Autore:
Andrea Rapelli

BURASCA DE MUTOR Un nome che la dice lunga, Burasca 1200. La fantasia e la tecnologia della Terra dei Motori, l'Emilia-Romagna. Una base tecnica nota e eccellente, quella della Honda VFR 1200 F. A metterle insieme, con la sua D-Perf, Aldo Drudi, designer con il pallino delle moto.

AIR GARAGE Il progetto Burasca 1200 inizia nel giugno del 2014. Ma non in officina, muri sporchi e odore di benzina. Per questa concept c'era bisogno di qualcosa di speciale. Un luogo dove i pensieri si elevano, d'incontro fra competenze diverse: ecco che nasce l'Air Garage, officina all'aperto sul tetto del Museo Civico di Rimini.

RISATE E PIADINE Un terrazzone di 600 mq, che ospita un container lungo sei metri sovrastato da una struttura gonfiabile, che all'imbrunire irradia luce: così, si potevano fare le ore piccole insieme alla Burasca. Come racconta lo stesso Aldo “la Burasca è stato un pretesto per fare due risate con i ragazzi, mangiando una piadina alle due di notte dopo aver lavorato al prototipo con lo stesso entusiasmo di quando si elaborava il motorino per la corsa del sabato a Cattolica”.

SANGUIGNA Alla cerimonia di presentazione, il Teatro Galli di Rimini è tirato a lucido. La Burasca 1200 fa il suo ingresso trionfale rombando lungo Piazza Cavour, per poi parcheggiarsi nel teatro e farsi ammirare. Una moto burbera, la Burasca, ma mai greve. Sanguigna, come solo la Romagna sa essere, ma estremamente tecnologica.

BASE VFR Telaio e motore, il quattro cilindri a V da 1.237 cc, sono quelli della Honda VFR 1200 F. Su tutto il resto, c'è lo zampino di Aldo e della sua equipe, una decina di tecnici armati di sapienza e fantasia. La Burasca è possente, caricata sull'anteriore ma non sovraccarica. La smilza carenatura a V rovesciata sorregge il cupolino mentre sul serbatoio campeggiano in rilievo le Ali del Marchio Honda.

PEDANE A SCOMPARSA I sottili gruppi ottici a Led vanno d'amore e d'accordo con la strumentazione, elemento circolare incastonato, come un gioiello, dietro al cupolino. Doveva rimanere una sport-tourer, la Burasca, è così è stato: il manubrio è solo un filo più caricato rispetto alla VFR tradizionale, mentre non mancano il cupolino regolabile e il posto per il passeggero. Le pedane? Scompaiono nel codino, divenendone parte integrante una volta chiuse.

MATERIALI PREGIATI Ma la Burasca vuole essere viscerale anche nella guida. E allora, oltre ai 180 cavalli del V4 Honda, c'è anche una ciclistica di tutto rispetto: forcella e mono by Ohlins, cerchi in Ergal by Fast Mec realizzati dal pieno – come altri componenti quali piastre, telaietto posteriore e gruppi ottici, che hanno permesso di limare di 30 kg il peso rispetto alla VFR, per n totale di 240 kg.

CAMOUFLAGE E poi, il carbonio: la texture “camo” che vedete su cardano, cerchi, serbatoio e carene è stata realizzata dall'azienda CPC con una particolare lavorazione del prezioso materiale. Infine, per una voce che tuonasse a dovere, Aldo ha disegnato personalmente l'impianto di scarico, realizzato da Akrapovic: tutto in titanio, permette di raggiungere elevati livelli di piega. A sentirla dal vivo, questa concept – che per ora rimane esemplare unico – incute timore già al minimo. Proprio come una burrasca sull'Adriatico.  


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