) non scherza. Rimane un traliccio in acciaio, è vero, ma è stato completamente riprogettato, a partire dai numeri. Ora infatti ci sono 25,5° di inclinazione del cannotto di sterzo contro i 24 precedenti (avancorsa di 104). Questo fa ben sperare, perché se si poteva rimproverare qualcosa alla vecchia Hyper era proprio la forcella, eccessivamente “in piedi” e poco comunicativa. Aumenta anche l’angolo di sterzata, ora pari a 70°, come anche l'interasse a quota 1.500 millimetri. Anche il serbatoio cresce, facendo segnare +3,6 litri per un totale di 16 litri. Tanto per non sbagliare, anche l’impianto frenante è inedito: all’anteriore ora ci sono due pinze radiali monoblocco M4.32 Brembo a 4 pistoncini che lavorano dischi da 320 millimetri. Di serie su tutte le versioni, l’ABS Bosch 9MP disinserbile.

WEDDING PLAN L’altra grande novità che la Ducati Hypermotard MY 2013 porta con sé è la pesante mano di elettronica, che parte dai Riding Mode. Questi, come tradizione vuole, intervengono sul sistema ABS (tre livelli), sul DTC (Ducati Traction Control, otto livelli) e sui Power Modes (le tre “mappe”), introducendo così il DSP (Ducati Safety Pack) nella famiglia Hypermotard. Il primo Riding Mode è Sport, e prevede potenza piena, erogazione diretta, ridotto intervento del sistema DTC e livello 1 per il sistema ABS (ridotto controllo del sollevamento del posteriore). La modalità Touring invece è decisamente più tranquilla: offre sempre 110 cavalli, ma la risposta è più progressiva, il DTC è più invasivo e l’ABS è tarato a livello 2. Infine l’Urban: 75 cavalli, DTC più prepotente e ABS pronto a salvarvi al minimo segnale.

A PARTE Discorso a parte per quanto riguarda l’Hypermotard SP, la versione più cattiva delle tre: per lei infatti, i Riding Mode rimangono tre, ma di diversa estrazione. Si parte con Race, modalità che fornisce 110 cavalli, risposta direttissima al gas, intervento minimo del sistema DTC e ABS a livello 1 con applicazione al solo anteriore e senza controllo del sollevamento del posteriore. Il Riding Mode Sport, invece, è lo stesso delle sorelle più tranquille, mentre la modalità Wet è l’equivalente Urban (75 cavalli, poco DTC e tanto ABS). Infine, si ricorda che i livelli del DTC sono sì preimpostati a seconda del Riding Mode selezionato (come anche l’ABS), ma ciascuna modalità è customizzabile a piacimento. Più di così…

NEW ENTRY Altra primizia è la Hyperstrada, una versione più turistica e tranquilla di quanto visto finora. In sostanza, rappresenta una sorta di cross-over tra il mondo motard e quello del turismo. Di serie, infatti, l’Hyperstrada è dotata di borse laterali semi-rigide, capaci di 50 litri; volendo, inoltre, è disponibile come accessorio anche un top case da 31 litri. Altre peculiarità sono il manubrio più alto di 2 centimetri, parabrezza rialzato, prese di corrente ausiliarie, sella speciale (più larga, più bassa e più spessa) e maniglie per il passeggero. Parlando di sospensioni, invece, trovano posto una forcella Kayaba a steli rovesciati da 43 millimetri con corsa di 150, mentre al posteriore è montato un monoammortizzatore Sachs regolabile in estensione e precarico. Totale del conto: 181 chili a secco, con pneumatici Pirelli Scorpion Trail e cerchi a 10 razze in alluminio fuso. L’Hyperstrada sarà disponibile nella colorazione rosso Ducati o arctic white.

LE SOLITE DUE Le altre due versioni ricalcano quelle di oggi. Si parte con l’Hypermotard standard, 110 cavalli, peso a secco di 175 chili, manubrio avanzato e rialzato rispetto al passato e sella posta a quota 87 centimetri (optional quella più bassa di un paio di centimetri). La forcella è la stessa Kayaba della Hyperstrada, ma rispetto a quest’ultima ha una corsa di 170 millimetri. Dietro, invece, la storia è la stessa. Le scarpe della nuova Hyper sono le Pirelli Diablo Rosso II nelle classiche misure 120/70 - 17 all'anteriore e 180/55 - 7 al posteriore, mentre le colorazioni saranno il rosso Ducati o il dark stealth con telaio rosso e cerchi neri.

CATTIVA DENTRO Come di consueto, l’SP rappresenta la versione più estrema: aumenta l’altezza da terra, in questo caso a  210 millimetri e cambiano le sospensioni, un’accoppiata Marzocchi davanti – Ohlins dietro totalmente regolabili. Aumentano anche le rispettive corse, che nella SP sono di 185 millimetri davanti e 175 dietro. Anche le ruote sono diverse: i cerchi sono dei Marchesini a tre razze in alluminio forgiato, mentre per le gomme si è optato per delle Pirelli Diablo Supercorsa SP in misura standard. Gli altri componenti esclusivi sono il parafango anteriore e le cartelle motore in carbonio, la pompa radiale anteriore con leva regolabile in 5 diverse posizioni e la sella dedicata (quota 890 millimetri). Totale: solo 171 di peso a secco. L’Hypermotard SP sarà disponibile nella livrea Ducati Corse rossa, bianca e nera, con elementi in grigio e traliccio rosso.


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